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Pergamene, demoni, salti nel tempo, maledizioni e tante risate sono gli ingredienti di The Messenger.

The Messenger continua la rivincita dei metroidvania. Disponibile su Nintendo Switch e PC dallo scorso 30 Agosto, l’opera prima di Sabotage Studio è una superba prova d’action platform. Sfruttando due tipi di estetica, The Messenger riesce a collegare con un filo sottile  l’era 8 Bit a quella 16 bit. Una linea fine composta da un’ottima trama, ricca di momenti divertenti e personaggi memorabili.

recensione
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Fin dal primo teaser trailer, The Messenger richiamava volutamente le atmosfere di Ninja Gaiden, ancorandosi ad un action platform in due dimensioni ad 8 bit. Più ci si inoltra nel lavoro di Sabotage Studio però, più si capisce quanto il team non abbia voluto limitarsi ad un solo genere. In una maniera simile a quanto fatto da Yatch Club Games con Shovel Knight, The Messenger utilizza una grafica old school con meccaniche moderne, divenendo una gioia da giocare.

Scopriamo insieme perché The Messenger è destinato ad essere ricordato nei prossimi anni. 

 

The Messenger riesce a collegare con un filo sottile l'era 8 Bit a quella 16 bit

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Versione Testata: Nintendo Switch

In un’epoca imprecisata, il mondo è sottomesso dal Re Demone. I pochi umani sopravvissuti vivono in piccoli villaggi nascosti allenandosi nell’arte dei ninja e coltivando campi. Sperano che prima o poi si avveri la leggenda ed il guerriero dell’ovest giunga con una lieta novella. La pace degli allenamenti viene interrotta dallo stesso Re Demone, conscio della profezia e dell’arrivo del Guerriero. Da lì a pochi instanti, mentre le case bruciano, l’uomo dell’Ovest giunge e scaccia il demone. Ha un messaggio per l’unico Ninja sopravvissuto, dovrà recarsi  sulla cima del monte e compiere il suo destino: consegnare la sacra pergamena. Inizia così The Messenger, con una quest all’apparenza banale, ma che sarà capace di ribaltare completamente  il racconto.

Area dopo area, boss dopo boss, il Ninja scoprirà il suo destino. Fino a quando non  consegnerà la pergamena, verrà riportato in vita dal demone Quarble. Una morte dopo l’altra, fino a scoprire il vero utilizzo dell’oggetto e  di conseguenza intraprendere la seconda parte del suo viaggio. La trama di The Messenger è piena di eventi interconnessi, che si alternano alle fasi platform e  alle ottime battaglie contro i boss. Grande cura da parte di Sabotage Studio anche per i comprimari, tra cui spicca su tutti  il negoziante. È lui il vero e proprio motore degli eventi e protagonista di alcuni dei dialoghi più divertenti e ispirati di tutta la produzione.

Ed è proprio in questo secondo atto, che The Messenger abbandona il completo tributo a Ninja Gaiden, diventando un metroidvania a tutti gli effetti. Il ritorno in aree precedentemente visitate, grazie ai nuovi poteri del Ninja, vi traghetteranno verso l’ultima tappa, forse con qualche fermata di troppo.  In questa seconda fase dedicata al backtracking infatti, il ritmo cala, lasciando  completa libertà di esplorazione al giocatore. Purtroppo le missioni andranno completate in un determinato ordine,  rischiando di arrivare in una zona sbagliata e dover tornare indietro. Fortunatamente il sistema di fast travel mette una pezza al problema del ritmo, che riprende il suo corso nel terzo atto.

Nonostante questo calo (che si ripiega anche su un paio di zone non all’altezza del lavoro complessivo) The Messenger è divertente e assuefacente.  Tutto grazie all’abilità principale del nostro Ninja, poter camminare sull’aria.  Il nostro eroe potrà infatti eseguire un salto a mezz’aria ogni volta che avrà colpito qualcosa con la propria spada. Questo si traduce in segmenti completamente sospesi su dirupi, rimbalzando tra lanterne e nemici, fino a raggiungere un sicurissimo muro. Un gameplay solido e divertente, che una volta assimilato vi permetterà di raggiungere i collezionabili o di liberarvi più facilmente degli avversari.

Tutto quello che all’inizio può sembrare impossibile è fattibile una volta assimilate le meccaniche.

Meccaniche solide che si rafforzano con tante piccole azioni collaterali. Alcune mascherate come  potenziamenti, altre che  giocano sul cambio di tempo tra 8 e 16  bit. Sabotage Studio ha avuto un occhio di riguardo per i boss, ognuno con il proprio pattern unico e personalità da vendere. 

La fusione dei due aspetti estetici è l’altro grande punto di forza di The Messenger. Se Shovel Knight era un chiaro messaggio d’amore all’epoca 8 Bit, il titolo di Sabotage Studio rincara la dose omaggiando anche la generazione successiva. La colonna sonora composta da RainbowDragonEyes si muove anch’essa sui due filoni temporali, ed ogni brano è disponibile sia  in 8-Bit che in 16-Bit. 

Ambientazioni, nemici, personaggi e perfino le musiche vestono due panni diversi e collegati, passato e futuro di due generazioni.

Pur mostrandosi con uno stile grafico retrò, The Messenger è un action-platform moderno ed imperdibile. Il titolo di Sabotage Studio è solo in inglese e, date storie e missioni, è consigliato masticare la lingua, almeno ad un livello scolastico. La versione Nintendo Switch è ovviamente godibile in qualsiasi momento, sebbene per alcuni collezionabili potreste trovare più comoda la croce direzionale di un controller pro, rispetto ai tasti del joycon o all’analogico.

In conclusione...
9
“Il figlio illegittimo di Metroid e Ninja Gaiden”
The Messenger non è solo un tributo a Ninja Gaiden. È anche e soprattutto un omaggio ai titoli 8 e 16 bit rivisitati in chiave moderna grazie ad un action platform avvincente e divertente. In The Messenger tutto è al proprio posto: la durata, la trama, i personaggi e le musiche, sono i perfetti co-protagonisti di una meccanica solida e riuscita. Un'ottima opera prima per sabotage Studio, che speriamo di rivedere presto all'opera con un nuovo titolo.
Trama inaspettata e divertente
Ottimo mix di meccaniche
Comparto artistico sublime
x Secondo atto molto più lento
x Qualche area meno ispirata delle altre

due parole sull'autore
Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull'account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).
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