Ep. 39: Ai confini etici della Realtà Virtuale
Guido Avitabile

Speciale Ant-Man and the Wasp – Le dimensioni contano

Paul Rudd torna ad indossare la tuta speciale di Ant-Man, e stavolta non sarà da solo

È stata una settimana di bufera in casa Marvel Studios a seguito del licenziamento di James Gunn. Il regista che più aveva impresso il suo tocco all’interno del Marvel Cinematic Universe, è stato rimosso senza possibilità d’appello da Disney.  La causa del licenziamento sono dei tweet di dieci anni fa, con battute un po’ troppo spinte per la casa del topo. Il regista non dirigerà più Guardiani della Galassia  Vol.3,  rendendoci orfani del finale della trilogia. Al momento non ci è dato sapere se la sceneggiatura, ultimata lo scorso mese verrà utilizzata dal sostituto di Gunn. 

Questo preambolo serve per  buttare nel discorso Peyton Reed, che nel 2015 sostituì Edgar Wright alla regia di Ant-Man. Ovviamente la situazione era diversa, Wright (Baby Driver) se ne andò perchè voleva fare un film indipendente dalla continuity, e parte della sceneggiatura venne rimaneggiata dallo stesso Reed. Il risultato come al solito divise gli spettatori.

Ant-Man era un ottimo heist-movie, e una buona commedia. Inoltre era anche un film d’origini migliore di altre produzioni Marvel Studios.

Il prossimo 14 Agosto uscirà nelle sale italiane Ant-Man and the Wasp,  sequel diretto e sceneggiato sempre da Peyton Reed, antecedente ai catastrofici eventi dei Infinity War.
Ospiti di The Walt Disney Company Italia ho visto in anteprima la nuova avventura di Scott Lang e, ancora una volta, userò questa rubrica per darvi la mia opinione sul film.

Dov’era Ant-Man è il nuovo “E allora il PD?”

Ce lo siamo chiesti tutti in sala, dove fosse Scott Lang durante l’attacco di Thanos. Ant-Man and the Wasp risponde al quesito, ambientando le proprie vicende qualche giorno prima della battaglia per le gemme dell’infinito. La risposta data da Vedova Nera era in parte veritiera, Scott sta scontando gli arresti  domiciliari per  aver aiutato Captain America (in Civil War) e passa le giornate con la figlia e l’amico Louis (Michael Pena). Nel frattempo, Hank Pym (Michael Douglas) e sua figlia Hope (Evangeline Lily) stanno cercando un modo per accedere al regno quantico per ritrovare la moglie/madre  Janet.

Decisamente meno ingombrante di Infinity War, Ant-Man and the Wasp saprà farsi amare da chi ha già apprezzato il primo episodio.

La ricerca della Wasp originale porterà Scott e Hope a collaborare nuovamente, mentre il temibile Fantasma (Hannah John Kamen) vuole mettere le mani sulla tecnologia Pym per i propri scopi. Il Fantasma non è un cattivo convenzionale, quanto più una persona con uno scopo diverso dai protagonisti, e pronta a tutto per raggiungerlo.

La protagonista femminile però, riesce facilmente ad oscurare il Fantasma. La ex-naufraga di Lost, esce da dietro le quinte e indossa il costume di Wasp, diventando spalla e compagna del nostro Ant- Man.
Evangeline Lily è credibile e ben calata nella parte,  determinata a trovare la madre perduta. La chimica di squadra tra Ant- Man e Wasp è buona, sia nelle scene d’azione che nei numerosi dialoghi tra i due.

Ant-man and the Wasp abbandona l’heist-movie per concentrarsi completamente sull’action comedy. Questo potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, ma personaggi e contesto renderanno il film apprezzabile da coloro a cui è piaciuto il primo. Questo capitolo è totalmente di Peyton Reed,  che propone diverse nuove meccaniche di rimpicciolimento e ingigantimento, alcune delle quali veramente riuscite (l’inseguimento e la cucina). Le scene action vengono però messe in ombra dai dialoghi e dalle battute dei protagonisti, dando al film una vera sensazione di “domesticità”.

Ant-Man and the Wasp è un film più urbano, nonostante il mondo quantico, rispetto al colosso Infinity War. Ed è giusto così.

E al contempo un film più umano, in cui Reed va ancora più a fondo nell’ottimo rapporto tra Scott e sua figlia Cassie. Un padre ex detenuto che fa di tutto per riscattarsi, una figlia che lo idolatra nonostante gli errori. L’amore genitoriale tra i due trasuda per tutte le due ore di Ant-man and the Wasp, e  fa proprio stare bene. Il tutto poi strizza l’occhio ad una delle ultime run di Spencer proprio dell’uomo formica, che male non fa (soprattutto per i lettori di comics).

Ed è proprio questa sensazione più veritiera, più scanzonata, che è il punto forte (o debole secondo alcuni) delle avventure di Ant-man. Scott Lang, è un uomo normale, con una super tuta sì, ma con problemi comuni.

Ed è perfetto nella sua normalità.