Giuseppe Pizzuti

News Retrocensione: Pepsiman

Ta ta tatata ta tatata ta tatata ta PEPSIMAAAAAAN“. Fermi tutti, non stiamo facendo alcuna pubblicità occulta alla nota marca di bevande gassate famosa in tutto il mondo… ahinoi. Ciò che vogliamo celebrare in questa nuova Retrocensione è un “uomo” calvo che pulisce le strade di tutta la città, e no, non parliamo di Mastro Lindo, ma del supereroe senza volto, del supereroe blu e bianco, del supereroe che ci salverà dalle grinfie delle multinazionali ostili: Pepsiman (o Pepushiman in giapponese)! Per chi non lo sapesse, si tratta di un’icona degli anni ’90, quando la Pepsi raggiunse l’apice della fama e della propria economia, tanto che Kid (Kindle Imagine Develop), casa videoludica attiva dal 1988 al 2006, decise di farne un gioco omonimo che fece il suo debutto nel 1999. Non ci resta che scoprire, o meglio ricordare, questo iconico personaggio.

 

 

Superman scansati

Se gli eroi Marvel o quelli targati DC Universe sono i vostri idoli, probabilmente è perché non avete conosciuto Pepsiman. Generato e non creato con la fisionomia di Deadpool e la comicità di Massimo Boldi, questo supereroe salva bambini, adulti e anziani dalla mala (a differenza dell’Uomo Ragno degli 883), ma soprattutto dalle malvagie compagnie multinazionali nel mondo, che a causa dei loro inganni e soprusi rendono la vita di tutti più triste. Memorabile sotto questo punto di vista uno dei tanti spot pubblicitari mandati in onda sui maggiori canali americani, che ritraeva il furgone di “Coke Pizza” e che presentava un logo identico a quello della famosissima “Coca Cola”, mentre cercava di investire il malcapitato Pepsiman. Al termine di questa corsa però, l’autista scende dal camion e sembra chiedere pietà al nostro supereroe preferito, che offrendogli una Pepsi, lo fa redimere in pieno stile Padre Maronno. Questa pubblicità però fu in parte censurata poco dopo la prima messa in onda, tanto che il logo “Coke Pizza” risulterà in seguito pixelato, com’è possibile osservare nella serie di spot che vedono quest’icona come protagonista e che troverete qui in basso.

 

 

Un Temple Run ante litteram
Il movimento laterale appare un po’ stantio

Pepsiman è un titolo arcade, in cui muoveremo il nostro eroe in quattro differenti stage, composti ognuno da due sotto-livelli chiamati Scene 1 e Scene 2, e uno “finale”. Non a caso abbiamo inserito questa parola tra virgolette, in quanto alla fine di ogni gruppo di livelli ci ritroveremo inseguiti da grossi oggetti, e dovremo cercare di non sfiorare nemmeno gli ostacoli che incontreremo, in quanto questi ci avvicineranno al nostro inseguitore fino a restarne poi investiti. Nei normali livelli, il giocatore muoverà Pepsiman mentre cercherà di raggiungere la sua meta; il protagonista di questo titolo si sposterà automaticamente in avanti, quindi il nostro scopo sarà quello di stare attenti agli ostacoli che incontreremo, muovendoci lateralmente, saltando e scivolando quando viene richiesto; senza dimenticare l’aumento di velocità che risulterà molto utile quando nei pressi del personaggio non ci sono oggetti che possono metterci i bastoni tra le ruote e dobbiamo arrivare il prima possibile al traguardo, o più semplicemente per prendere una rincorsa che ci farà saltare molto meglio. Fortunatamente però, non tutti gli ostacoli ci saranno letali: andare a sbattere contro un camion o cadere in una buca lo sarà eccome, ma inciampare, sfiorare alcuni oggetti o “toccare le persone” (che emettono un urlo simile a quello della vittima sotto la doccia di Psycho) che camminano per la strada ci farà “soltanto” perdere qualche secondo. Il movimento laterale risulta però un po’ stantio, ragion per cui sono presenti alcuni eventi che cambieranno per un po’ di secondi le carte in tavola: si va dall’utilizzo di uno skateboard a un cassonetto della spazzatura che invertirà i tasti di movimento, fino al cercare di restare in equilibro su una catasta di legname. Oltre ad arrivare al traguardo, scopo principale di ogni stage, potremo inoltre raccogliere le cento lattine di Pepsi disseminate lungo tutto il livello, che, un po’ come succede con le monete di Super Mario, ci daranno vite in più. Ultimo punto da non sottovalutare è l’inesorabile timer da tenere sempre sotto osservazione, in quanto, al suo scadere, dovremo ripartire dall’inizio o dai checkpoint seminati lungo tutto il livello.

 

Crash, spòstati. No, scherziamo.

Facendo le dovute proporzioni, i livelli finali di ogni stage di Pepsiman ricordano alcune sezioni del mitico Crash, titolo PS1, la cui trilogia sta per arrivare su PS4 tra pochi mesi in esclusiva temporale.

 

 

Così come il mitico personaggio made in Naughty Dog doveva talvolta fuggire dai grossi oggetti che potevano schiacciarlo, Pepsiman dovrà stare attento cronologicamente a una grossa lattina Pepsi, a un tir della “Red Pizza” (ancora una volta vengono presentati i colori rosso e bianco, simbolo della Coca Cola), una catasta di legname e una nuova grossa lattina della casa americana di bibite gassate bianco-rosso-blu. Il tutto condito da una difficoltà crescente, causata prima di tutto dal cambio di prospettiva: stavolta Pepsiman sarà diretto verso la parte bassa dello schermo (non ci darà quindi le spalle ma ce lo ritroveremo di fronte in tutta la sua beltade), mentre l’oggetto da cui fuggiamo si trova in alto; e, ritornando alla crescente difficoltà, non si possono non citare anche i soliti problemi che presentano questi livelli: non riusciremo a vedere subito gli ostacoli e quindi dovremo acuire il nostro intuito per stare attenti agli oggetti che ci verranno incontro.

 

Una trama non eccezziunale veramente
Un grandissimo spot pubblicitario diventato titolo videoludico

Poche settimane fa, noi di I Love Videogames vi abbiamo parlato delle scelte di marketing adottate nel corso del tempo da Microsoft e Sony per le rispettive console. Pepsiman può essere considerato a tutti gli effetti un grandissimo spot pubblicitario diventato titolo videoludico. Come intervallo tra i vari stage, infatti, ci saranno due scene diverse: la prima vede lo stereotipo americano, un po’ sovrappeso e amante delle bibite gassate, parlare e pubblicizzare Pepsi, dall’altra invece una breve scena in cui prima l’autista di un furgone dell’azienda americana e successivamente un vigile del fuoco, un pilota di elicottero e un poliziotto chiederanno aiuto al mitico Pepsiman, che accetterà senza pensarci due volte la missione.

Terminati tutti gli stage, potremo finalmente salvare la partita, cosa proibita tra i vari livelli. La conclusione del titolo darà infine la possibilità di avere a disposizione nuovi costumi per il protagonista, e sbloccherà la modalità “free to play” in cui potremo scegliere lo stage e la scene da giocare per migliorare il nostro record nonché raccogliere tutte le lattine, e infine la “modalità esperto”. Pepsiman è uno di quei titoli ignorantemente ignoranti, creati per cercare di sfruttare un’icona che nel corso del tempo non ha ottenuto però il successo sperato. Il titolo è assolutamente da provare, nel caso in cui non lo abbiate già fatto. Pepsiman über alles.