Don't Be So Serious - Speciale Death Stranding (Spoiler!)
In parallelo agli Ilvg Awards, che eleggeranno il gioco dell’anno dell’utenza, i redattori di I Love Videogames hanno deciso di preparare degli articoli più personali a proposito del loro 2014 videoludico.

Anno particolare questo 2014 che si è da poco concluso, almeno per il sottoscritto. Le mie vicissitudini videoludiche si sono consumate principalmente tra Wii U, console che da Nintendaro in primis, ma anche da videogiocatore a tutto tondo, mi ha dato le maggiori soddisfazioni e tra il mondo mobile, che ho scoperto grazie all’acquisto di un tablet “top di gamma“. Per il resto ho assistito all’ormai innegabile declino di 3DS, che è apparso piuttosto fiacco dopo anni d’oro come il 2012 ed il 2013 e ad una nuova generazione che stenta a decollare. Difatti, di fronte alla constatazione “everything was 2015” emersa all’E3 di quest’anno, ho deciso di rimandare a tempi migliori l’acquisto di PS4 ed Xbox One, concentrandomi sulle piattaforme già in mio possesso e sul PC. E PS Vita? Ah, già, PS Vita, con l’unica eccezione di Danganronpa 2, ha continuato a prendere la polvere, così come l’anno precedente. Ma bando alle ciance, ecco la mia TOP 10 2014.

10) Sorcery! – Episodi 1 e 2: una delle sorprese che il mondo mobile mi ha riservato quest’anno, scoperta quasi per caso grazie alle offerte sulla app del giorno di Amazon. Non avevo mai giocato al librogame originario, ma ho apprezzato ugualmente tantissimo questa versione, per via dell’eccellente lavoro di adattamento realizzato dagli sviluppatori di Inkle. Non è semplice trasformare un librogame in un gioco, anche per via dell’immenso wall of text che ne potrebbe scaturire, ma il team di sviluppo è stato abile nel bilanciare la mole di testo con elementi elementi interattivi quali il combattimento ed il gioco d’azzardo con le swindlestones, rendendo l’esperienza interessante e mai pesante. Sicuramente un ottimo esempio moderno di come una componente narrativa preponderante dovrebbe essere implementata in un videogioco, senza compromettere il senso di controllo del giocatore.

 9) Tomodachi Life: l’assurdo simulatore di vita Nintendo ha rapidamente conquistato le mie attenzioni quest’anno, dimostrandosi sufficientemente diverso da Animal Crossing ma ugualmente assuefacente. Devo dire la verità, dopo debacle come Metroid: Other M ero estremamente scettico sulle abilità di Yoshio Sakamoto come game designer, ma Tomodachi Life ha saputo smentirmi. La sua freschezza, la sua estemporaneità, la sua follia mi hanno ricordato un altro titolo che Sakamoto ha realizzato ormai dieci anni fa e che adoro: Wario Ware. Mi è oramai chiaro che è questa la strada che il game designer Nintendo deve percorrere: non titoli ambiziosi, dominati da una componente narrativa velleitaria ed in definitiva fallimentare, ma giochi “piccoli”, stupidi ed al tempo stesso intelligenti, così come lo è Tomodachi Life. Complimenti soprattutto ai vertici Nintendo, per aver creduto in un titolo così particolare ed averlo portato in occidente.

8) République – Episodi 1 – 3: Kickstartato nel 2012 e realizzato da un team di veterani dell’industria riuniti sotto il nome di Camouflaj, République è la dismostrazione di come sia possibile ed anche necessaria la realizzazione di titoli di qualità AAA anche nello spazio mobile. Dalle atmosfere Orwelliane e con un gameplay debitore a colossi come Metal Gear Solid e Deus Ex, République è un titolo che ogni giocatore munito di dispositivi Android od iOS dovrebbe sperimentare, grazie alla sua trama intrigante ed al suo gameplay ricco ma perfettamente adattato alle logiche degli smart device. Sicuramente uno dei progetti indipendenti più importanti e creativi degli ultimi anni. Intelligente, impegnato e necessario.

7) Child of Light: se è vero che per molti giocatori in questo 2014 Ubisoft ha assunto il ruolo della corporation avida, spregiudicata e commerciale, è anche vero che grazie a titoli come Valiant Hearts (che sto attualmente giocando) e come Child of Light la casa francese si è anche fatta artefice di alcuni dei titoli dall’impianto artistico ed, oserei dire, poetico più belli dell’anno. Child of Light è un piccolo gioiellino in digital, dalle atmosfere struggenti e dal gameplay in grado di far impallidire alcuni dei JRPG più blasonati. Un progetto convincente, in grado di coinvolgere e far sognare, assolutamente consigliato.

6) Donkey Kong Country: Tropical Freeze: Retro Studios, il team texano di Nintendo, è oramai garanzia di qualità. L’abbiamo scoperto con la trilogia di Metroid Prime, l’abbiamo ribadito con Donkey Cong Country Returns, e siamo pronti a ripeterlo ancora una volta con Tropical Freeze. Come il predecessore, ancora più del predecessore, il titolo è una master class in game design e colpisce tanto per la cura con cui ogni livello è stato dotato della sua specifica personalità quanto per il perfetto bilanciamento della difficoltà, sicuramente elevata, ma mai ingiusta. Uno dei pinnacoli del genere Platform 2D, reso ancora più maestoso dall’impeccabile colonna sonora di David Wise.

5) Titanfall: Non ho mai nascosto di far parte di quella reietta categoria di videogiocatori nota come “coddari“. Ebbene, Per quest’anno Titanfall è riuscito a farmi dimenticare il mediocre Advanced Warfare, proponendo un gameplay al tempo stesso familiare ed innovativo. Il grande focus sul movimento, sulla rapidità d’azione dei piloti, così come il certosino bilanciamento tra le fasi a piedi e quelle sul titano mi hanno regalato innumerevoli sessioni di ottimo multiplayer. Peccato solo che, almeno su PC, la community abbia ormai abbandonato il titolo, uno di quelli che avrei preferito continuare a giocare per anni.

4) Shin Megami Tensei IV: atteso un intero anno in Europa, SMT IV è un JRPG d’eccezione, con una profondità tematica ed un gameplay hardcore che lo rendono un prodotto perfetto per i videogiocatori più navigati. Se è vero che il ritardo con cui è stato proposto nel Vecchio Continente è imperdonabile, altrettanto imperdonabile sarebbe lasciarsi sfuggire un titolo così pregno, così importante, così affascinante. Perfettamente digeribile anche da chi è digiuno della saga, Shin Megami Tensei IV è l’alternativa perfetta per chi cerca qualcosa di un po’ più maturo dei soliti Pokémon.

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