Recensione Tearaway- Il Messaggero di Carta

A quasi due anni dall’uscita nei negozi, il nuovo gioiellino portatile di casa Sony offre ben pochi titoli di qualità, alternati a mesi di nulla cosmico se non eventuali giochi multipiattaforma.
Bastano le dita di una mano per contare le esclusive europee per PSVita uscite nel corso del 2013 ma, fortunatamente, ognuno di questi titoli riesce a donare nuova linfa alla console Sony.
Dopo l’eccelso Persona 4 The Golden, l’impegnativo Soul Sacrifice, e il divertente Killzone Mercenary, a chiudere il 2013 di PSVita ci pensa MediaMolecule, con una nuova ip, Tearaway.
Forti dall’aver creato Little Big Planet che, nel bene e nel male, si è rivelata una delle nuove proprietà intellettuali e colonne portanti di PS3 durante la scorsa generazione, i ragazzi di Media Molecule si tuffano in un mondo completamente fatto di carta, mantenendo il loro classico stile.

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Disegno di Pino Cuozzo, fondatore di Cup of Pino is here

Il Messaggero di Carta

Tearaway narra del viaggio e delle peripezie del piccolo Iota, o della piccola Atoi nel caso usaste il personaggio femminile, per consegnare il messaggio all’enorme faccia nel Sole, chiamata da tutti gli abitanti del mondo il TU, che altri non è che la nostra immagine ripresa dalla fotocamera anteriore di PSVita.
Un viaggio ricco di avventure e cose da fare per il coraggioso Iota, tra raccogliere coriandoli, trovare regali nascosti, e soccorrere le povere creature di carta che incontrerà sul suo cammino, il tutto narrato da due voci fuori campo, che incalzeranno il giocatore e il messaggero durante le sei ore in cui è possibile completare il titolo.
Uno dei pochi difetti del nuovo titolo Media Molecule è infatti la longevità, sebbene le sei ore scorrano piacevoli e senza rallentamenti, e riescano a recapitare il “messaggio nascosto” un po’ come fece Journey l’anno scorso.
L’intera storia, pur essendo semplice e senza grossi colpi di scena, convince pienamente soprattutto nell’ultima fase di gioco, e potrebbe perfino strappare una lacrimuccia ai cuori più sensibili.
Ogni passo che Iota compie verso il TU segna la crescita del messaggero e del giocatore stesso, tra piattaforme mobili e scoiattoli parlanti, fino a passare anche per i piccoli nemici del gioco, le Cartacce.
Questi mostriciattoli vengono dal Sole, quindi dall’altra parte dello schermo, ovvero dal nostro mondo, ma non sono temibili quanto sembra, e potranno essere sconfitti facilmente da Iota e dallo stesso TU.
La difficoltà del titolo è calibrata per essere fruibile ad un pubblico di tutte le età, e soprattutto per non intaccare il ritmo sostenuto del viaggio del Messaggero.
Purtroppo difficilmente rigiocherete Tearaway se non siete maniaci del completismo perchè, a differenza di Little Big Planet, l’editor si limita all’interno del gioco e alle sottomissioni sparse per il mondo di carta.

Prestami il Dito

All’inizio del viaggio, il piccolo Iota potrà solo sgambettare in giro per lo schermo, e dovrete aiutarlo con determinate funzioni di PSVita: principalmente però vi troverete ad utilizzare touch-pad e retro-pad della console sony per permettere al piccoletto di avanzare.
Col touch-pad potrete muovere piattaforme o spostare nastri di carta in modo che diventino ponti, mentre col retro-pad attiverete degli speciali trampolini a tamburo con un semplice tocco, oppure potrete far apparire le dita su schermo facendovi pressione, aiutando Iota con i nemici o spostando eventuali ostacoli.
Proseguendo nella sua avventura, il messaggero imparerà a saltare con X, a rotolare con cerchio e a raccogliere oggetti con quadrato, si diletterà come fotoreporter grazie a triangolo e alla macchina fotografica ed infine userà una speciale fisarmonica per aspirare e soffiare via nemici con i dorsali.
Tearaway è il primo titolo che sfrutta a dovere il retro-pad di PSVita, in maniera precisa e non snervante come accadeva invece in Little Deviants, sebbene in alcuni casi la console si dimostra fin troppo sensibile al nostro tocco.
Gli enigmi del mondo di Tearaway non sono molto difficili, ed hanno quell’aria di già visto nella serie di Paper Mario, ma risultano comunque ben congegnati ed adatti a tutti; il nuovo titolo Media Molecule riesce finalmente a sfruttare tutte le funzioni di PSVita, e non solo le principali: verso la seconda metà di gioco dovremo utilizzare anche il sistema di movimento della console oltre che premere a tempo i tasti per non far cadere nel vuoto Iota.
Queste morti, o “perdite del francobollo” come vengono definite nel gioco, non sono per niente snervanti, data la grande presenza di checkpoint che potrebbero catapultarci perfino oltre l’ostacolo non superato e, ancora una volta, non minano la fluidità del viaggio di Iota.

Crea il tuo mondo

Durante il suo viaggio, Iota incontrerà diversi strambi personaggi e il più delle volte dovrà donargli un nuovo aspetto o un oggetto particolare. Entra così in gioco l’editor di Tearaway, che ci permette non solo di personalizzare completamente il nostro eroe, grazie a degli oggetti predefiniti acquistabili coi collezionabili, ma di crearne di completamente nuovi grazie al “Tavolo da Lavoro” vera e propria officina su cui potremo lavorare con diversi fogli di carta.
Il touch-pad di PSVita sarà il tavolo e le nostre dita saranno la matita con cui disegnare, una volta completata la forma, basterà utilizzare l’icona delle forbici per far sì che il gioco tagli automaticamente il foglio seguendo il nostro disegno, potremo dunque usare un altro pezzo di carta per aggiungere particolari e attaccarli tra loro semplicemente sovrapponendo le due forme; purtroppo andando avanti nel titolo si sente la mancanza della possibilità di annullare l’ultima azione, o l’ultimo disegno, sostituita con l’eliminazione totale del lavoro fatto, senza contare che utilizzando solamente le dita raramente si riesce ad ottenere la forma voluta.
Una volta completato il nuovo oggetto, potremo utilizzarlo nel gioco, ovviamente solo nei punti dove è richiesto un intervento dal cielo, quindi non potremo abbellire percorsi o muri come accadeva in Little Big Planet.
Capiterà anche di dover utilizzare immagini prese di peso dal nostro mondo grazie alle fotocamere di PSVita, per decorare pellicce o quadri, o per appendere i nostri autoritratti nel mondo di Tearaway: il tutto aumenta considerevolmente l’immedesimazione nel titolo, con una caccia a se stessi nel panorama di gioco.
Oltre ai propri ritratti, potremo utilizzare la macchina fotografica di Iota per ottenere degli speciali Papercraft, modelli di carta stampabili, che potranno ricreare il mondo di Tearaway dall’altra parte dello schermo, nella nostra stanza; questi cartamodelli possono essere scaricati da tearaway.me , un sito simile a quello che fu creato per Little Big Planet 2, dove potremo condividere anche le foto scattate durante il nostro viaggio.

Un diamante allo stato grezzo

Come per i precedenti titoli, anche Tearaway è curato da Media Molecule maniacalmente in ogni dettaglio visivo, fornendo allo spettatore un mondo di carta vivo e maestoso come non se ne sono mai visti finora.
Tearaway mostra anche la potenza grafica di PSVita, fornendo una gamma di colori eccezionale e che non potrà fare a meno di stupire, grazie anche allo schermo OLED della console, il tutto viene accompagnato da una colonna sonora strumentale che aiuta il giocatore a calarsi nei panni di Iota e allo stesso tempo lo rende coprotagonista mentre guarda il piccolo messaggero dall’enorme sole stagliato nel cielo.
Un’atmosfera magica e fiabesca che rende Tearaway unico nel suo genere, ed un diamante allo stato grezzo tra le esclusive di PSVita.

Verdetto
9 / 10
Un mondo di carta in cui infilare il dito
Commento
Media Molecule ha fatto nuovamente centro, creando una nuova ip per Sony, e donando linfa vitale a PSVita, che ha bisogno innanzitutto di titoli esclusivi e non di mere conversioni di titoli già usciti su PS3. Col prezzo budget di 29,90 € ci troviamo di fronte ad un titolo da avere assolutamente nella propria collezione, che nella sua semplicità (sia di trama che di gameplay) sarà capace di emozionare ogni giocatore che vorrà ricevere il messaggio del piccolo ed adorabile Iota.
Pro e Contro
Stile eccezionale
Iota è adorabile

x Forse troppo facile
x Bassa rigiocabilità per coloro a cui non interessano i trofei