DLC #2: Pokémon Sputo&Spada
In parallelo agli Ilvg Awards, che eleggeranno il gioco dell’anno dell’utenza, i redattori di I Love Videogames hanno deciso di preparare degli articoli più personali a proposito del loro 2015 videoludico.

 

Mentre stilavo queste Top 10 ho realizzato una cosa: per il numero titoli di giocati e portati a termine lo scorso anno (e le migliaia di ore collezionate barcamenandomi fra il lavoro e impegni vari) molto probabilmente ho trovato il modo di trascendere il tempo e lo spazio, unica motivazione valida per dare un senso alle decine di giochi affrontati nel 2015.
Dopo aver parlato delle mie preferenze in ambito home console e digital, mi spremo le meningi e faccio mente locale per proporvi le mie 10 scelte per quanto riguarda il mercato portable, in particolare le uscite per Nintendo 3DS e PS Vita, che anche quest’anno riescono a tenere testa alle console casalinghe. Resta fuori dal conteggio qualche uscita mobile, un po’ per la concorrenza degli altri titoli, un po’ per la mia scarsa passione per il gioco su smartphones e affini (da citare Murder, una fugace avventura punta e clicca di Peter Moorhead), oltre alle immancabili “remastered” che colpiscono anche i titoli portatili, fra tutti l’immortale Majora’s Mask, approdato su 3DS in tutta la sua magnificenza.
Ma non dilunghiamoci oltre e passiamo all’azione con questa Top 10 portatile.

 

Decimo posto: Puzzle & Dragons Z + Super Mario Bros. Edition

Puzzle & Dragons Z Segna l’arrivo su console in Europa del famoso puzzle match3/rpg che ha spopolato in Giappone e nel resto del mondo su smartphone. Per giustificare e motivare questa versione “pacchettizzata” è stata fatta un’operazione di restyling del gioco originale, aggiungendo una corposa modalità storia e, sorpresa delle sorprese, un secondo titolo dedicato all’universo di Mario, che mantiene inalterate le dinamiche di gioco aggiungendo elementi provenienti dal regno dei funghi. Se mettiamo in conto anche il prezzo “ridotto” con il quale viene proposto, P&Z è un titolo che ogni possessore di 3DS dovrebbe tenere in considerazione.

 

Nono posto: Hyperdimension Neptunia U: Action Unleashed

Fin dalla sua prima uscita, nonostante le migliaia di critiche, la serie di Hyperdimension Neptunia ha avuto su di me un forte ascendente, tanto da spingermi anche ad affrontare i sui spin-off, che mantengono inalterata una delle caratteristiche fondamentali della saga: l’umorismo nonsense. InHyperdimension Neptunia U, contrariamente all’altro spin-off dansereccio è riuscito a convincermi maggiormente (merito anche di Tamsoft, gli autori di Senran Kagura), soprattutto per la naturale evoluzione di gameplay, dai combattimenti a turni dei JRPG ad action musou, del quale però eredita anche i pregi e difetti del genere, tra cui un gameplay abbastanza blando e una certa ripetitività di fondo che rischia di stancare i meno motivati, e che spero vivamente vengano corretti nel prossimo sequel MegaTagmension Blanc + Neptune vs Zombies.

 

Ottavo posto: Persona 4: Dancing All Night

Restiamo in tema di spin-off con Persona 4: Dancing all Night, rhythm game che chiama nuovamente in azione l’Investigation Team, che dovrà vedersela con nuove sparizioni e un mistero che porterà Yu Narukami e i suoi amici ad affrontare i malefici Shadows a suon di mosse di ballo. Con una storia che ci farà chiedere più di una volta “si ma quando si balla”, P4DAN riesce fortunatamente a farsi perdonare ogni errore (una modalità single player fortemente dimenticabile) o difetto (legare le tracce ai singoli personaggi) grazie ad un gameplay solido e divertente, e ad una soundtrack che vede i più famosi brani di Persona 4 mixati da alcune figure di spicco del panorama musicale giapponese, fra tutti il sommo Akira Yamaoka. Non ultima, la presenza di un DLC dedicato ad Hatsune Miku alle prese con una delle mie tracce preferite della serie.
Chissà se con l’avvento del nuovo Persona, se Atlus deciderà di pensionare P4 una volta per tutte!

 

Settimo posto: Corpse Party: Blood Drive

I primi due capitoli di Corpse Party sono stati uno dei recuperi del 2015 proprio nell’ottica del terzo episodio uscito lo scorso Ottobre. Comprati in epoca PSP e abbandonati al loro destino, quale occasione migliore l’uscita di Blood Drive per mettersi in pari?
Effettivamente è stata una mossa coraggiosa, ma in grado (con qualche pausa fra un gioco e l’altro) di farmi apprezzare maggiormente tutto l’arco narrativo dei ragazzi della Kisaragi Academy. Bloode Drive va a porre la parole fine prendendo una piega inaspettata, proprio là dove il prequel era terminato con il più terrificante dei cliffhanger possibili. Con la sua trama contorta riesce a trovare però un filo logico che porta indolori (o quasi) ai titoli di coda, lasciandomi piacevolmente complessivamente soddisfatto, sebbene, proprio con questo nuovo capitolo (vuoi a causa della natura portatile o di alcuni elementi di design abbastanza grotteschi) si perde quell’effetto “paura” presente nei primi titoli, merito forse di scelte che per spaventare puntavano maggiormente sulla narrazione che non sull’uso delle immagini (il primo Corpse Party nasceva da una costola di RPG Maker, mentre il secondo è una visual novel).

 

Sesto posto: Hatsune Miku: Project Mirai DX

Altro rhythm game che ho letteralmente atteso per anni è Project Mirai, che arriva da noi in una versione Deluxe che raccoglie il meglio dei due episodi usciti in Giappone. Variante in versione “chibi” di Project Diva è un must have per tutti gli amanti della idol virtuale giapponese. Con oltre 40 canzoni all’appello, tanti minigiochi e una sorta di “tamagochi” che ci vedrà coccolare la nostra piccola idol è il titolo perfetto per saziare ogni feticcio, in grado di colmare l’attesa verso il nuovo capitolo principale che uscirà nel corso del 2016 (almeno in Giappone). Unico appunto: se odiate come la peste Hatsune Miku, statene alla larga!

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