Recensione Danganronpa 2: Goodbye Despair

Lo scorso Febbraio, NIS America portò sulle PSVita occidentali l’atteso Danganronpa:Trigger Happy Havoc, visual novel ideata dai ragazzi di Spike Chunsoft che in suolo nipponico uscì nell’ormai lontano 2010 su PSP.
Il titolo ci colpì per l’estrema caratterizzazione dei personaggi, causando allo stesso tempo critiche su quanto fossero estremizzati i loro atteggiamenti e su quanto rispecchiassero gli stereotipi dell’animazione giapponese, senza cogliere il fatto che tutto questo sia voluto da Spike Chunsoft stessa.
Il prossimo 5 Settembre arriverà nei negozi Danganronpa 2: Goodbye Despair, seguito inedito in occidente uscito per PSP nel 2012 e riproposto su PSVita lo scorso anno, all’interno di Danganronpa 1-2 Reload (ovviamente solo su territorio nipponico), sarà riuscita Spike Chunsoft a correggere gli errori presenti nel primo e a fornirci una nuova avventura grafica degna di questo nome?

Welcome to Jabberwock Island!

Danganronpa 2 comincia esattamente come il predecessore: Hajime Hinata è appena stato ammesso alla Hope’s Peak Academy, quando collassa e si ritrova in una stanza insieme ad altre quindici persone.
Qui fa la conoscenza con Usami, un coniglio di pezza completamente bianco, che come una maestra in gita scolastica, rivela ai 16 ragazzi di averli portati a loro insaputa su un’isola deserta: Jabberwock Island.
Per andare via dall’isola dovranno semplicemente far amicizia tra di loro e vivere in pace, raccogliendo gli Hope’s Fragments ( frammenti della Speranza), senza causare liti e violenza non necessaria.
L’isola è attrezzata con tanto di motel, ristorante, supermercato e qualsiasi altro edificio gli possa venire in mente, cibo e beni di prima necessità in abbondanza, un perfetto paradiso tropicale: purtroppo l’idillio è destinato ad infrangersi quando una nube nera oscura il cielo, uno degli schermi della sorveglianza si accende automaticamente e rivela Monokuma, il perfido orso di pezza del primo capitolo.

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Monokuma prima trasforma la povera Usami in Monomi, privandola dei poteri, poi minaccia i 16 ragazzi: se vorranno andarsene dall’isola , dovranno uccidersi tra di loro.
In un escalation di misteri, omicidi e processi, la trama si dipanerà sempre di più svelando tutti i segreti che circondano Jabberwock Island, Monokuma, Monomi, e gli stessi protagonisti.

la storia prenderà un’impennata mostruosa e vi terrà incollati allo schermo per tutta la sua durata

Danganronpa 2 non può essere apprezzato se non si è finito il primo capitolo: purtroppo in questa recensione non possiamo parlare molto della trama, ma vi assicuriamo che dopo un inizio molto simile al predecessore, la storia prenderà un’impennata mostruosa e vi terrà incollati allo schermo per tutta la sua durata, fino all’inaspettata conclusione.
Molte le citazioni da anime, fumetti e film, e parecchie le battute che letteralmente distruggono e polverizzano la quarta parete, citando più volte il primo Danganrompa o addirittura il capitolo d’intermezzo in uscita quest’autunno in Giappone.
Oltre alla trama avvincente anche in questo sequel il punto forte resta la caratterizzazione estrema dei personaggi: sebbene alcuni risultino molto più deboli rispetto al precedente cast troviamo degli alunni Ultimate (i migliori nel loro campo) veramente studiati a 360°.
Personaggi del calibro di Nagito Komaeda (Ultimate Lucky Student come Makoto nel primo) capace di lasciare il giocatore esterrefatto grazie ai dialoghi, o Gundham Tanaka (Ultimate Breeder) che rappresenta lo stereotipo assoluto dell’evocatore di spiriti, fino ad arrivare all’Ultimate Gamer, Chiaki Nanami, dolce ragazza appassionata di Videogiochi, che riporta su schermo tutte le credenze popolari sui giocatori, esagerati volutamente.
Tutto il gruppo è studiato nel dettaglio per mostrare diverse personalità, e diversi modi di reagire, sia al lutto sia ai numerosi incentivi d’assassinio presenti anche in questo secondo capitolo.

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Uno dei principali difetti del primo Danganronpa era sicuramente l’estrema facilità nel riconoscere il colpevole o l’esito del processo ben prima di entrare nell’aula : Spike Chunsoft è riuscita a limare quest’aspetto offrendo colpi di scena meno prevedibili e accompagnando il giocatore nell’intuizione del colpevole solo durante i dibattiti, questa volta sembrerà davvero di trovarsi in uno dei sedici posti, al fianco dei protagonisti a lottare per la propria vita.

A.A.A. Cercasi Speranza

Danganronpa 2 è principalmente una visual novel, come nel predecessore, passerete la maggior parte del tempo a leggere dialoghi e i pensieri di Hinata, che risulta essere più logorroico di Makoto.
Quando non sarete impegnati in discussioni o eventi della trama, potrete muovervi quasi liberamente per Jabberwock Island, essendo l’area di gioco più grande della Hope’s Academy, la telecamera passa da una terza persona ( dove potrete scegliere di spostare Hinata a destra o a sinistra) alla classica prima quando entrerete negli edifici, dove potrete analizzare l’ambiente circostante o parlare con gli altri ragazzi durante il “Free time” ( e imparare a conoscerli ottenendo i succitati Hope’s Fragment); gli Hope’s Fragmente potranno essere utilizzati per comprare speciali abilità da equipaggiare durante i Class Trial: nel caso il rapporto con un determinato personaggio venga portato al massimo ( 6 frammenti) otterrete un’abilità unica più forte di quelle in vendita.

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Spike Chunsoft ha inserito anche un sistema di livelli per Hinata: ogni passo, interazione con cose o dialogo, fornirà al giovane protagonista dei punti esperienza, ad ogni aumento di livello corrisponde un aumento dei punti vita massimi durante i Class Trial.
Due simpatiche aggiunte al gameplay esplorativo sono i Monokuma nascosti (ve ne sono cinque per isola) e l’E-pet, un tamagotchi virtuale che crescerà a seconda dei passi compiuti nel gioco.
Le Monocoins con cui prendere i regali per gli altri ragazzi, o gli extra come audio e concept art, invece saranno date solo ed esclusivamente come premio dopo i class trial, quando verranno scovati i Monokuma e quando l’E-pet diventerà abbastanza grande.

Class Trial 2.0

Dopo le immancabili uccisioni, e dopo aver indagato nella fase esplorativa, il gruppo di ragazzi si ritroverà in un’area di tribunale molto simile a quella del primo capitolo.
La regola è una sola: se riusciranno ad individuare il colpevole, solo quest’ultimo verrà giustiziato, in caso contrario tutti i partecipanti eccetto l’assassino perderanno la vita.
Nel primo Danganronpa, qualsiasi fosse la difficoltà, l’unico minigioco a mettere a dura prova il giocatore era il Bullet Time Battle, minigioco in cui bisognava premere i tasti a tempo per far tacere il nostro interlocutore; in Danganronpa 2 la difficoltà dei minigiochi è calibrata decisamente meglio, mettendo a dura prova il giocatore (soprattutto quello che non conosce bene l’inglese, ma ci arriveremo dopo).
I Non-Stop Debate sono stati migliorati: oltre a poter usare i Truth Bullets ( che altro non sono che le prove trovate durante le indagini) per controbattere eventuali menzogne dette dai compagni, in Danganrompa 2 potrete scegliere se concordare con un’affermazione appena fatta.
Anche l’Hangman’s Gambit è stato rivoluzionato: bisognerà unire due lettere uguali mentre queste scorrono a schermo, e selezionarle in ordine per comporre la parola richiesta, se due lettere diverse si scontrano esploderanno causando danni alla barra della vita di Hinata.

Danganronpa 2 è consigliato a coloro che conoscono bene la lingua anglosassone

I già citati Bullet Time Battle son diventati i Panic Time Battle, e se possibile, sono diventati ancora più ostici: contando sul senso del ritmo del giocatore, bisognerà distruggere gli scudi “psichici” dell’interlocutore, portandolo al collasso con una frase finale da comporre entro il tempo limite.
Il Closing Argument, dove bisognerà inserire delle immagini nelle tavole di un manga per ricostruire l’omicidio, è stato invece facilitato: ora in ogni vignetta vuota appare un suggerimento sul cosa inserire.
Spike Chunsoft ha inoltre aggiunto due nuovi minigiochi: Logic Dive, una corsa su surf nella mente di Hinata, evitando ostacoli e rispondendo correttamente alle domande su strada; e Rebuttal Showdown, dove bisognerà “tagliare” le affermazioni avversarie continuando a ribattere grazie alle Truth Swords ( una variante dei proiettili).

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Ognuno di questi minigiochi è affrontabile sia coi tasti sia semplicemente tramite i controlli touch di PSVita, anche se risulta infinitamente più comoda la prima alternativa.
Bisogna essere consci del fatto che in alcune occasioni (Hangman’s Gambit e Panic Time Battle) è necessaria un’approfondita conoscenza dell’inglese, soprattutto se si tenta di ottenere un punteggio perfetto, quindi Danganronpa 2 è consigliato principalmente a coloro che conoscono bene la lingua anglosassone.

Upupupu Reprise

L’aspetto grafico di Danganronpa 2 è praticamente identico a quello del primo: i personaggi sono mere silhouette 2D con diverse animazioni, mentre gli sfondi 3D si comporranno al nostro arrivo.
Come nel precedente episodio, a beneficiare della trasposizione su PSVita sono principalmente gli Sprite 2D, il resto risulta solamente più pulito rispetto alla versione PSP.

a beneficiare della trasposizione su PSVita sono gli Sprite 2D

Il doppiaggio del titolo è di nuovo il suo punto forte, e allo stesso tempo quello debole: se da un lato le voci giapponesi riescono a dare un ulteriore caratterizzazione ai personaggi, dall’altro quelle inglesi, data la natura giapponese del titolo, li rendono piatti e scialbi; fortunatamente si potrà scegliere di utilizzare l’audio giapponese all’inizio del gioco, non rischiando, nemmeno per sbaglio, di sentire le voci occidentali.
La colonna sonora è affidata nuovamente a Masafumi Takada, che rende giustizia sia ai brani dell’episodio precedente, sia a quelli inediti che sicuramente verranno ricordati a lungo, sedendosi al fianco della colonna sonora dello scorso capitolo nel cervello dei giocatori.
Questo riuscito mix di audio-video rende Danganronpa 2 paragonabile alle produzioni animate giapponesi degli ultimi anni, riuscendo ad intrattenere oltre che sifdare il giocatore a cimentarsi con enigmi e Class Trial.

Verdetto
9 / 10
Altro che Isola dei Famosi
Commento
Danganronpa 2: Goodbye Despair è un seguito riuscito, che in molte occasioni supera perfino il predecessore. La caratterizzazione maniacale dei protagonisti stereotipati all'estremo che ha reso un successo il primo episodio ( e lo ha al contempo reso protagonista di numerose polemiche) è riproposta anche nel secondo cast, con un repertorio di citazioni che riesce a pescare a piene mani da anime, film e videogiochi. Il titolo di Spike Chunsoft è consigliato a tutti coloro che hanno apprezzato il primo episodio e siamo sicuri non vi deluderà.
Pro e Contro
Personaggi caratterizzati maniacalmente
Enigmi ben studiati
Colonna sonora impeccabile

x Alcuni enigmi richiedono un'alta conoscenza d'Inglese
x Doppiaggio inglese evitabile