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Recensione Yakuza 5

Lo scorso 10 Dicembre la serie di Yakuza ha festeggiato il suo decimo anniversario. Nonostante in Giappone le avventure dello yakuza dal cuore d’oro siano apprezzate e seguite, tanto da renderlo un titolo “milionario”, in occidente ha sempre faticato ad attecchire, saltando alcuni “capitoli minori” ambientati nel periodo Edo o gli spin-off per console portatili, con tempi biblici d’attesa per quanto riguarda gli adattamenti.
E mentre in terra d’origine si apprestano a scoprire il tanto attesto sesto episodio, noi poveri sventurati giocatori europei possiamo finalmente mettere mano, a 3 anni di distanza dalla relase originale, a Yakuza 5, disponibile dall’8 Dicembre su PlayStation 3 esclusivamente in formato digitale sul PSN.

Kamurocho’s calling
Onore, vendetta, fratellanza, tutti temi forti che rispecchiano la crudezza delle vicende di Yakuza 5

Seguendo nuovamente le avventure Kazuma Kiryu, il Drago di Kamurocho (il quartiere fittizio di Tokyo, teatro delle vicende di Yakuza), in Yakuza 5 finiremo invischiati in una nuova scalata al potere all’interno della gerarchia dei clan più potenti del Giappone.
Kyriu, allontanatosi da Osaka per dare una possibilità ad Haruka (sua “figlia adottiva”) di sfondare nel mondo delle idol, tagliando così ogni legame e collegamento al mondo della mafia che avrebbe ostacolato la carriera della ragazza, arriverà nella tranquilla Fukuoka con una nuova identità e un nuovo lavoro. Appesi gli abiti dello yakuza al chiodo, ci troveremo a vivere una vita più normale e tranquilla, nei panni di un improbabile autista di taxi. Nonostante il cambio di setting, non ci metteremo troppo a finire nuovamente nell’occhio del ciclone, quando, una sera come tante, verremo avvicinati da Daigo Dojima, attuale capo del Tojo Clan, in città per un meeting con un altro capofamiglia, per stilare i termini di nuovi accordi fra clan. Sarà proprio la scomparsa di Daigo ad innescare una serie di eventi che spingerà il nostro Kazuma Kiryu a tornare in attività e scoprire cosa si cela dietro la scomparsa dell’amico.

 

Come in Yakuza 4, dove la storia era suddivisa in 4 parti, ognuna affidata ad un protagonista diverso per poi culminare in un unico epilogo, Yakuza 5 vede e rilancia, portando a 5 i personaggi coinvolti in questa nuova avventura. Ritroveremo l’inarrestabile Taiga Saejima, in prigione a scontare gli ultimi anni della sua pena, dopo essere evaso nel capitolo precedente e pronto nuovamente ad una nuova fuga per “sistemare” una questione piuttosto urgente, e Shun Akiyama, l’eccentrico strozzino pronto a prestare soldi ai più meritevoli, qua in un’inedito ruolo da detective per risolvere un caso d’omicidio di una sua vecchia conoscenza. New entry nel cast giocabile troviamo anche Haruka, alle prese con l’ascesa al successo come idol all’interno di un talent televisivo, nel quale dovrà dare anima e cuore pur di riuscire a sfondare e guadagnare il successo promesso, e Tatsuo Shinada, ex promessa del baseball, finito in disgrazia dopo l’accusa di aver truccato gli esiti di una partita. Tutte storie apparentemente distanti e slegate tra loro, ma che per uno strano scherzo del destino si intrecceranno svelando uno schema ed disegno degno del miglior crime investigativo.

 

yakuza 5Da questo punto di vista Yakuza 5 centra nuovamente il bersaglio, con una storia dal forte carico emotivo. Onore, vendetta, fratellanza, tutti temi forti che rispecchiano la crudezza delle vicende e ci mostrano un mondo governato dalle sue regole e dai suoi meccanismi. Un mondo distante da noi, a tratti raccontato in maniera quasi eccessiva e fin troppo romanzata, dotato però di un’aurea dal quale è impossibile non esserne attratti. È vero, forse lo svolgimento e la narrazione dei fatti, almeno nelle prime battute appare fin troppo lento e diluito, e sarà necessario almeno completare i primi 2/3 capitoli prima di poter iniziare a formulare qualche ipotesi su quello che sta succedendo, ma l’ottima qualità con la quale ci viene raccontato e sventolato sotto il naso ogni singolo avvenimento, rende ogni filmato un momento unico da assaporare senza troppa fretta.
L’unica problematica a livello narrativo che potrebbe nascere è la radicazione della storia spalmata su più capitoli. Pur essendo autoconclusivi, gli episodi di Yakuza sono collegati fra loro, e i continui rimandi a fatti ed eventi passati potrebbero essere un ostacolo veramente grosso per chi si avvicina alla serie per la prima volta. Per tamponare questa mancanza, è possibile accedere alla modalità “reminescenza” che permette di vedere i filmati dei vecchi titoli ed avere un quadro generale della storia. Una soluzione non esaustiva al 100% ma in grado di colmare le lacune di certi giocatori (il nostro consiglio è di riuscire a recuperare almeno il terzo e quarto capitolo, disponibili su PS3)

 

 

La mafia uccide solo d’estate
Yakuza 5 è uno “slice of life” videoludico ambientato in un openworld a misura d’uomo

Additato da molti erroneamente come il GTA d’oriente, da altri come un erede spirituale dell’immortale Shenmue, la verità dietro la serie di Yakuza è qualcosa che va ben oltre i semplici stereotipi o classificazioni. Yakuza 5 è uno “slice of life” videoludico ambientato in un openworld a misura d’uomo. Ogni storia, così come ogni protagonista, godrà della sua ambientazione (per la prima volta nella serie 5 quartieri diversi) da esplorare e vivere minuto dopo minuto. Non solo i fatti della storia, ma tutto quello che orbita nella vita dei personaggi. Kazuma Kiryu non dovrà solamente scoprire che fine avrà fatto Daigo, ma anche svolgere regolarmente il suo lavoro da tassista, portando avanti una sottotrama che lo vedrà confrontarsi e socializzare con i colleghi, compiendo regolari corse giornaliere soddisfacendo i clienti più bizzarri e al tempo stesso rivaleggiare con una banda di piloti di corse clandestine, con una svolta alla Fast’n’Furious (o alla Initial D rimanendo in casa Sega). Questo non influirà unicamente sotto l’aspetto narrativo, appunto con la presenza di trame secondarie e sub quest, ma proprio sul gameplay, introducendo, nel caso di Kyriu un sistema di guida abbastanza basilare, ma sufficentemente articolato per dare una sferzata alle meccaniche classiche di gioco e aggiungere nuova carne al fuoco. Per esempio nelle missioni dedicate al taxi, dovremo portare a destinazione i clienti, cercando di mantenere una guida pulita e rispettando la segnaletica, magari intrattenendo il nostro passeggero con qualche scambio di battute per migliorare il punteggio finale. Più intriganti invece le sezioni dedicate alle gare, in sfide 1 vs 1, dove l’abiltà nella guida e l’uso strategico del turbo ci metteranno in competizione con i piloti più abili di Tokyo.

 

 

yakuza 5Ma la guida non sarà l’unica novità all’interno di Yakuza 5. Il capitolo dedicato ad Haruka è un simulatore di idol, nel quale dovremo gestire tutti gli impegni di questa giovane stella nascente, svolgendo attività per migliorare i rapporti con il pubblico, con apparizioni in trasmissioni televisive o partecipazione ad eventi come shooting fotografici o strette di mano con i fan.
La parte attiva dell’idol invece sarà gestita attraverso un meccanismo da rhythm game, nel quale dovremo premere con il giusto tempismo le icone a schermo cercando di rispettare le richieste necessarie (numero di combo, livello sfida, ecc) per superare la prova.
Non solo, Saijima ad un certo punto della sua storia, si troverà impegnato in alcune missioni di caccia, armato di fucili e trappole, il tutto sullo sfondo di una proibitiva montagna innevata, nella quale mettere alla prova le nostre doti da predatore, il tutto grazie ad una visuale in prima persona in stile FPS. C’è da dire però che fra tutte le novità, questa e quella dedicata a Tatsuo Shinada (un minigioco basato sul baseball) sono quelle che funzionano meno a livello di gameplay: il primo soffre soprattutto a causa di alcuni controlli non molto precisi e abbastanza macchinosi, mentre il secondo si scontra con un sistema abbastanza complesso (molto più di quello che sembri in realtà) legato alla dinamica della battuta, non così intuitivo ed immediato come dovrebbe essere.

Gomorra dagli occhi a mandorla
in Yakuza 5 ogni lottatore sarà maggiormente delineato

Detto questo, la base del gioco resta invariata nella formula: da un lato abbiamo le sezioni narrative ed esplorative dedicate all’avanzamento della trama o alle attività secondarie, dall’altro le fasi di lotta da picchiaduro a scorrimento. Anche qua troviamo interessanti novità e aggiunte che arricchiscono l’esperienza complessiva di gioco. Ogni personaggio (ad esclusione di Haruka) godrà di un proprio stile di lotta, e se già nel quarto capitolo era stato fatto un buon lavoro sul lato della caratterizzazione fisica, in Yakuza 5 ogni lottatore sarà maggiormente delineato, grazie al mosse uniche e special dalla potenza devastante attivabili una volta caricato l’apposito indicatore.
La crescita dei personaggi viene regolata tramite i punti esperienza ottenuti combattendo o completando le missioni secondarie, con un nuovo sistema per la gestione della crescita più snello che in passato che permetterà di sbloccare nuove mosse finali e combo, e che vede ora un nuovo tipo di raccolta punti anche per le armi utilizzabili. L’impiego di un nuovo engine grafico non ha portato solamente benefici per quanto riguarda l’aspetto estetico del gioco ma anche miglioramenti in termini di giocabilità. Innanzitutto sono aumentati i nemici a schermo, trasformando i tafferugli dei precedenti capitoli in vere e proprie risse di gruppo, il tutto senza intaccare lo svolgimento degli stessi per quanto riguarda il framerate. Anche le animazioni sono aumentate, permettendo di realizzare un maggior numero di mosse, in particolar modo quelle ambientali o contestuali, rendendo più dinamici e meno legnosi gli scontri. Bisogna sottolineare però che nonostante i vistosi miglioramenti che lo rendono dal punto di vista del gameplay uno dei capitoli più godibili, resta una certa macchinosità di fondo. Per esempio, durante le battaglie contro i nemici più ostici o qualche boss fight, non servirà a nulla “essere livellati” o parare ed evitare gli attacchi nemici, in quanto capiterà quasi sempre di trovarsi in balia degli avversari senza riuscire a liberarci dai loro attacchi, vedendo la nostra barra d’energia crollare miseramente. Anche l’incremento dei nemici non porta automaticamente ad un miglioramento dell’intelligenza artificiale, finendo per non modificare quanto visto in precedenza, con 1 o 2 nemici che ci attaccano mentre gli altri gireranno intorno a noi in attesa del loro turno. C’è anche una certa ripetitività negli scontri, a tratti veramente troppi ed infiniti, che dopo un certo numero di ore iniziano a pesare, spingendo i giocatori meno pazienti ad evitarli quando possibile.

 

 

yakuza 52A tutto questo si aggiungono tutte le altre attività secondarie completabili in maniera del tutto indipendente che impreziosiscono il titolo Sega. Oltre agli ormai classici minigiochi come il biliardo, l’air hokey o le freccette, sarà possibile intrattenersi con le splendide ragazze negli host club, cercando di conquistare i loro cuori in una sorta di date-sim, nel quale dovremo usare le nostre doti da latin lover (e il nostro portafoglio) per fare colpo su di loro, facendo regali o portandole fuori, magari per passare una serata al karaoke (un altro minigioco basato sul ritmo). Potremo spendere un po’ del nostro tempo libero visitando i negozi locali, concedendoci la lettura di qualche rivista o manga (disponibili diversi numeri di serie come Shingeki no Kyojin o Fairy Tail) o entrando nel vortice delle sale giochi fra ufo catcher nei quali vincere action figure di Hatsune Miku e di altri personaggi Sega, o concedersi una partita a Virtua Fighter 2 (presente in versione integrale, anche con la possibilità di accedere a nuove funzionalità online) e al cabinato di Taiko no Tatsujin, con la possibilità di “suonare” fino a 3 canzoni diverse.
Una volta completato il gioco sarà possibile accedere ad una sezione premium, che permette di caricare il salvataggio di fine gioco per concentrarsi solamente sulle attività secondarie, per recuperate così tutte quelle missioni secondarie lasciate arretrate e puntare al 100% (che vi porterà via tranquillamente oltre un centinaio di ore).

Non faccia quella faccia!
Motivo di vanto e orgoglio è la realizzazione dei volti

Prima di passare all’analisi tecnica è bene aprire una parentesi dovuta alle tempistiche di adattamento che hanno portato il gioco ad arrivare ormai a fine ciclo vitale su PlayStation 3, e in ritardo di 3 anni rispetto all’uscita originale. È doveroso quindi trattare Yakuza 5 tenendo conto di questo fattore. Al netto di questo, l’utilizzo del nuovo engine grafico, se confrontato con i precedenti capitoli è palpabile fin da subito. Non solo a livello complessivo si nota un incremento di elementi a schermo, siano questi nemici o dettagli vari ma anche la qualità complessiva di texture e l’illuminazione globale migliorano la resa finale del prodotto Sega. Motivo di vanto e orgoglio è la realizzazione dei volti, che propone alcuni dei migliori modelli 3D della passata generazione, e che risultano perfetti per valorizzare la recitazione, grazie all’espressività che riescono a rilasciare su schermo, in particolar modo durante i filmati, che godono di una regia pressoché perfetta in ogni occasione.
Nonostante i cambiamenti in positivo restano ben saldi altri elementi sottotono, come la modellazione poligonale di gran parte degli elementi secondari (vedi gli abitanti delle città, tra l’altro afflitti da un vistoso effetto pop-up) o le nuove sezioni di guida, che sembrano strappate di peso dall’era PS2. Complessivamente, al netto di questi difetti, Yakuza 5 nonostante il peso degli anni riesce ad uscirne alla grande senza farci pesare troppo l’appartenenza alla passata generazione.

 

 

yakuza 5Ottimo come sempre il comparto sonoro, su tutti il maestoso lavoro svolto in fase di doppiaggio (fin dal primo in lingua originale sottotitolato in inglese) che denota la bravura di tutti gli attori nel dare vita ai loro personaggi. Anche per le musiche il lavoro svolto mostra un certo studio, non solo per i temi che ci accompagneranno nel corso dell’avventura o durante gli scontri, ma anche per tutte le melodie che è possibile ascoltare camminando liberamente per la città passando tra un negozio e l’altro, o ancora i brani JPOP pensati per Haruka e la sua carriera da idol.

Verdetto
8.5 / 10
Sushito Sonato
Commento
Ci sono voluti 3 anni di lunga attesa, fra dubbi, smentite e annunci in sordina per poter mettere mano al quinto capitolo di Yakuza. Sega confeziona nuovamente un grande titolo, che riesce a migliorarsi ulteriormente e cerca di rompere la tradizione del passato introducendo nuove meccaniche come il sistema di guida e il simulatore di idol. Dal punto di vista narrativo ci troviamo di fronte ad un titolo valido che capace di tenere incollato il giocatore capitolo dopo capitolo, emozionando e invogliando a muovere qualche congettura su i possibili sviluppi della storia, che ancora una volta si rivela ben scritta, dal ritmo sostenuto e soprattutto ricca di colpi di scena. Nell'ottica della serie, Yakuza 5 si dimostra uno dei capitoli migliori, riuscendo a gettare benzina sul fuoco ed alimentare la voglia di nuovi episodi (dal destino ancora incerto per noi occidentali). Se siete amanti della serie non dovreste avere dubbi al riguardo: Yakuza 5 è il titolo che fa per voi è l'acquisto è inevitabile (specialmente al prezzo ridotto a cui viene proposto sul PSN). Se non avete mai giocato uno dei capitoli precedenti invece, il nostro consiglio è quello di avvicinarvi alla serie partendo almeno dal terzo capitolo, scelta a nostro avviso quasi obbligatoria per poter godersi a pieno tutti i vari intrecci narrativi, secondi solo all'immortale Beautiful.
Pro e Contro
Realizzazione dei volti impeccabile
Storia ben narrata dai risvolti imprevedibili
Nuove meccaniche di gioco svecchiano il gameplay...

x ...non tutte però convincenti
x Sistema di combattimento migliorato ma da rivedere
x Scontri alla lunga ripetitivi