Recensione
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Dopo aver esordito col botto con Zer0 Sum, di Tales from the Borderlands si erano perse le tracce fino ad un paio di settimane fa, quando finalmente il secondo episodio del “figlio illegittimo” di Telltale e della serie Gearbox è stato prima valutato sulla board australiana e poi annunciato ufficialmente. I padri di The Walking Dead e The Wolf Among Us ci avevano lasciato quasi quattro mesi fa con un cliffhanger che ci aveva lasciato grandi aspettative per questa seconda puntata: Atlas Mugged le avrà mantenute?

Versione testata: PS4

 

Nota: Come per la recensione del primo episodio cercheremo di limitare al minimo le anticipazioni a livello di trama, concentrandoci soprattutto su quello che è il nostro giudizio. Inevitabilmente però questa volta qualche cenno agli eventi di Zer0 Sum è necessario, quindi leggete quanto segue con consapevolezza.
Wallet Head
Atlas Mugged è un episodio diverso da Zer0 Sum, ma è difficile dire se è peggiore

Si ricomincia, come detto, dal cliffhanger che a fine novembre scorso aveva chiuso il primo episodio, riportando sullo schermo del televisore di casa Jack il Bello, antagonista di Borderlands 2 e in generale uno dei personaggi più riusciti del franchise Gearbox. Proprio grazie alla sua presenza Atlas Mugged riesce a confezionare 90-120 minuti (a seconda dello stile di gioco) di dialoghi assolutamente riusciti e divertenti, venendo incontro da questo punto di vista a quelle che erano le nostre aspettative. Forse anche a causa della presenza di Jack il Bello però il ritmo generale non è più quello a tratti frenetico di Zer0 Sum, e anche la narrazione presenta sicuramente meno sorprese e colpi di scena rispetto alla Season Premiere di questa nuova serie Telltale. Insomma, al netto dell’approccio “su due livelli” già visto nello scorso episodio (con ancora Rhys e Fiona ad alternarsi nella narrazione e a livello ludico, anche se questa volta i due piani viaggiano più spesso a braccetto) Atlas Mugged è una puntata con caratteristiche giocoforza diverse da quelle di Zer0 Sum. Difficile stabilire però quale sia l’approccio migliore e quale il peggiore, visto che come vedremo a breve anche sul fronte delle meccaniche primo e secondo episodio sono gemelli diversi.

Mecha-Meccaniche
Finalmente le scelte mostrano un qualche peso a livello ludico

La compagine più interattiva del prodotto infatti questa volta non si fa trovare impreparata: se Zer0 Sum dava solo un assaggio delle potenzialità del dualismo tra l’Echo Eye di Rhys e il denaro raccoglibile da Fiona, Atlas Mugged permette al giocatore di gustare il tutto in modo più esteso, soprattutto quando si impersona l’ex-Hyperion. In generale anche le sezioni “giocate” a base di quick time event sono più presenti, abbandonando meno il giocatore a sé stesso e alla narrazione dell’opera, laddove invece quattro mesi fa gli spezzoni di gioco in cui si poteva appoggiare il pad sul tavolo si facevano sentire decisamente di più. Ma la differenza che abbiamo apprezzato maggiormente riguarda le scelte del gioco, che (finalmente) mostrano di avere qualche conseguenza, specie se si guarda dalle parti del Loader Bot, che per ironia della sorte nel capitolo scorso aveva rappresentato la perfetta sintesi dell’assenza di peso dato da Telltale ad alcune scelte. Anche da questo punto di vista quindi Atlas Mugged mostra non poche differenze con Zer0 Sum, rappresentandone per qualche verso anche una sorta di “opposto”.

Niente di nuovo dal fronte occidentale
Dal punto di vista tecnico confermata la buona impressione avuta con Zer0 Sum

Dal punto di vista tecnico prevedibilmente non ci sono da segnalare situazioni anomale rispetto al quadro descritto l’altra volta, grazie ad un comparto tecnico solido (come già detto, lo stile grafico con cui è realizzata la serie ha dimostrato più volte di essere ampiamente scalabile, in un senso o nell’altro) e all’assenza di bug, rallentamenti o altri problemi di questo tipo. Anche questa volta (ovviamente) niente localizzazione in italiano, con audio e sottotitoli presenti solo in lingua inglese, e quindi più che promuovere di nuovo il cast di doppiatori che presta le voci ai vari personaggi non possiamo davvero fare.

In conclusione...
8
“Hail to the King, baby!”
Atlas Mugged come detto quindi è un capitolo diverso e per certi versi quasi opposto rispetto a Zer0 Sum, ma non necessariamente questo lo rende inferiore alla Season Premiere: anche se il ritmo è giocoforza più basso e macano i colpi di scena (e qualche momento nonsense) del primo capitolo, l'aggiunta al cast di Jack il Bello e in generale i dialoghi veramente riusciti fanno la loro parte, aiutati nel portare a casa il risultato anche dal maggiore spazio dato agli spezzoni più "ludici" e dalle scelte, che finalmente fanno sentire il loro peso all'interno dell'economia di gioco.
Dialoghi riuscitissimi
Più spazio alle abilità di Fiona e Rhys
Le scelte mostrano qualche conseguenza
x Ritmo più basso e meno colpi di scena

due parole sull'autore
Laureato con disonore in Informatica, tra una cosa e l'altra ha a che fare con la tecnologia praticamente da quando ne ha memoria. È il magnaccia a capo degli aspetti creativi del progetto, dal layout fino alle questioni autorali: la sezione Speciali è la sua Mother Base, e Gameromancer - il podcast videoludicamente scorretto il mezzo con cui terrorizza anche l'etere.
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