Recensione
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A poco più di un mese dall’uscita di The Assignment, il primo DLC di The Evil Within, Tango Gamesworks ci delizia con il secondo contenuto aggiuntivo che va a completare e concludere la storia dell’agente Kidman iniziata nel precedente episodio. Anche questo DLC è disponibile sia in versione singola a €9.99 che compreso gratuitamente per gli acquirenti del Season Pass di The Evil Within. Ecco a voi la recensione di The Consequence.

Versione testata: PlayStation 4

Previusly on The Evil Within
con The Consequence Mikami si diverte a plasmare ancora di più la percezione del gioco, esaltando l’insanità malata dell’incubo che stiamo vivendo

Eravamo rimasti con una Juli Kidman pronta a scoprire la “verita” sul caso che ruota intorno a The Evil Within e dietro l’uomo misterioso a capo della Mobius che l’ha ingaggiata per portare a termine la missione e recuperare Leslie (diamo per scontato che se state leggendo questa recensione abbiate giocato almeno il titolo principale). Ricominciamo direttamente da quel cliffhanger che in The Assignment ci aveva fatto odiare Shinji Mikami per essere riuscito in così poche ore a trasportarci nuovamente nell’orrore di The Evil Within: aveva rimescolato le carte in tavola, impacchettando in 3 ore abbondanti di gioco una nuova visione dell’avventura, più incentrata sulle fasi stealth e sulla sopravvivenza. Con The Consequence Mikami riparte da lì, riproponendo per questo secondo tempo gran parte delle situazioni già viste nel precedente DLC, senza però scivolare nel riciclo di idee.  Qualche volta la nostra fuga silenziosa, sarà interrotta da qualche fase più action, dove armati di pistola o di un letale canne mozze ci troveremo a farci strada sputando fuoco sui nemici, attenti però a non sperperare i preziosi colpi, sempre disponibili in quantità limitatissime. Ritorna anche una delle nemesi che ci perseguitava nel precedente episodio,  con la quale dovremo venire ai ferri corti, sistemando per sempre la questione lasciata in sospeso.

In The Consequence Mikami si diverte a plasmare ancora di più la percezione del gioco, esaltando l’insanità malata dell’incubo che stiamo vivendo. Nulla è come sembra e la situazione, anche la più sicura, rischia di precipitare improvvisamente disorientando il giocatore che nelle 3 ore necessarie per arrivare all’epilogo di questa storia secondaria, viene sballottato continuamente in un susseguirsi di vicende più o meno macabre ed inquietanti. E, sempre restando sulla figura centrale di Mikami, a fine avventura butta benzina sul fuoco riaccendendo in chi ha apprezzato, e perché no amato, The Evil Within la smania di volerne ancora, colpa di quel finale volutamente aperto che “chiude” il ciclo narrativo di questa avventura ma getta le basi per un probabile seguito. La storia di Kidman riesce così a trovare anch’essa una conclusione, offrendoci un punto di vista che nel gioco originale potevamo solamente supporre e va a rispondere ad alcuni dei quesiti nati durante l’avventura principale, con buona pace dei fan.

 

Una volta completato il DLC, che come abbiamo detto richiederà almeno 3 ore del vostro tempo (qualcosa in più se si decide di raccogliere i vari collezionabili), si potrà decidere di affrontare il Nuovo Gioco +, dove ritroviamo il livello di difficoltà Kurayami, vero e proprio tour de force per hardcore gamers incalliti, che permetterà di rivivere l’esperienza del DLC in una nuova veste, calandoci nel buio più completo in balia dei nemici.
La morte ti fa bella
Lo stile macabro, cupo e fetido di The Evil Within viene riproposto nella sua interezza

Sul piano tecnico invece, vale lo stesso discorso fatto per The Assignment. Lo stile macabro, cupo e fetido di The Evil Within viene riproposto nella sua interezza. In questi due DLC si punta molto sul binomio oscurità/luce, e in molti frangenti sarà proprio il sistema di illuminazione il vero protagonista. Addirittura, in una porzione di gioco, dovremo fare affidamento su alcune luci chimiche che illumineranno solamente la zona in cui verranno lanciate, dando dimostrazione del buon sistema di illuminazione in tempo reale del gioco.
The Consequence mostra anche notevoli spunti creativi, nonostante l’ambientazione resti la stessa del gioco base (vista però da un altra prospettiva con percorsi alternativi) concedendosi numerosi “cambi d’abito” improvvisi. Mikami sembra essersi sfogato in questo DLC proponendo soluzioni visive affascinanti e di sicuro impatto visivo, come si può ammirare nelle fasi finali dove l’estro del designer giapponese sembra aver preso il sopravvento.
D’altro canto anche il comparto musicale contribuisce a creare la giusta atmosfera, sia con le musiche (nel quale ritroviamo anche la bella Long Way Down di Masafumi Takada) che nel sonoro ambientale, capace di incutere il giusto livello di tensione.

 

In conclusione...
Si
“Tesoro, ma l'hai pagata la bolletta della luce? ”
Preso singolarmente The Consequence ha gli stessi pregi e difetti di The Assignment. Breve durata, gameplay limitato e costo "alto" rispetto a quello realmente offerto. Da questo punto di vista però dobbiamo guardare i due DLC come un'unica creatura nonostante il rilascio episodico. Nella visione d'insieme questo nuovo contenuto ci ha conquistato, riaccendendo la fiamma della passione per la creatura di Mikami, che speriamo di cuore di rivedere presto. Un titolo non per tutti, ma che farà felici gli amanti dei survival horror, che in questi due DLC si incanala sempre di più in questa direzione. Il nostro consiglio (lo stesso dato in sede di recensione durante The Assignment) è quello di recuperare il Season Pass risparmiando sull'acquisto e garantendosi l'accesso anche al terzo ed ultimo contenuto aggiuntivo previsto nei prossimi mesi e che vi metterà al controllo di Boxhead.
Atmosfera sempre ottima
Buon bilanciamento fasi stealth-azione
Nuove soluzioni visive interessanti
x Prezzo alto per il singolo contenuto
x Solo 3 ore per giungere all'epilogo

due parole sull'autore
Giacomo è il nonno del gruppo e giocatore fin dall'alba dei tempi. Finché non crepa, potete leggere i suoi deliri senili su queste pagine, che sopravviveranno al loro autore anche se chiudessimo il sito entro l'anno.
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