Ep. 30: Respiri Keanu per non far rumore

Che anno per Spider-Man!

Perché, se da un lato il nostro arrampicamuri è rimasto orfano di entrambi i padri, dall’altro è stato protagonista di uno dei videogiochi più venduti del 2018, del blockbuster più importante degli ultimi 10 anni, e infine di Un Nuovo Universo, destinato a far parlare di se per tanto tempo.
Scritto da Phil Lord e diretto da Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman (che ha pure collaborato nella sceneggiatura di Lord) Spider-Man: Un Nuovo Universo uscirà nelle sale per Natale, allietando le feste di tutti gli appassionati di film d’animazione.

Perché, per apprezzare Un Nuovo Universo, non bisogna per forza adorare Spider-man.

Non servono conoscenze, capacità di cogliere le citazioni o altro, basta avere un paio d’occhi funzionanti.
Ovvio, e non dovrei neanche scriverlo, che se siete fan dell’universo del ragno uscirete dal cinema con la voglia di rivederlo immediatamente. È un po’ quello che è successo a me dopo la visione del 3 dicembre in lingua originale, sono tornato in sala ieri (16 dicembre), per rivederlo in italiano all’anteprima pubblica. Confermando ogni singola prima impressione sull’aspetto tecnico-visivo di questo nuovo lungometraggio marcato Sony.

 

Spider-Man: Un Nuovo Universo è uno dei migliori cinecomics di sempre, e tra i migliori film d'animazione dell'ultimo decennio.

Dicevo, un anno grandioso per l’Uomo Ragno, non l’uomo dentro il costume, ma il simbolo che  Spider-Man rappresenta. Un Nuovo Universo basa  la propria forza su questo semplice messaggio. Non devi essere per forza Peter Parker per fare la differenza. Ed ecco perché la scelta di Sony Pictures di rendere protagonista Miles Morales, non è dettata dal politically correct, ma dal rimarcare con forza questo concetto.

 

Miles nasce dalla penna di Brian Bendis e  dalle matite di Sara Pichelli, nell’universo Ultimate del 2011, e prende il posto di Peter Parker quando quest’ultimo viene ucciso in uno scontro con Green Goblin. Madre latina e padre afroamericano, il giovane si ritagliò subito un’enorme fetta di pubblico. Dopo la distruzione dell’universo Ultimate, Miles è ora nella stessa città del Peter Parker che tutti i lettori di fumetti amano. Un’introduzione editoriale necessaria a mettere le basi sul personaggio ma che non vi servirà quando andrete in sala a vedere Un Nuovo Universo. 

 

Perché il film scritto da Lord vi racconta tutto dall’inizio.

Con il giusto humor che s’adatta agli altri lavori dello sceneggiatore e a quell’Uomo Ragno che tutti bene o male conoscono. La trama di Un Nuovo Universo è semplice: è una storia di origini per Miles, ma al contempo rispetta ogni punto fondamentale del motto di Spider-Man, buttando nel calderone un Peter Parker maturo (o quasi) e altri ragni provenienti da diversi universi. L’obiettivo è non far collassare i mondi dei sei protagonisti, fermando i piani di Kingpin una volta per tutte. 

Non è importante cosa viene raccontato, ma come viene fatto.

Perché se l’ho definito il miglior film d’animazione dell’anno, e tra i migliori lungometraggi animati di sempre, c’è un motivo. Anche se è difficile descrivere le emozioni di ogni singola tecnica utilizzata dagli animatori di Sony Pictures per trasportarci nella Brooklin di Un Nuovo Universo, il risultato è un’orgasmo visivo.
Già dai trailer, la tecnica mista tra finto stop motion e animazione 2.5D lasciava presagire un lavoro finemente curato e capace di stupire. Il film però non si ferma lì. Continua a sperimentare cambiando  via via  metodo di racconto visivo ogni volta che un nuovo personaggio entra in scena. Negli ultimi venticinque minuti poi, gli esperimenti hanno successo e convergono in un’unica stanza, lasciando attonito lo spettatore.

 

 

Un modo di raccontare Spider-man mai visto al cinema e con cui i live action purtroppo non possono competere. Proprio perché l’animazione può permettersi di utilizzare escamotage o tecniche che nessuna ripresa realistica riuscirebbe a trasmettere (per ora almeno). 
Non c’è da stupirsi se Un Nuovo Universo ha già in cantiere un sequel e uno spin-off dedicato a Gwen, non con l’altissima qualità del film, destinato ad essere ricordato come un punto di svolta per l’animazione occidentale (potrei azzardare il paragone con quello che è stato Akira per quella giapponese).

 

Ottimo il doppiaggio sia nella versione originale, sia in quella italiana, coadiuvato da una colonna sonora hip-hop che si adatta alla perfezione alle strade di Brooklin. Insomma, Un Nuovo Universo è un pacchetto regalo perfetto da trovare sotto l’albero. Capace d’intrattenere anche coloro che di Spider-Man sanno poco o nulla, grazie alla precisa identità con cui il film prende vita. Dopo Insomniac, anche Phil Lord riesce a cogliere a pieno lo spirito del personaggio in questo 2018  rosso-blu, lasciando nelle mani dei registi il resto del lavoro.

 

Speriamo solo che il pubblico apprezzi gli sforzi e che Sony decida di investire più su progetti del genere, piuttosto che su film  ancorati all’inizio degli anni duemila.