Recensione
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Le avventure di A.R.I.D. (Autonomus Robotic Interface Device) sono da considerare un vero must have per gli amanti della fantascienza.

Sono ormai passati quattro anni dall’uscita di The Fall, avventura grafica sviluppata dal team Over The Moon e capace in pochissimo tempo di conquistare una vasta fetta di pubblico, riuscendo a superare abbondantemente (del 254%, per la precisione) il goal imposto dalla campagna Kickstarter. Anche l’apprezzamento della critica non tardò ad arrivare, rendendo le avventure di A.R.I.D. (Autonomus Robotic Interface Device) un vero must have non solo per gli appassionati delle tre leggi di Asimov, ma anche per tutti coloro che amano la fantascienza e le classiche avventure “punta e clicca” del passato. The Fall Part 2: Unbound, questo il titolo completo del secondo capitolo, è disponibile dal 13 febbraio per PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch, Pc, Linux e Mac al prezzo lancio di circa 15€ (di poco variabile in base alla piattaforma presa come riferimento). Saranno riusciti i ragazzi di Over the Moon a replicare il successo del primo episodio oppure ci troviamo di fronte ad un prodotto capace di deludere le, inevitabilmente alte, aspettative? Come al solito vi basterà continuare la lettura per scoprirlo!

Versione testata: PlayStation 4

Degno successore di un piccolo capolavoro o semplice occasione sprecata?!

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Emiglio è meglio!
Le avventure di A.R.I.D. ripartono esattamente dopo quanto visto al termine dello scorso capitolo

A livello narrativo, le avventure di A.R.I.D. ripartono esattamente dopo quanto visto al termine dello scorso capitolo (che, ovviamente, eviteremo di dirvi per evitare di rovinarvi la sorpresa) e in pochi minuti ci troveremo catapultati nuovamente in quelle atmosfere cupe che tanto abbiamo potuto apprezzare ormai quattro anni fa. Al di là di qualche “volto” noto, nel corso della nostra avventura faremo la conoscenza di tre nuovi personaggi, obbligati da rigide leggi della robotica a “vivere” una vita di schiavitù autoimposta e che, per quanto appartenenti a realtà molto lontane da loro, scopriranno di avere in comune molto più di quanto possano pensare. Solo grazie all’incontro con questi nuovi individui, A.R.I.D. sarà in grado di completare la propria missione e di capire quali segreti si nascondono all’interno del proprio codice. Proprio come nel primo capitolo, anche in The Fall Part 2: Unbound la narrativa risulta essere uno dei punti fondamentali della produzione, con personaggi carismatici, dialoghi profondi in bilico tra filosofia e psicologia e con uno sviluppo di trama gestito alla perfezione grazie a un ottimo ritmo generale. Abbiamo raggiungo il termine della storia dopo circa 9 ore, ma ammettiamo di esserci bloccati in un paio di situazioni apparentemente molto complesse (che in realtà richiedevano una soluzione più semplice di quanto inizialmente preventivato), quindi calcoliamo che la longevità generale possa attestarsi attorno alle 7 ore totali. The Fall Part 2: Unbound può quindi vantare lo stesso spessore narrativo del primo capitolo, ma la durata maggiore va a limare quello che era uno dei pochi punti deboli del precedente lavoro dei ragazzi di Over The Moon. Lo ribadiamo, per evitare qualsiasi tipo di fraintendimento: le nuove avventure di A.R.I.D. confermano il posto di questa serie nell’Olimpo delle storie più mature nell’industria videoludica degli ultimi anni, rendendo il titolo un acquisto obbligatorio agli amanti del comparto narrativo. Acquisto che, per esigenze di trama, andrà fatto ovviamente una volta recuperato e terminato il primo capitolo.

Punta, clicca e spara.
Il fattore più importante rimane ancora una volta l’esplorazione, che saremo invitati a compiere accuratamente in ogni nuova stanza

Per quanto riguarda il gameplay, The Fall Part 2: Unbound mantiene tutte le caratteristiche del precedente episodio e si impegna a introdurre nuovi elementi per dare alla produzione un ritmo più accattivante. Il fattore più importante rimane ancora una volta l’esplorazione, che saremo invitati a compiere accuratamente in ogni nuova stanza per effettuare quell’analisi ambientale che ci permetterà di avere un quadro completo degli oggetti presenti nelle varie aree. A questo punto saremo chiamati a risolvere una serie di enigmi ambientali che, soprattutto nelle sezioni finali di gioco, sapranno essere non solo stimolanti per il giocatore, ma caratterizzati da trovate di altissimo livello, con soluzioni ludiche di tutto rispetto che sicuramente non dimenticheremo tanto facilmente. Sono state inserite, inoltre, sezioni più action nelle quali dovremo combattere contro una particolare categoria di nemici e che, tutto sommato, riescono a dare maggior varietà al ritmo di gioco, pur senza risultare inserite in modo forzato e/o artificioso. Presenti ancora una volta le scelte multiple di dialogo che, pur non portando ad alcun bivio narrativo, riescono a farsi notare per la maestria con la quale sono state scritte, risultando sempre pertinenti al dialogo in corso e senza dare la parvenza di trovarci davanti a personaggi privi d’intelletto. Segnaliamo, inoltre, come la mappatura dei tasti possa risultare leggermente fastidiosa nei primi momenti di gioco, ma, allo stesso tempo, vogliamo tranquillizzarvi facendovi sapere che nel giro di poche decine di minuti riuscirete a padroneggiare il vostro personaggio senza alcuna fatica. L’importante è non desistere dopo i primi minuti.

Alone in the Dark
Tornare all’interno del mondo di The Fall significa gettarsi in un pozzo oscuro, non solo dal punto di vista narrativo

Come anticipato nel paragrafo dedicato alla narrativa, tornare all’interno del mondo di The Fall significa gettarsi in un pozzo oscuro e non solamente nel senso narrativo del termine. Ancora più che nel precedente episodio, infatti, ci troveremo di fronte a livelli quasi in bianco e nero, dove i contrasti tra personaggi, oggetti e sfondi saranno particolarmente accentuati, creando uno stile visivo dal forte impatto, simile in certi momenti al mai abbastanza elogiato Limbo. Buona la modellazione poligonale dei personaggi, ma siamo certi che gran parte dei difetti siano stati mascherati da sapienti giochi di luci e ombre, inseriti con cura per evitare di mettere in evidenza alcune incertezze tecniche. Impeccabile, invece, il comparto sonoro, che presenta un doppiaggio in inglese (con sottotitoli in italiano) di ottima fattura e una colonna sonora perfettamente integrata con il resto del gioco. Del tutto assenti, fortunatamente, bug di qualsiasi tipo, ma nonostante l’utilizzo del titolo tramite PlayStation 4 Pro abbiamo notato qualche leggero calo di frame; nulla di grave, sia chiaro, ma preferiamo come sempre farvi notare qualsiasi sfaccettatura.

In conclusione...
9
“La terza parte esce domani, vero?!”
The Fall Part 2: Unbound risulta il degno seguito di uno dei titoli narrativamente più coinvolgenti degli ultimi anni. Se avete giocato al primo capitolo dell'avventura targata Over the Moon vi sarete resi conto che la frase precedente è tutto ciò che avreste voluto sapere prima di mettere le nuove avventure di A.R.I.D. nel vostro carrello virtuale e procedere con il pagamento, ma se siete tra quelli ancora in dubbio lasciateci esprimere al meglio il concetto. Questa secondo (ma non ultimo) episodio ambientato nell'universo narrativo di The Fall presenta una trama matura, coinvolgente e profonda, con personaggi estremamente affascinanti, un'atmosfera di altissimo livello e, cosa non da poco, un gameplay che dopo qualche minuto di gioco riesce a dare grande soddisfazione al giocatore, risultando unico e appagante. Insomma: l'unico motivo per non acquistare The Fall Part 2: Unbound è quello di non aver giocato il capitolo precedente. Correte a rimediare immediatamente!
Trama in bilico tra filosofia e psicologia
Atmosfera sci fi ottima
Gameplay appagante
Enigmi ben studiati
Longevità migliorata
x Qualche incertezza tecnica

due parole sull'autore
Il Luca è quell'animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall'animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!
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