Gameromancer DLC #1: un cancro di nome Steam

Altra 14 giorni in compagnia di un prodotto AVM, altra prova sul campo chiusa con soddisfazione: FRITZ!Box 7530 si porta a casa il mio bollino di approvazione senza troppa fatica.

L’avevo pre-annunciato in occasione della (pseudo)recensione del FRITZ!WLAN Repeater 1160 e, diciamocelo, visto che la casa madre sbandierava l’integrazione tra i suoi prodotti come se fosse un gamechanger, provare un FRITZ!BOX era doveroso.

 

Ma perché proprio FritzBox! 7530?
Per rispondere tocca partire dalla tabella comparativa dei prodotti della casa, reperita direttamente dal sito ufficiale.

 

Ii freddi numerini da smanettone servono (per come la vedo io almeno) solo per rompere il ghiaccio, e non sostituiscono l’Esperienza Utente. Detto questo, da qualcosa bisogna pur iniziare a prendere le decisioni, ed il ragionamento fatto è stato questo: quale Fritz!Box può essere più interessante per un utente medio?

 

Quello che costa meno.

Cioè, circa.

 

FRITZ!Box 7530 è il nuovo entry level della casa, che cerca di ereditare la posizione del “vecchio” 7430. Le differenze importanti tra i due sono essenzialmente relative alle bande supportate e alla velocità massima in rete locale che i due router possono raggiungere. Nella pratica, il modello 7530 supporta anche le reti a 5GHz oltre alle classiche 2.4 GHz (più potenza, più velocità, ma segnale più disturbabile). È interessante se giocate su Xbox o avete una PS4 Slim o Pro, o se qualche altro dispositivo in casa può sfruttare questo tipo di segnale – che viene comunque emesso “in parallelo” a quello da 2.4 GHz, quello tradizionale per il Wi-Fi.

 

 

Visto che si parla di una differenza di prezzo abbastanza contenuta, circa 30€, e che si tratta di funzionalità non esattamente accessorie, la scelta è ricaduta sul prodotto entry level un po’ meno entry level.

 

I modelli di fascia superiore offrono funzioni extra, montano una porta USB aggiuntiva o permettono di collegarsi anche sfruttando la rete mobile… Ma di contro costano di più e coprono di conseguenza esigenze più particolari. L’idea era quella di fare qualcosa di utilità più o meno pubblica, e quindi giocoforza li ha messi fuori causa.

 

Sbolognato il perché, parliamo del come.

 

Come si comporta FRITZ!Box 7530?

 

La risposta, lo avrete capito, è “decisamente bene”. La configurazione è fondamentalmente guidata: si collega il router alla corrente e alla linea telefonica, ci si aggancia al segnale Wi-Fi o si sfrutta un cavo Ethernet e si digita l’url di collegamento.

Da li poi il pannello di configurazione fa tutto, chiede di selezionare il proprio provider (i tizi che ogni mese vi chiedono i soldi per darvi l’Internet) e dopo qualche minuto è tutto pronto.

 

Poi chiaramente sta a voi decidere se cambiare o meno il nome della rete wireless e la password (essendo tremendamente pigro io ho rimesso lo stesso SSID e la stessa chiave di rete che avevo sul vecchio router, per non dover riconfigurare altro, e non ho avuto problemi) e insomma, come nel caso del repeater, decidere quanto e come andare a fondo con gli smanettamenti.

 

Perché di nuovo nell’uso di tutti i giorni non se ne sente il bisogno, il router sta funzionando senza problemi da 14 giorni e non sono mai stato costretto a riavviarlo o a modificare quanto settato all’installazione.

 

E la famosa integrazione funziona anche alla grande, come spiega fieramente la pagina dedicata alla rete mesh dei prodotti della linea. Le funzioni veramente fighe sono quelle relative al Band Steering (che in sostanza “sposta” i dispositivi sulla banda meno carica) e il Cross Band Repeating, che permette di utilizzare la linea wireless più veloce tra quelle a disposizione. La forza della linea sta proprio in queste cose: più che nella facilità d’uso tremenda, più che nelle prestazioni sopra la media, è proprio l’integrazione a fare la differenza. Per esperienza diretta, posso dire che i prodotti entry-level di altre case non si preoccupano minimamente della cosa (fino a poco fa utilizzavo un router TP-LINK con diversi ripetitori della stessa marca in casa, e la differenza è percepibile).

 

Morale della favola? Questo natale regalate un router e un ripetitore AVM a qualcuno e lo farete felice. Spendendo un po’ di più rispetto a prodotti propriamente consumer, ma sono soldi che vale assolutamente la pena spendere.