DLC #2: Pokémon Sputo&Spada

Finchè c’è vita c’è indie.

Come dichiarato sul suo sito, il piccolo studio indie Bare Knuckle Development si è auto-imposto una sfida: sviluppare un titolo in sole 4 settimane. Il risultato? Super Mega Space Blaster Special. Semplice e intuitivo, ma anche divertente. Qualcosa in grado di distinguersi nell’oceano di titoli infimi e deliberatamente raffazzonati presenti all’interno di Steam. Una problematica aggravata già a partire dalla fu chiusura di Greenlight. Ma vediamo cos’ha in serbo questo umile shoot’em up.

Ah shit, here we go again.

Col passare del tempo tira più un pelo di retrogaming che un carro di novità, le quali sono di sovente più attese (invano) di un Godot. Tra un pompatissimo triple-A e l’altro fa sempre piacere provare a fare un salto indietro, in memoria dei tempi che furono. Trascorsi tra cabinati e smaniose ricerche di spiccioli. A condizione di essere abbastanza vecchi, anche solo per ricordarselo.

Sì, io c’ero. E sono sopravvissuto fino a oggi, tra tanti arcade shooter et similia. Ma Super Mega Space Blaster Special è riuscito ugualmente da subito a far presa sul sottoscritto. Con una feature precisa, capace di far leva sulla nostalgia. Da buon retrogame.

Ora mi spiego.

Dal menu principale, ho selezionato una delle modalità presenti (una delle quali in co-op locale. Il che non guasta mai), e ho scelto l’astronave iniziale. Dopo aver constatato che le navicelle più cazzute si sbloccano con dei crediti guadagnabili principalmente a suon di sfide, mi sono accorto di un’ulteriore selezione disponibile. Quella di una sorta di copilota, che in questo caso accompagnerà vocalmente le nostre azioni sul campo di gioco. Tra i 10 disponibili, ho optato per una voce femminile, tale Sakura. Da bravo giappominkia appassionato di cultura nipponica. Dopo qualche minuto di gioco ho raccolto un power up (missili a ricerca), ed è stato subito <<hōmingu misairu>>. Ottimo. Mi è sembrato di tornare ai tempi di Ace Combat X: Skies Of Deception su PSP, dove i copiloti inglesi/americani venivano bellamente ignorati, dal sottoscritto, a favore di quelli del Sol Levante. Una feature di per sé “banale”, ma ugualmente assai gradita. Anche a distanza di appena (?) 13 anni.

super mega space blaster special selection
La migliore delle navicelle disponibili. Ma tocca sudarsela, a suon di tentativi.

Schiva, piegati, evita, tuffati e… Schiva Spara.

Verso l'infinito, e oltre!

Alla ricerca di un punteggio a più zeri, per vantarsi sulle leaderboards. Che sia proteggere la (nave) Madre o sopravvivenza, si tratta di vivere o morire a bordo di una delle 10 navicelle disponibili. Si va da un simil-razzo con torretta a una sorta di biplano spaziale, agile e veloce. Forse troppo, come molte delle navicelle. A meno di trovare uno dei due power up in grado di prolungarci la vita (dandoci modo di resistere almeno a un colpo supplementare, come lo scudo), finiremo con l’esplodere alla prima collisione. Navicelle avversarie, asteroidi e… Bordomappa. Proprio così.

Vedere asteroidi frammentarsi e navicelle nemiche esplodere fa sempre piacere, tra un pew pew e l’altro. Un po’ meno ritrovarsi a dover ricominciare da capo; non tanto per via di colpi avversari, quanto per l’essersi ritrovati ad andare troppo veloce. Nonostante una pressione costante del “freno”; che comunque dura poco, così come le gioie nella vita il turbo.

Ritrovarsi a desiderare l'effetto Pac-Man. Alla faccia degli anti-terrapiattisti.

Guarda mamma, senza mani freni!

Ricordate Batman Begins? Quando Lucius Fox fece provare la tumbler al nostro eroe mascherato? A volte l’impressione che si ha è la medesima, con la differenza che almeno nei sotterranei della Wayne Tower c’era margine di manovra.

Tra la varie sfide ce n’è persino una in cui bisogna tenere premuto il tasto del freno per un intero minuto. La navicella tuttavia non esiterà a ri-scattare ogni tot secondi, a “carica” di freno (speculare a quella del turbo) esaurita. Con il risultato di schiantarci una volta sì e l’altra pure, a meno di girare in tondo ripetutamente.

Nonostante un paio di elementi, che finiscono col rendere la difficoltà più accentuata del dovuto, Super Mega Space Blaster Special si dimostra comunque capace di regalare un po’ di sana spensieratezza. Esplosioni, missili, laser e via discorrendo capaci di riportarci indietro nel tempo. Almeno un po’.

Verdetto
7.5 / 10
A tutto c'è un limite. Purtroppo anche allo spazio.
Commento
Sviluppato in appena 4 settimane, Super Mega Space Blaster Special si aggiunge alla sterminata carrellata di indie sui generis. Un buon mix di feature consolidate all'interno di un titolo divertente ed economico, capace altresì di offrire un buon livello di sfida; anche se in un modo lievemente discutibile. La scelta di limitare forzatamente il campo ai contorni dello schermo appare opinabile, specie in rapporto alla velocità conferite alle astronavi disponibili. Alcune delle quali veramente difficili da controllare nei movimenti, nonostante la possibilità di frenare e accelerare (tanto per gradire). Per un titolo del genere, ad ogni modo, si rinuncia volentieri a un caffè. Anche a due.
Pro e Contro
Rapporto qualità-prezzo top
Divertente e appagante
Ottima scelta di navi...

x ... Meno di modalità
x Eccessiva velocità
x Bordomappa "solido"