Recensione Sublevel Zero

Mastertronic sembra essersi ormai specializzata nella pubblicazione di titoli a generazione procedurale: dopo un convincente Tango Fiesta (e un non-troppo-convincente Spectra), la casa di produzione ci riprova con un titolo che strizza l’occhio a qualche gloria passata e ne immerge la formula in meccaniche tipiche dei videogiochi attuali. Per farla breve: Sublevel Zero (ora disponibile su Steam per €13,99) è un titolo “roguelike” sci-fi in cui il giocatore si ritroverà a percorrere sei livelli dalla difficoltà crescente, generati in maniera quasi del tutto casuale. L’intera esperienza sarà vissuta completamente in prima persona, immersi nell’abitacolo di una navetta di ricognizione armata di tutto punto.

Qualcuno ha detto “Descent?

 

Versione testata: PC

Una “Discesa” in chiave moderna
Sublevel Zero si presenta come un successore spirituale di “Descent

Sublevel Zero si presenta fin da subito come una sorta di “successore spirituale” del classico Descent degli anni ’90, solo con alcuni (parecchi) LED in più. In seguito a una serie di crisi e anomalie che attraversano l’intero cosmo, il pilota di una navetta di ricognizione è chiamato a esplorare una misteriosa stazione spaziale, alla ricerca di un’antica tecnologia in grado di salvare l’Universo intero; è con queste premesse che il giocatore viene letteralmente “lanciato” all’interno dei corridoi della stazione misteriosa, popolata di luci e colori come nel migliore degli scenari fantascientifici anni ’90.

Sublevel ZeroE l’effetto è a dir poco strabiliante: grazie alle magie della luce volumetrica, i livelli di Sublevel Zero sono un costante gioco di luci, colori ed effetti visivi “cubettosi”, capaci di rendere piacevole persino l’attraversata di un semplice corridoio. Con un’interfaccia utente estremamente minimale (ed efficace al tempo stesso), il titolo tenta chiaramente di rimuovere dallo schermo tutti quegli elementi che potrebbero ostacolare la vista, fornendo il più ampio campo visivo possibile al giocatore che guida la navetta dall’abitacolo. I livelli, come già accennato, sono generati di volta in volta in modo casuale, alternando efficacemente le stanze della nave a  caverne di lava e grotte di cristallo. Tutti gli scenari sono caratterizzati dai propri tocchi di stile personali (come i cristalli che brillano di una tenue luce propria, o la lava che illumina a giorno le caverne), e persino i nemici possiedono un design ispirato e affatto esente dallo splendore delle luci al LED.

Sebbene il tutto sia estremamente bello da vedere, tuttavia, alcuni degli effetti di luce possono risultare particolarmente pesanti per un qualunque computer di fascia media: a risoluzione massima, infatti, non è raro che possiate fare esperienza di un paio di salti di framerate nelle situazioni più “affollate” (più a livello di illuminazione che di veri e propri elementi su schermo), – anche se un tale problema era piuttosto limitato nelle versioni precedenti del gioco. Non è da escludere, dunque, che gli sviluppatori stiano già lavorando a una patch che ottimizzi l’impatto degli effetti grafici stessi; nell’attesa, comunque, disattivare la luce volumetrica è già un’opzione molto utile per tutte quelle schede grafiche che non riescono a raggiungere i 60fps.

 

“Armi. Tante armi.”

 

The Matrix Guns Lots Of Guns

No, stavolta Neo non c’entra nulla.

Sei assi di rotazione, mappe casuali, armi e tantissimi nemici che non vedono l’ora di rifarvi la corazza: con queste premesse, un titolo come Sublevel Zero non può che essere una sfida anche per il più abile dei giocatori lì fuori. Lo scopo di ciascuno dei sei livelli è molto semplice: farsi strada tra i corridoi della stazione spaziale, trovare il reattore principale, distruggerlo e raccoglierne il nucleo, necessario per procedere nel livello successivo. Dopo aver attraversato le primissime stanze della stazione, tuttavia, ci si rende conto che il compito non è così facile come può sembrare.

Ben presto, Sublevel Zero fa capire che un approccio offensivo può solo rendere le cose più difficili

Superato un primo tutorial che introduce il giocatore alle meccaniche principali del gioco (come le armi, l’equipaggiamento o la rotazione della navetta), ci si ritrova immediatamente alle prese con un gran numero di nemici a difesa delle varie stanze della nave. E, ben presto, Sublevel Zero fa capire (con una certa prepotenza, a dire il vero) che utilizzare un approccio offensivo può soltanto rendere le cose più difficili: entrare ad armi spianate all’interno di una stanza corrisponde a un dispendioso consumo di preziose munizioni, e persino la navetta stessa è fin troppo fragile per potersi permettere attacchi diretti del genere. La natura roguelike del titolo, poi, non aiuta di certo: con pochissimi (e particolarmente rari) kit medici a disposizione, infatti, sopravvivere nei corridoi della stazione di Sublevel Zero è persino più difficile che affrontare gli ultimi quattro livelli di Tango Fiesta, e l’impresa richiede una buona dose di concentrazione e pianificazione per non rischiare di dover ricominciare l’intera campagna dall’inizio.

 

2015-10-05_00005Tuttavia, per fortuna, questo non si traduce necessariamente come un male: il semplicissimo sistema di crafting (da pagare con le unità di “Nanite” rilasciate dai nemici) permette al giocatore di costruire armi sempre più potenti man mano che si avanza nel gioco, e il livello di sfida sempre crescente è un ottimo incentivo a continuare l’esplorazione al termine di ogni singolo livello. Ciò è garantito anche dal gran numero di armi presenti nel gioco: i corridoi della nave sono zeppi di strumenti di distruzione (da strappare ai nemici o da trovare all’interno di forzieri) appartenenti a circa una mezza dozzina di categorie diverse. L’ampia scelta di shotgun, lanciafiamme, armi laser e affini permette di adottare approcci sempre diversi per le varie situazioni, portando il giocatore a pianificare una nuova strategia ogni volta che una stanza si rivelerà troppo affollata per un semplice cannone semiautomatico.

 

“BASTA, MI ARRENDO!”

 

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Sublevel Zero, in uno scenario del genere, ha ben pochi difetti degni di nota: i nemici sono estremamente vari tra loro, le ambientazioni sono formulate in modo sempre nuovo (sebbene, alle volte, un po’ dispersivo) e l’altissimo livello di sfida vi porterà a tenere il fiato sospeso per tutta la durata delle vostre escursioni all’interno della stazione spaziale. Come tutti i titoli a generazione procedurale, Sublevel Zero non è esente da possenti ragequit (e c’è anche un achievement da sbloccare, in tal senso), ma l’atmosfera splendidamente fantascientifica e il rimando allo stile di “Descent” (un format cui rendono giustizia ben pochi titoli, a dire il vero) rendono il nuovo titolo Mastertronic una piccola gemma del genere roguelike, perfettamente godibile da tutti gli amanti dei videogiochi “vecchio stile”.

 

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Verdetto
8.5 / 10
Masochismo al LED
Commento
Sublevel Zero è un titolo semplice nella sua essenza, in grado di stupire con qualche effetto luminoso e una grafica non troppo pretenziosa. Sebbene le mappe possano risultare un po' troppo dispersive, di tanto in tanto, l'altissimo tasso di sfida rende il titolo un degno "nipote" del classico "Descent" degli anni '90, grazie a una splendida atmosfera fantascientifica e a un gran numero di armi da poter utilizzare. Un piccolo consiglio: pericolo ragequit!
Pro e Contro
Splendidi effetti di luce volumetrica
LED, LED ovunque!
Inconfondibile stile "Descent"
Tantissime armi a disposizione
Alto tasso di sfida...

x ... A volte troppo alto
x Mappe un po' dispersive
x Alto rischio di "ragequit"

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