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L’espressione effetto Tetris si riferisce a un comune fenomeno psicologico per cui una attività che richiede un alto livello di attenzione può influire in modo incongruo sui processi di pensiero, le immagini mentali e i sogni di coloro che vi si dedicano per lungo tempo.
-Wikipedia

 

Tetsuya Mizuguchi. Classe 1965. Fra i vari game designer della vecchia scuola è sicuramente un outsider. Un nome che non compare spesso quando si parla dei grandi dell’industria, ma un grande genio avanguardistico, che con la sua visione sfacciata del medium ludico ha segnato la storia con pezzi da ’90 come REZ e Lumines.

 

Scomparso dai radar videoludici degli ultimi anni, per dedicarsi a progetti musicali e non, Mizuguchi è tornato prepotentemente sulle scene con il debutto di PS VR per riproporci sotto una nuova prospettiva, uno dei suoi giochi più iconici e apprezzati. Proprio REZ, in questa nuova veste VR sembra aver acceso in Mizuguchi lo stimolo per un nuovo progetto.

Un’idea rischiosa a dire il vero. Prendere un classico come Tetris, un gioco che è sinonimo stesso di videogioco e creare qualcosa di nuovo in pieno stile Mizuguchi.

Una pioggia di blocchi. Una colonna sonora da farvi perdere la testa. Miraggi olografici che bruciano le retine. E una spruzzata di realtà virtuale. Ecco la ricetta di Tetris Effect.

Solitamente quando si va a toccare un classico, sia un film o un canzone, o come in questo caso “il videogioco”, si rischia sempre di non rendere giustizia all’opera originale. Per questo pensare a Tetris in un’inedita variante VR, chiude il cerchio di una carriera che ha visto il gioco creato da Alexey Pajitnov attraversare molteplici fasi, più o meno fedeli all’idea originale, culminati non troppo tempo fa in un bizzarro crossover con il Puyo Puyo di casa Sega.

 

Ma quando ci si mette di mezzo Mizuguchi nulla va dato per scontato.

Ed è solo quando ci si infila i casco e si parte per il viaggio (l’opzione di gioco principale) Tetris Effects ci concretizza davanti ai nostri occhi.

 

Un po' REZ. Un po' Lumines. C'è tutta l'essenza del Tetris originale che viene sviscerata e plasmata in una nuova creatura, che racchiude tutto il know-how del designer giapponese.

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Non a caso, proprio qualche mese fa quando ci trovavamo a recensire un’altra perla del nostro amato “senpai”, Lumines Remastered, azzardavamo a definirlo un Tetris del nuovo millennio. Ecco, Mizuguchi con Tetris Effect sembra quasi voler invertire le parti prendendo la scheletratura del puzzle game russo per incastonarla nel corpo di Lumines. Un abito che incredibilmente gli calza a pennello. E quello che si erge sembra essere incredibilmente a suo agio in questa nuova forma, muovendo i passi nella giusta direzione.

I Tetrimini cadono dall’alto come in passato, ma lo fanno a tempo di musica. Ogni tocco per spostarli sulla griglia da origine ad un suono. Un beat che ne genera immediatamente un altro, in un flow dinamico che si fonde con la traccia che suona prepotentemente in sottofondo. E dal buio che avvolge il primo livello, iniziano a manifestarsi magiche creature marine. Ologrammi che volteggiano in un mare digitale e “pulsano” seguendo il ritmo delle nostre azioni. Una sinuosità che a tratti distrae per la bellezza scenica che si para davanti ai nostri occhi. È la sinestesia, il grande amore di Mizuguchi, che qua compie un ulteriore step verso una forma ludica a metà strada fra l’intrattenimento e l’opera artistica.

 

E in VR lo spettacolo al quale si assiste evade dai limiti imposti dagli schermi TV per coinvolgere la visione periferica del giocatore che si troverà sopraffatto da questa overdose di stimoli.

Dopo lo stupore iniziale, che genera un’inspiegabile euforia ludica ogni minuto che si passa all’interno del gioco, Tetris Effect mostra la sua vera natura. Quella di una bestia violenta, che incanta la sua preda prima di sferrare l’ultimo colpo e ucciderla. La velocità dei Tetrimini inizia a variare in base alle nostre azioni, costringendoci nostro malgrado a distogliere lo sguardo dallo spettacolo sinestesico per concentrarci sul nostro compito primario: l’eliminazione dei blocchi.

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Il cambio di ritmo diventa variabile ed imprevisto e seguirà quello della traccia che suona in sottofondo. Bisognerà quindi agire istintivamente, senza troppe riflessioni e incastrare i pezzi l’un l’altro così da eliminarli quando completeremo una o più linee. Le regole di Tetris restano immutate, per permettere ai giocatori di trovarsi subito tra le mani con qualcosa che ormai è intrinseco nel proprio DNA, e il game over arriverà soltanto se la griglia di gioco si satura di pezzi. Fra classicismo e innovazione trova spazio anche una nuova meccanica che viene in aiuto proprio per contrastare l’esubero di Tetrimini a video.

Si chiama semplicemente “Zona”. Eliminando le linee si riempirà un apposito indicatore, e una volta racimolata abbastanza energia, potremo accedere alla Zona premendo il tasto dedicato. Facendo così i Tetrimini smettono di cadere, il tempo rallenta e potremo allineare i blocchi in modo da eliminare più linee contemporaneamente. Oltre ad un sostanziale incremento di punteggio, il sistema Zona permette di liberarsi dei pezzi in eccesso e salvarci da situazioni spiacevoli.

 

A proposito dello scoring, ogni set di livelli una volta completato riceverà una valutazione in base alla nostra performance. Cercando di stabilire nuovi record, il livello di sfida si alza notevolmente. Questo avviene soprattutto in base alla difficoltà selezionata, con il gioco che abbraccia nuovamente quello spirito competitivo che da sempre coinvolge i puristi di Tetris. Ad aiutarci ci saranno alcune tecniche che agevoleranno la scalata al record, come eseguire combo in rapida successione, eliminare 4 linee in un botto solo, la ben nota Line Clear o la ben più complessa T-Spin, che prevede la rotazione di un pezzo T in uno spazio analogo prima che scatti l’aggancio.

Il viaggio nel mondo di Tetris Effect si compone di 30 stage, uno più affascinante dell’altro. Ogni livello propone un suo tema, con grafiche e musiche uniche che spaziano dai virtuosismi Synth Pop di I’m Yours Forever, brano che ha accompagnato il lancio del gioco e ha l’onere di aprire la modalità Journey, a sonorità tribali e primordiali. La selezione dei pezzi ricorda da vicino la schizofrenia della colonna sonora di Lumines, e i vari brani cantati presenti all’interno del gioco sono un eco lontano dei mai troppo amati Genki Rockets e del loro terzo album mai uscito.

 

L’uso delle cuffie diventa d’obbligo. Specialmente per godersi a pieno il percorso sonoro, e cogliere ogni singolo dettaglio acustico che vi penetrerà nel cervello, traccia dopo traccia. Un mondo in continua evoluzione, al quale il giocatore è assoggettato livello dopo livello, fino ai ringraziamenti finali.

In VR ogni esplosione di colore, ogni elemento “danzante” riprende concettualmente il mondo virtuale di REZ.

Tetris Effect è giocabile anche in modalità 2D. Qua si comporta in maniera più classica, riducendo notevolmente il fattore “wow” che si ha provandolo connettendosi con l’apposito caschetto. In 2D Tetris Effect vanta dati da fuori classe, come una risoluzione che si spinge fino a 4K e un frame stabilissimo a 60 fps. Sinceramente però, dopo averlo vissuto “sulla nostra pelle” nella variante virtuale, facciamo fatica a consigliarvi diversamente, così come a trovarli una vera collocazione senza l’uso della periferica.

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È chiaro quindi quanto cambi la percezione del gioco in VR, non solo sul fronte dell’immersione, ormai un dato oggettivo, quanto nell’efficacia scenica di Tetris Effect, qua decisamente su un altro piano.

Completato il viaggio, che vi porterà via diverse ore nel caso decidiate di dedicarvi all’aspetto competitivo, sarà possibile ripercorrere i nostri passi tramite un player emozionale, con il quale interagire e godersi senza pressioni le bellezze della sinestesia di Tetris Effect. Ma le novità non si fermano qua.

 

Con la modalità Effect Mizuguchi e il team di Enhance hanno deciso di proporre qualche interessante variante sulla formula del gioco. Il proporre delle sfide ben scriptate aggiunge rigiocabilità al titolo. Troviamo opzioni classiche come come l’eliminare un certo numero di linee velocemente o prima che scada il timer, variando sulla velocità di caduta dei Tetrimini.

Più interessanti le sfide raccolte nella sezione “Amanti del rischio”, una playlist che propongono variazioni sul tema decisamente più azzardate e stilose. Ad esempio in Countdown dovremo eliminare i blocchi come al solito. Ma le cancellare le linee dovremo attendere la caduta dei pezzi a forma di “I”, che scenderanno allo scadere di un contro alla rovescia. In Purificazione invece bisognerà puntare ad alcuni pezzi infetti, cercando di cancellarne il più possibile prima che finisca il tempo a disposizione.

 

L’ultima opzione presente è forse la più interessante del set. Chiamata semplicemente Mistero, questa modalità metterà in difficoltà il giocatore attivando degli effetti che vanno dallo zoomare l’area di gioco impedendo di vedere i pezzi in caduta, al ribaltare completamente la griglia, costringendo il giocatore ad agire invertendo i comandi. Una piacevole variante che fa sentire la mancanza di una modalità multigiocatore, del tutto assente. Gli unici slanci di “gruppo” li troviamo nelle classifiche online, qua realizzata tramite un mappamondo interattivo nel quale gli avatar degli altri giocatori fluttuano in una sorta di mare spaziale. È presente anche una sfida che si attiverà nel fine settimana (non ancora disponibile nel momento in cui stiamo scrivendo) e coinvolgerà tutta la community a raggiungere un obiettivo comune. Se l’esito della prova, completabile nell’arco delle 24 ore, andrà a buon fine tutti i partecipanti sbloccheranno un avatar commemorativo dell’evento.

In conclusione...
9
“Un moderno masterpice reinventato”
Teris Effect è l'ennesima scommessa vinta di Tetsuya Mizuguchi. Il geniale designer giapponese prende qualcosa di iconico e intoccabile come Tetris e lo rielabora alla sua maniera, rendendolo un figlio illegittimo - ma nemmeno troppo - di REZ e Lumines. Tutto fuonziona alla grande e in questa nuova veste artistica è impossibile non cadere vittima del fascino dei Tetrimini in salsa sinestesica. Ci teniamo però a consigliarvi sull'acquisto specialmente se disponete di un PS VR. Grazie alla periferica Sony, Tetris Effect da il meglio di sé, diventando di diritto una delle esperienza da provare assolutamente in realtà virtuale. La familiarità di un gioco come Tetris viene qua vivisezionata e destrutturata per infondergli nuova vita. Suoni, musiche e immagini si piegano al volere di Mizuguchi, creando un'amalgama virtuale che incanta il giocatore, che viene proiettato in un mondo magico dal quale difficilmente vorrà evadere. Quindi che aspettate? Indossate il vostro visore e tuffatevi nel mondo di Tetris Effect senza pensarci su due volte.
La sinestesia abbraccia il classico Tetris
Un concentrato di gameplay e opera d'arte visiva
In VR tocca livelli altissimi...
x ...Giocato in 2D non rende a dovere
x Comparto multigiocatore assente

due parole sull'autore
Giacomo è il nonno del gruppo e giocatore fin dall'alba dei tempi. Finché non crepa, potete leggere i suoi deliri senili su queste pagine, che sopravviveranno al loro autore anche se chiudessimo il sito entro l'anno.
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