Lunediscord #1: Je suis Valve

Quando le caratteristiche di una console si fondono alla perfezione con un genere videoludico, ecco che titoli come True Fear: Forsaken Souls ne escono vincitori.

Come abbiamo scritto nel paragrafo introduttivo della recensione de Il Mistero del Caso Hudson, Nintendo Switch si è dimostrata essere una console capace di valorizzare il genere delle avventure grafiche. Questo, ovviamente, grazie alla natura ibrida della console di Kyoto e alla possibilità di affrontare gran parte di queste avventure tramite il mai abbastanza elogiato touch screen. True Fear: Forsaken Souls riprende molte di quelle meccaniche che abbiamo visto nel titolo sviluppato da MagicFrameStudios, che abbiamo citato qualche riga più in alto, ma ne ampia notevolmente gli orizzonti con una storia più longeva e aumentando considerevolmente il numero degli enigmi al suo interno.

 

Tutto sembra portare ad un titolo più che valido, ma sarà davvero così?!

 

Per scoprire se il nuovo lavoro dei ragazzi di Goblinz (distribuito da The Digital Lounge) sia riuscito a colpirci e a sorprenderci, come al solito non dovrete far altro che proseguire con la lettura di questa recensione. Vi ricordiamo, infine, come la versione da noi testata sia quella per Nintendo Switch, scaricabile dallo store digitale al modico prezzo di 9.99€, ma come il titolo sia anche disponibile per PC, PlayStation 4 e per il mercato Android/iOS (realizzato in collaborazione con Big Fish Games).

True Fear approda finalmente per la console che più si sposa con il suo genere di appartenenza!

Versione testata: Nintendo Switch
Misteri e Affini
Narrativamente, True Fear intrattiene dall’inizio alla fine

La storia di True Fear: Forsaken Souls Part 1 (da qui chiamato anche solo “True Fear”) ci mette nei panni di Holly, una ragazza che, dopo aver ricevuto una misteriosa lettera nel cuore della notte, si troverà catapultata in un vero e proprio incubo. Costretta a indagare sul proprio passato e su quello di sua sorella (dai trascorsi non proprio felici), Holly scoprirà numerosi segreti che cambieranno per sempre la sua vita e il suo rapporto con la propria famiglia. Per quanto ricco di stereotipi provenienti dal genere thriller e/o horror, True Fear si è dimostrato capace di mantenere la nostra attenzione sempre elevata e di tenerci con il fiato sospeso fino al cliffhanger finale. Questo capitolo, infatti, altro non è che il primo episodio di una trilogia, che ci auguriamo possa approdare sugli scaffali digitali con una seconda “puntata” quanto prima. Segnaliamo, però, come all’interno di questa edizione sia presente anche un contenuto bonus che prosegue la narrazione per più di un’ora, portandoci a ridosso degli eventi ai quali assisteremo in True Fear: Forsaken Souls Part 2.

 

“Ma True Fear fa paura?”

 

No, True Fear non fa paura

No. Il titolo targato Goblinz prende spunto dai topoi del genere horror più mainstream, ma trattandosi di un’avventura grafica “punta e clicca” è praticamente impossibile riuscire a spaventarsi. Persino durante le cut-scene, realizzate con l’apposito intento di inserire dei piccoli jump scare, falliscono nell’intento di creare ansia nel giocatore. Nulla di grave, sia chiaro, ma non vorremmo che ci fossero persone intenzionate a tenersi distanti da True Fear per paura di saltare sulla sedia.

Tocca tu che tocco anch’io
True Fear è un’avventura grafica appartenente al genere dei “punta e clicca”

Come già anticipato, True Fear: Forsaken Souls è un’avventura grafica appartenente al genere dei “punta e clicca”, con il forte vantaggio di essere approdata su una console dotata di touch screen. Ecco che, quindi, dovremo esplorare un vasto numero di aree, per trovare il modo di proseguire di zona in zona e scoprire tutti i segreti della famiglia di Holly. Gli enigmi ambientali risultano quasi sempre interessanti e vanno dal semplice “trova una chiave per aprire la porta” a veri e propri puzzle da risolvere. Proprio in relazione a quest’ultima tipologia, ammettiamo di esserci particolarmente divertiti e di essere riamasti con la console in mano per più ore del necessario per sviscerare ogni singolo elemento di gioco, compreso il già citato livello bonus (che presenta un paio d’idee ludiche niente male). Insomma: se siete amanti di questo genere di videogames o se vi dilettate con le escape room (i meccanismi sono molto simili), True Fear: Forsaken Souls è esattamente il titolo che fa per voi!

 

È tutto oro quello che luccica?

 

Il nostro consiglio è di importare la massima difficoltà possibile

Si. O meglio, quasi. Durante la nostra prova abbiamo affrontato l’avventura a difficoltà “normale”, senza la possibilità di saltare a piè pari gli enigmi, ma forti un tasto “aiuto” che ci ha rimesso sulla giusta via in un paio di situazioni particolarmente complesse. A questo va aggiunta la mappa delle varie aree che, tramite un punto esclamativo rosso, segnala tutte le zone nelle quali dobbiamo ancora interagire, rendendo il procedere dell’avventura abbastanza rapido. Il nostro consiglio, però, è quello di impostare la difficoltà più alta possibile, in modo di godersi appieno i vari enigmi e le ottime intuizioni di gameplay pensate dai ragazzi di Goblinz. Consigli a parte, è apprezzabile come gli sviluppatori abbiano inserito molteplici livelli di difficoltà, in modo da soddisfare qualsiasi tipo di giocatore.

Barbie, sei tu?!
True Fear, tecnicamente, sta nel mazzo

Da un punto di vista tecnico, True Fear: Forsaken Souls presenta alti e bassi. Gli alti sono dati dagli ambienti di gioco, illustrati in maniera più che ottima e capaci di ricreare un’atmosfera a dir poco riuscita. Discorso diverso, purtroppo, per quanto riguarda i modelli poligonali dei personaggi nel corso delle cut-scene, che non solo presentano un effetto “plastica” molto sgradevole, ma risultano anche estremamente legnosi nelle animazioni. Nella media, invece, il comparto sonoro, con una colonna sonora sicuramente riuscita, ma dimenticabile, e un doppiaggio che convince, pur senza emozionare.

Il concetto di “arte videoludica” è evidentemente noto ai ragazzi di Goblinz.

La sezione “Extra” è un piccolo gioiellino

Se decideremo di esplorare i vari menù di gioco, infatti, ci imbatteremo in una sezione di extra davvero corposa e interessante. Un video iniziale alternativo, i concept (sia di personaggi che di ambienti) utilizzati nel gioco, i disegni e gli sviluppi di trama scartati in fase di stesura del progetto, una realizzazione di una location a partire da zero e molte altre curiosità saranno a disposizione di tutti una volta completato il gioco. Si tratterà sicuramente di un’impressione soggettiva, ma chi vi scrive trova che questi elementi siano sicuramente un valore aggiunto e quindi ci è sembrato giusto segnalarvelo.

Verdetto
8.5 / 10
A meno di dieci euro cosa pretendete?!
Commento
True Fear: Forsaken Souls Part 1 è un ottimo primo episodio di una serie che non vediamo l'ora di continuare. Pur senza stupire per sviluppi narrativi e senza riuscire nell'intento di spaventare, le avventure di Holly ci hanno appassionato dalla prima all'ultima area da esplorare. Gli enigmi ambientali, molti dei quali più che riusciti, si sposano alla perfezione con il touch screen di Nintendo Switch, pur non imponendosi come unico metodo per giocare al titolo (i joycon funzionano bene in egual modo). Peccato per i modelli poligonali troppo plasticosi durante le cut-scene, ma sia chiaro che si tratta di voler cercare il pelo nell'uovo. Il titolo Goblinz, infatti, è un piccolo gioiello che, visto anche il prezzo estremamente competitivo, consigliamo di acquistare a tutti. Non ve ne pentirete!
Pro e Contro
Atmosfera riuscita
Enigmi avvincenti
Tiene incollati alla console
Funziona alla perfezione su Nintendo Switch

x Jump scare poco riusciti
x Modelli poligonali dei personaggi da rivedere