Si sa, in Italia il calcio non è solo uno sport. È una passione, è uno stile di vita, per molte persone è tutto. Un calcio che si è trasformato molto nell’ultimo ventennio, diventando sempre più un business che ha interessato non solo noi occidentali, ma anche paesi orientali come la Cina, il Giappone e quelli del medio oriente. Che abbia condizionato in maniera positiva o negativa la nostra vita, è indiscutibile il fatto che oggi molto ruota intorno alle competizioni calcistiche, e alla vigilia degli Europei di Calcio, la passione e il tifo crescono ancora di più.

Diventato un fenomeno mondiale, sono molte le case videoludiche che oggi si interessano di calcio. Electronic Arts da una parte e Konami dall’altra si scontrano ogni anno per il monopolio sui giochi calcistici, che vengono acquistati da milioni e milioni di fan in tutto il mondo. Ma se oggi la sfida si risolve con un semplice FIFA vs Pro Evolution Soccer, dobbiamo necessariamente ricordare che fino ad alcuni anni fa, sono state molte le aziende che hanno provato (e sottolineiamo provato, in quanto poi non son riusciti nel loro intento) a mettere i bastoni tra le ruote ai titoli sopracitati, senza però mai riuscirci.

Se è vero che all’interno delle ultime due generazioni di console, veri e propri esperimenti non ce ne sono stati, è anche vero che per molti anni, alcuni produttori hanno creato qualcosa di teoricamente buono, ma sviluppato probabilmente in maniera troppo frettolosa, che dopo poco, si è rivelato noioso o addirittura ingiocabile. All’interno di questa lista, troverete essenzialmente due tipologie di titoli: quelli che meriterebbero di essere gettati da un dirupo, e quelli che invece, malgrado tutti i problemi, alcuni di noi portano nel cuore in quanto parte della nostra infanzia.

 

RONALDO  V-FOOTBALL (PS1 e Game Boy Color)

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Sviluppato da PAM development e pubblicato da Infogrames nel 2000, Ronaldo V-Football è forse uno dei pochi giochi che si sono avvicinati ai mostri sacri “Fifa” e “Pes”. Uscito per PlayStation e Game Boy Color, il gioco sfruttò l’immagine de “O fenomeno”, allora calciatore dell’Inter, mentre V-Football indicava la coppa più importante del gioco, pressoché identica alla Coppa del Mondo FIFA. Il gioco presentava 64 squadre (tutte nazionali) e nove team da sbloccare, poca roba rispetto a FIFA 2000, che conteneva al suoi interno ben 16 campionati e più di 250 squadre selezionabili. Malgrado le tante modalità e i diritti sui nomi dei calciatori, Ronaldo V-Football non presentava un gameplay molto fluido e non beneficiava di certo della telecamera ravvicinata, che dava filo da torcere al videogiocatore, impossibilitato a vedere i propri giocatori a cui passare la palla. Altro problema era la telecronaca: il solo Claudio Moneta, bravissimo doppiatore italiano, non era coadiuvato da nessun commento tecnico e recitava le solite 20 battute. Va beh, Samba!

VIVA FOOTBALL (PS1)

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Viva Football è uno di quei giochi che, malgrado l’enorme potenziale, non è riuscito a confermarsi ad alti livelli a causa di un gameplay davvero poco fluido. Anche in questo caso parliamo di un titolo che non presenta club ma solo nazioni, anche se sono proprio queste che rendono il gioco unico: non solo possiamo scegliere una selezione nazionale, ma possiamo anche decidere tra i vari convocati di ben 11 campionati del mondo. Infatti all’interno del titolo – pubblicato da Virgin Interactive – sono presenti le nazioni più importanti del mondo dal Mondiale del 1958 a quello del 1998; un’idea fantastica, che a nostro avviso oggi – se ben sviluppata – potrebbe avere un forte impatto sul mercato dei videogiochi sportivi. Il titolo presentava però molti problemi: telecronaca assente, calciatori incredibilmente uguali tra di loro, fasi di gioco molto statiche, poca intelligenza artificiale, e soprattutto portieri che sembrano Superman e che parano quindi l’imparabile; infine una scelta che sembra avere poco senso: i calciatori dialogano tra di loro durante la partita, ma dicono a volte frasi a caso. Non è raro sentire “portiere”, “a destra”, “ci sono”, e così via. Di seguito potrete gustarvi il gameplay che mostra una partita tra Italia e Spagna.

LIBERO GRANDE (PS1)

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Libero Grande è un titolo molto diverso dagli altri. Prodotto da Namco nel 1998 per PlayStation, al suo interno il giocatore aveva l’opportunità di scegliere alcuni tra i più grandi calciatori di quel periodo e controllare lui (e soltanto lui) durante la gara. Le abilità di questi erano divise in sole 3 categorie: velocità, potenza di tiro e abilità con la palla, e non erano per questa ragione molto diversi l’uno dall’altro. Il gioco contava un numero ancor inferiore di nazionali (solo 32) e il gameplay risentiva molto dell’instabilità e dalla poca fluidità dei movimenti dei calciatori, nonché di un numero esiguo di modalità tra cui scegliere. Come molti sanno però, l’idea di muovere un solo calciatore ha dato vita a una delle modalità più importanti del brand calcistico di EA.

Namco, come si nota dal video qui sopra, non possedeva il diritto per utilizzare i nomi reali dei calciatori, e per questo motivo adottò un sistema che anche Konami fece proprio nel corso della fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 (in realtà questo accade ancora oggi in alcuni casi), utilizzando cioè cognomi simili a quelli reali: Maldini diventa Mazzini, Del Piero diventa Del Pacino, Zidane, Nakata e Batistuta sono Zidkine, Hidaka, Balmaceda. Ah, il calcio italiano di una volta!

UEFA CHAMPIONS LEAGUE (PS1, PS2, PSP, PC, XBOX 360)

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Con l’avvento della Champions League, che sostituì la vecchia Coppa dei Campioni, Silicon Dreams decise di lavorare per alcuni anni su uno dei marchi UEFA più importanti. Il gioco, con licenza ufficiale (che oggi appartiene a Konami), permetteva ai videogiocatori di poter scegliere tra le rose più importanti di quegli anni. Il gameplay non era all’altezza dei più rinomati FIFA e Winning Eleven, ma furono introdotte delle novità e delle chicche che molti, se non tutti, vorrebbero rivedere nei giochi moderni. Prima di tutto una modalità storia, in cui era possibile affrontare delle “missioni speciali” come ribaltare il risultato, segnare un numero preciso di gol, vincere ai rigori e molto altro ancora; inoltre, durante la partita era possibile modificare la telecamera per decidere a quale compagno passare il pallone (cosa che oggi sarebbe quasi inutile da attuare dato il pressing alto e l’intelligenza degli avversari), e infine era possibile scegliere testa o croce prima dell’inizio della partita per decidere di battere il calcio d’inizio o scegliere il lato del campo. Il brand subì due importanti rivoluzioni negli anni a seguire: prima EA che ne comprò i diritti e sviluppò il gioco in concomitanza con FIFA fino al 2008, e successivamente passò, come già detto, a Konami, che ancora oggi dà grande valore alla coppa dalle grandi orecchie nelle varie modalità presenti in PES.

FOOTBALL CLUB SIMILATOR (PC)

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Tutti gli appassionati di calcio e di videogiochi non possono non conoscere i vari titoli manageriali riguardanti questo sport. Questi hanno goduto, e godono tuttora, di una grande fetta di mercato; basti pensare a Football Manager di SEGA che non solo è stato elogiato dall’ottimo commento del nostro Gaetano, ma anche dalla community di Steam.

In ogni modo, nel corso degli anni, sono state tante le case produttrici che hanno cercato di emulare il sistema collaudato di Football Manager, senza però riuscirci mai completamente. Uno dei peggiori titoli, in questo senso, è Football Club Simulator, anch’esso disponibile su Steam e sviluppato dagli spagnoli di FX Interactive. Citare tutti i problemi di questo titolo porterebbe via metà della nostra (e della vostra) vita, ed è difficoltoso persino sapere da dove cominciare. Ricordate il titolo peggiore con cui avete giocato nel corso della vostra vita? Ecco, questo è anche più brutto. Partiamo dal fatto che sono disponibili solo poco più di dieci campionati, ossia circa 250 squadre (ricordate FIFA 2000, che ne possedeva lo stesso numero? Ecco, pensate che sono passati 16 anni e che si tratta di un gioco manageriale). Football Club Simulator contiene inoltre tanti altri problemi: assenza dei diritti su campionati, squadre e calciatori; avanzare del tempo troppo veloce; pochissime scelte tattiche. Ok, ci siam sfogati abbastanza.

 

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