Speciale
di Pietro Iacullo
il 18 novembre 2017, 08:57
in Speciali

Cos’è, un episodio videogioco crossover?

 

Nota: l’articolo su cui avete avventatamente cliccato (o “tappato”, se vi siete piegati all’onda degli smart device) contiene qualche spoiler su Assassin’s Creed: Origins (ma anche a qualcuno dei capitoli precedenti) e sui due Watch Dogs. D’altra parte però prova una volta per tutte che in Ubisoft lavora più di qualche pazzo – e ormai lo sapete, essere fuori di testa è una condizione necessaria per far colpo su di noi.

 

E se Assassin’s Creed e Watch Dogs fossero un enorme crossover?

Al di là di quella che è la sua offerta ludica – e di quello che si può pensare della serie, di questo cambio di direzione e insomma di tutte quelle cose che poi si affrontano pad alla mano in un gioco – se Assassin’s Creed: Origins ha convinto chi vi scrive è banalmente merito di come è stato collegato agli altri capitoli, rimettendo poi di prepotenza su schermo anche la narrativa dedicata alla timeline presente. Ma uno dei tocchi di classe più apprezzati è senza dubbio la conferma – finalmente ufficiale, dopo anni e anni di corteggiamento scherzoso tra le due serie – che Assassin’s Creed e Watch Dogs condividono lo stesso universo narrativo. Crossover in cui, tra l’altro, compare anche Ubisoft stessa (oltre ad una serie di aziende pesantemente ispirate a colossi reali come Google e Facebook). Già, perché la conferma di questo collegamento inevitabilmente porta a dover rivalutare sotto questa nuova luce non solo i precedenti easter egg in questo senso, ma anche alcune trovate che negli anni le due Proprietà Intellettuali hanno portato dietro i nostri schermi da salotto. Ma procediamo con ordine…

Assassin's Creed Origins - PlayStation 4
Di: UBI Soft
Data di uscita: 27/10/2017
Prezzo: EUR 36,50
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Olivier Garneau è una figura abbastanza centrale, nel ragionamento in cui stiamo per avventurarci. Ironico, considerando che il “minutaggio” a schermo concesso al fu Chief Creative Officer di Abstergo Entertainment – una sussidiaria delle Abstergo Industries dei Templari, che lavora nel campo dell’intrattenimento (ci torneremo a brevissimo) è decisamente ridotto. Garneau il 30 maggio 2014 commette l’errore più grosso della sua vita: si trova a Chicago, nella Chicago del primo Watch Dogs. Peggio ancora, si trova proprio sulla strada di Aiden Pierce, protagonista del gioco, che lo elimina dopo avergli “messaggiato” l’iconico Requiescat in Pace reso famoso da Ezio Auditore (e di cui – momento subtrivia – scopriamo l’origine in Assassin’s Creed: Origins).

assassin's creed watch dogs crossover

All’epoca il tutto viene confermato – tramite un tweet di Darby McDevitt, Lead Writer di Assassin’s Creed IV (dove Abstergo Entertainment recita un ruolo preponderante… Ma di nuovo, ci torneremo a brevissimo) come un Easter Egg. O meglio un inside-joke tra i due team di sviluppo, un semplice omaggio da non ritenersi canonico. Perché ne stiamo parlando allora? Beh, perché Assassin’s Creed Origins riprende l’episodio e lo riporta su schermo, con un’angolazione diversa (il punto di vista non è quello di Garneau, ma quello di una telecamera a circuito chiuso) ma con lo stesso, ineluttabile, esito: Garneau viene eliminato, e l’assassino sembra essere proprio Aiden Pierce. Leggasi: le due serie sono ambientate davvero nello stesso universo narrativo.

assassin's creed watch dogs crossover olivier garneau

Stessa storia, stesso posto, stesso bar…

 

Ma al di là della sua uscita di scena, Garneau è importante per il suo ruolo chiave in Abstergo Entertainment.

Ruolo che conferma che Ubisoft collabora con i Templari…

Ubisoft si è inserita nella lore, e sta con i Templari

Già, perché Abstergo Entertainment, nella finzione di Assassin’s Creed, ha una strettissima partership con Ubisoft, finalizzata alla produzione di videogiochi. Dalla joint venture tra le due aziende è nato infatti Liberation – si, quello che poi nel nostro mondo è diventato il capitolo per PlayStation Vita della serie – e nascerà poi Pirates of the Nightmares, liberamente tratto dalle memorie di Edward Kenway visitate in Assassin’s Creed IV e MacGuffin digitale attorno a cui gravitano i pretesti narrativi di Black Flag. A questo punto sappiamo che Assassin’s Creed e Watch Dogs sono ambientate nello stesso universo narrativo, e che Ubisoft è presente nella finzione della serie che racconta del conflitto millenario tra Assassini e Templari. Di conseguenza, Ubisoft deve esistere anche in Watch Dogs: e infatti è così, come abbiamo visto in Watch Dogs 2. Una delle missioni del gioco prevede infatti una sessione di infiltrazione nella sede della Bay Area della casa transalpina, parodiando – anzi, andando proprio a citare – i leak che avevano colpito la serie di Assassin’s Creed (Syndicate, all’epoca ancora noto come Victory, era stato svelato non ufficialmente poco dopo l’uscita di Unity).  Durante la missione si può infatti assistere ad un dialogo che riprende proprio quella questione, e che all’epoca aveva svelato per la prima volta – con un colpo di genio a dir poco magistrale – quello che poi avremmo trovato sullo scaffale come Assassin’s Creed: Origins.

 

Puoi assicurarmi che il trailer non trapelerà come già successo con Unity, Syndicate e Osiris?

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Alla luce del collegamento confermato tra le due serie, quello che sembrava semplicemente un caso di rottura della quarta parete ci dice molto di più. Unity e Syndicate a questo punto sono usciti anche nel mondo di Assassin’s Creed e Watch Dogs – è interessante notare come la linea di dialogo non citi la serie “Assassin’s Creed”, ma si limiti ai sottotitoli dei progetti come fatto per Liberation. Di più: dopo l’annuncio ufficiale di Origins, memori di questa missione secondaria avevamo pensato che “Osiris” fosse semplicemente il nome provvisorio del progetto, o comunque un nome utilizzato ad arte per rendere più evocativo questo meta-annuncio. Effettivamente leggendo “Osiris” è facile pensare all’ambientazione dell’Antico Egitto, effetto osmosi che il sottotitolo “Origins” non sarebbe riuscito a dare, risultando facilmente adattabile più o meno a qualunque contesto storico. Molto probabilmente chi vi scrive avrebbe pensato ad un capitolo ambientato ai tempi della Prima Civilizzazione da giocare nei panni di Adamo e/o Eva… Qualcosa di tremendamente diverso da quello che poi è Origins.

A questo punto però le carte sul tavolo si mescolano: e se Osiris fosse l’equivalente di Origins ad opera di Abstergo Entertainment?

Pensavamo che il caso fosse da ricondurre a Syndicate (svelato inizialmente come Victory e poi arrivato sullo scaffale come lo conosciamo), ma forse il parallelo più calzante è quello tra Black Flag e Pirates of Nightmares. Dopotutto da Origins – da quanto succede nel presente raccontato da Origins – sappiamo che l’Abstergo ha qualche intrallazzo in Egitto, visto che è alla ricerca di manufatti e reperti storici proprio a ridosso delle rive del Nilo. E il già citato Olivier Garneau finisce tra i documenti consultabili da Layla una volta fuori dall’Animus, collegando il tutto ad Abstergo Entertainment.

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Al di là di queste nostre speculazioni, una cosa è certa: Ubisoft si sta muovendo dannatamente bene con quelli che sono ormai da considerarsi i suoi due franchise di punta. Assassin’s Creed ha sempre giocato con il revisionismo storico e le teorie del complotto, andando a creare un fascino che gli ha permesso di diventare un fenomeno di massa – e di farlo nonostante le premesse ludiche del primo capitolo fossero francamente dimenticabili. Watch Dogs, d’altra parte – specie con il secondo capitolo – ha fatto emergere la vena più citazionista e sopra le righe della compagnia, abbracciando tematiche più attuali e non risparmiando qualche stoccata semiseria alle grandi corporation che abitano il mondo reale. Immaginare un crossover tra le due serie, specie se poi gli elementi che ci vengono messi a disposizioni riescono a trascinarci in masturbazioni mentali come quelle che avete appena letto, è quello che in mancanza di un termine più appropriato definiremo come “tanta roba”. Ed è il marchio di chi, al netto di tutto quello che si può pensare, i videogiochi li sa fare eccome – poco importa dei bug, quando attorno a questi vengono costruiti certi progetti.



due parole sull'autore
Laureato con disonore in Informatica, tra una cosa e l'altra ha a che fare con la tecnologia praticamente da quando ne ha memoria. È il magnaccia a capo degli aspetti creativi del progetto, dal layout fino alle questioni autorali: la sezione Speciali è la sua Mother Base, e Gameromancer - il podcast videoludicamente scorretto il mezzo con cui terrorizza anche l'etere.
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