Gameromancer DLC #1: un cancro di nome Steam

Recensione Swords & Soldiers

Dopo l’avvento dell’iPhone (e, a seguire, del fenomeno degli smartphone in generale) riuscire a procurarsi titoli spendendo spesso e volentieri poco più del costo di un caffè non è più un’utopia. Il resto del mercato si è dovuto giocoforza adeguarsi, affiancando nei vari cataloghi questi prodotti a basso costo ai più tradizionali videogiochi di cui solitamente parliamo. Ed è proprio in quest’ottica che Romino Games aveva in origine pensato Swords & Soldiers, concepito prima di arrivare su praticamente tutte le altre piattaforme come titolo WiiWare. A quattro anni dall’esordio il primogenito dei padri di Awesomenauts torna in un certo senso a casa grazie ad una versione per Wii U a cura di Two Tribes che abbiamo provato per voi: in attesa del sequel diretto attualmente in sviluppo come se la sarà cavata questa nuova incarnazione del “figliol prodigo”?

Versione testata: Wii U

Quando i vichinghi si difendono

La modalità principale del titolo (cui poi si affiancano la battaglia rapida, la modalità sfida e il multigiocatore) si articola in tre diverse campagne da dieci missioni l’una. Ognuna di queste permette di prendere il comando di una fazione diversa tra Vichinghi, Aztechi e Cinesi, che condividono alcune delle meccaniche di base ma si differenziano per le loro caratteristiche: i vichinghi ad esempio incarnano alla perfezione il loro stereotipo di popolo bellicoso e combattono prevalentemente con le armi (pur potendo ricorrere a qualche incantesimo e sul martello del dio Thor), mentre gli aztechi hanno mediamente meno “forza d’urto” frontale ma possono ricorrere al veleno e mandare in battaglia alcuni non-morti (oltre a sacrificare le proprie unità per recuperare mana), e i cinesi chiudono il terzetto con le loro scimmie ninja, gli spadaccini (in grado di infliggere più danni delle altre truppe melee standard) e le unità lanciarazzi. Dal punto di vista delle meccaniche Swords & Soldiers si presenta come uno strategico in tempo reale a due dimensioni, riprendendo qualche idea dal sottogenere dei tower defence per proporre delle meccaniche semplici, ma in grado di esercitare una buona dose di fascino anche su chi non ama particolarmente il genere e di tenere sulla corda il giocatore nelle missioni più avanzate (le prime di ogni campagna fungono da tutorial e “spiegano” la fazione che si sta utilizzando). La versione Wii U poi unisce il “meglio dei due mondi”, proponendo sia la possibilità di utilizzare il touchscreen del GamePad  per impartire gli ordini alle proprie armate che l’interfaccia d’origine del titolo a base di Wiimote, con le uniche “difficoltà” (a voler proprio essere pignoli) dovute ad una certa difficoltà a selezionare un’unità specifica quando queste sono troppo vicine, che non rovinano di certo la festa al giocatore ma “macchiano” un sistema di controlli altrimenti riuscitissimo e sempre puntuale.

Non ne Azteco una

Come accennato all’inizio del paragrafo qui sopra, le tre campagne sono servite assieme ad altre tre modalità a contorno. La battaglia rapida permette di scontrarsi, alla guida di una fazione a scelta, contro un’altra fazione controllata dalla CPU in battaglie scollegate dalla trama, mentre la modalità sfida (articolata in tre sotto-missioni che si sbloccano completando le campagne) propone qualche variazione sul tema grazie ad obbiettivi che richiedono l’esecuzione di particolari compiti. L’ultima proposta dell’offerta ludica è la modalità multigiocatore, che in questa incarnazione per Wii U sfrutta le caratteristiche di GamePad per permettere a due giocatori di giocare in locale uno contro l’altro utilizzando uno schermo a testa (e i controlli tramite WIimote per chi gioca sul televisore “vero”). Ed è a questo punto che si manifesta l’unico vero difetto del titolo, a causa di una modalità multiplayer solo locale sull’ultima ammiraglia Nintendo, che fa perdere a questa versione un (bel) po’ di appeal nonostante i valori aggiunti costituiti dal doppio sistema di controllo e dal GamePad.

Dalla Cina col furgone

Dal punto di vista tecnico, non c’è praticamente nulla di anomalo da segnalare: grazie ad uno stile coloratissimo che trova poi un compagno valido e all’altezza nel character design irriverente e caricaturale delle varie truppe il titolo si presenta all’occhio in modo gradevole sia sul televisore che sullo schermo del GamePad. L’impostazione da sidescroller bidimensionale fa poi il resto, permettendo di vivere a chi prova Swords & Soldiers  un’esperienza fluida, ironica e divertente. Il tutto ad un prezzo a cui è veramente difficile dire di no (si parla di 2.99€).

Verdetto
8 / 10
Viulenza!
Commento
Arrivando al giudizio finale, Swords & Soldiers riesce grazie alle sue meccaniche “entry level” ed una curva di difficoltà che chiude in crescendo ad accalappiarsi anche un pubblico che dagli RTS di solito tiene le distanze. Il character design (ed in generale il comparto tecnico) danno poi un forte carattere a tutta la produzione, difficile da non consigliare anche alle luce del prezzo con cui è proposta. L’unica controindicazione, quantomeno su Wii U, è l’assenza del multigiocatore online, che nonostante il valore aggiunto costituito dal GamePad e dal doppio sistema di controlli (touch + Wiimote) impedisce di incoronare come versione di riferimento quella pensata per la domestica di Nintendo. A prescindere dalla piattaforma comunque Swords & Soldiers rimane una di quelle esperienze cui va, quantomeno, accordata una possibilità
Pro e Contro
Divertente ed adatto anche ai neofiti del genere
Character design irriverent
Prezzo veramente irrisorio
Il doppio sistema di controlli funziona e sfrutta alla grande GamePad...

x ... Anche se talvolta fatica un po’
x Su Wii U il multiplayer è solo locale