Gameromancer 27: il videogioco come viaggio atrale/sega mentale

Lo hai provato un’infinità di volte, adesso è quella buona. Grilletto a martello fino alla barriera di legno, che salta non appena ci appoggi le due ruote. Adesso molla l’acceleratore e sposta il peso in avanti, quel tanto che basta affinché le ruote rimangano addaccate alla barriera. Non appena vedi la strada davanti a te, accelera e parti a tutta velocità. Questo è Trials Rising: un sussidiario di fisica (e memoria muscolare) applicato ai videogiochi. Arcade? No di certo. Non come lo intendete voi.

Ormai il termine “Arcade” indica tutto ciò che non è simulazione. In questo senso, Trials Rising non può, non vuole e non è arcade. Quelle volpi di RedLynx tengono la moto in equilibrio su un filo sottile, disteso tra ciò che è folle e ciò che è realistico. Perché il loro ultimogenito porta il giocatore sulle soglie della razionalità, ma di fatto non lo mette mai davanti a qualcosa di davvero impossibile. Per quanto nessuno proverebbe mai a cimentarsi in acrobazie del genere (non senza una buona copertura sanitaria, quantomeno), sarebbe tecnicamente possibile. Folle, suicida, ma verosimile. Merito di un rapporto profondo e di lunga data tra lo sviluppatore di Helsinki ed il libro di fisica delle superiori, un approccio in tutto e per tutto deterministico – non è un caso, se poco più su si parlava di memoria muscolare – che ha le conseguenze di portare dietro lo schermo qualcosa di estremo, ma che con il giusto budget e tanta, tanta incoscienza potrebbe succedere anche fuori dai 42 pollici (o 32, o 55) del vostro televisore.

Ma un attimo, vale la stessa cosa per Trials Fusion. Perché dovrei spendere altri soldi?

In prima battuta, perché cambia l’approccio. Trials Fusion era proiettato in un futuro prossimo, facendo spesso perno su livelli lussuosi, quasi interpretassimo dei figli di papà annoiati in sella ai loro giocattoli del momento. Trials Rising invece è più urban, dalla colonna sonora fino al level design: soluzioni di fortuna (in linea di massima), circuiti improvvisati e street-art di controno. Qualcosa che non sa per niente di già visto, nonostante le possibilità offerte dal level editor del capitolo precedente – che qui, fortunatamente, torna di prepotenza.

Contenuti?Trovate tutte le informazioni del caso nell’apposito comunicato stampa. In ogni caso, oltre 120 tracciati per 30 Paesi diversi, in un giro del mondo che richiederà ben più di 80 giorni del vostro tempo.

Ma l’approccio cambia sopratutto per quanto riguarda il modo di sentire l’esperienza: Fusions aveva introdotto una certa componente sociale, come si accennava più su. O come poteva essere chiaro andando a dare un occhio ai box di riassunto di quella recensione pubblicata nell’aprile del 2014, dove si faceva riferimento ad una modalità multiplayer ma confinata alla fruizione locale. Rising invece è competizione perenne: anche quando si stanno affrontando livelli che dovrebbero riguardare in tutto e per tutto la campagna, si gareggia contro i fantasmi di altri giocatori. L’effetto è quello di essere sempre spronati a dare il meglio – non bastasse il classico sistema a medaglie per la valutazione finale – e al contempo quello di scoprire tutte le possibilità offerte dal tracciato di turno, cercando di limare ed abbassare il proprio tempo su pista per irridere tutti gli altri. Ma non basta, perché è l’hub di gioco stesso a istigare alla competizione, evidenziando gli eventi limitrofi dove qualche giocatore ha stabilito un nuovo record o aggiungendo sfide sulla mappa che dicono chiaramente “batti il tempo dell’avversario”. Attitudine che non si esaurisce in-game, visto che spesso e volenteri i caricamenti di gioco – che, ancora una volta, spiace segnalare come un po’ fuori forma – rimandano ad altri agorà virtuali dove poter scambiare opinioni o banalmente incontrare appassionati della serie. I forum ufficiali Ubisoft, ma anche il thread di Reddit ufficiale della serie.

Per il resto, che dire?

I punti forti rimangono quelli che hanno reso grande Trials Fusion e più in generale la serie: per quanto adesso l’esperienza sia inserita in una progressione più tradizionale (con tanto di livelli a mo’ di tutorial), gli sviluppatori hanno comunque trovato il modo di diversificare inserendo delle sfide ad obiettivi, dove si spazia dal solito “completa il circuito entro il tempo limite” fino a richieste più spinte. Il tutto condito da un level design over-the-top, che non si accontenta di inserire semplicemente tracciati a schermo ma li rende vivi e reattivi in tempo reale, a volte sfruttando trovate piene di rumore e furore ma di fatto inutili sul piano ludico, altre volte facendo esattamente il contrario.

Verdetto
8.5 / 10
Ormai è un abbonamento
Commento
Quando ti devi sforzare per riempire il box dei contro, hai la certezza matematica che gli sviluppatori hanno fatto un ottimo lavoro. E Trials Rising è un ottimo lavoro, fuori da ogni dubbio: prendete tutto quello che di buono c'era in Fusion e inseritelo in un contesto ancora più spaccone, ancora più competitivo e ancora più arcade – ma nel senso più puro del termine, quello da sala giochi. Ecco, qual è il risultato finale.
Pro e Contro
Level design ispiratissimo
Estremamente divertente
È Trials...

x ... Con tutto quello che ne consegue
x Multiplayer privato "coming soon"