Ep. 39: Ai confini etici della Realtà Virtuale

Still There è l’equazione di Dirac sotto forma di poesia videoludica.

Una recensione per PC di Still There. Questo mi è stato chiesto di fare. Spazio profondo, punta e clicca e carismatici personaggi. Avrei mai potuto rifiutare? No, non posso. Non di fronte ad un gioco come Still There, così pregno di arte, passione, e Sci-Fi. Così corto e potente. Un missile che ti intercetta, trova e segnala la posizione della tua anima. Non puoi più staccarlo. Non puoi più vivere da solo. Siete legati indissolubilmente e ciò che ti lascia è il vuoto che la fine del gioco si trascina dietro. Uno strascico vasto quando l’universo, con uno squarcio romboidale che ti collega ad una realtà parallela dove tutto ciò che vedi attraverso lo schermo è ciò che Karl, il protagonista, vede all’interno del suo solitario faro spaziale.

Ancora qui?

Karl e Gorky. Due entità diametralmente opposte. Uno umano, depresso, con un passato da cui scappare, o forse un passato che ha accettato rifiutando se stesso. L’altro un’ I.A. (Interazioni Antipatiche) cinico, irriverente, dolce a modo suo nei confronti di Karl, e sempre con la battuta sarcastica pronta. Uno strano duo alla deriva nello spazio che dialoga in una routine continua. Sono ancora là? Da quanto tempo? Che sono tutti quei task? Perché Karl deve farle? Perché noi dobbiamo aiutare lui a farle. È quasi più “normale” della vita di tutti i giorni sulla terra.

Non hai distrazioni. Non hai novità. Nello spazio, tutto sembra sempre tutto uguale, e quindi non vedi l’ ora di iniettarti quel liquido rosso che ti aiuta a riposare e ricominciare la giornata successiva. Ancora qui. Di nuovo qui. Lontano dagli affetti. Che chissà se sono ancora lì, ad aspettare un uomo che non è più lui. Still There e le relazioni. Incompatibili.

Non devo piangere.

Non so quanto starò male dopo aver finito di scrivere questa recensione per PC di Still There. Probabilmente tanto. Non devo piangere. Still There dura 6 ore. L’ho fatto tutto di filato e voglio tornarci ancora. Non posso accettare che finisca così. Non vi dirò come, perché l’avventura di Karl va vissuta. Devo piangere. Da solo. Dopo.

Ho Gorky con me… Per fortuna?

I dialoghi. I dialoghi sono tutto ciò che mi rimane nello spazio. Che dico, che rimane a Karl nello spazio. E ogni dialogo è perfetto, che sia uomo, radio, macchina, stella. Gorky. Gorky è il maggior interlocutore. Uno schiavista, un amico. Dei dialoghi meravigliosi. Non ti lascia mai. Studiati. È più umano lui di quelli che ti hanno spedito nello spazio.

Perché te? Tu che al massimo sai muovere il mouse e con tutte quelle strade perfette non sai quale scegliere. Tu che gli enigmi li sai risolvere perché sei abituato ai punta e clicca. Ma qui è diverso. È tutta logica. Nel luogo dove per reggere tutta la baracca serve un sospensore dell’incredulità, Still There ti butta un punta e clicca tecnico, realistico, che ti costringe a chiedere aiuto all’unica altra entità senziente su quel rottame dove vivi: Gorky.

Still There è come una moka: dopo un pò ti fa ribollire l'anima e ti risveglia i sensi.

Una persona all’altro capo della radio.

Quando mi ha chiamato, mi sono sentito di nuovo vivo. Cioè, Karl si è sentito di nuovo vivo. Una storia che ha iniziato ad aprirsi da quel momento, da quella comunicazione radio. Elle, una sconosciuta, una richiesta di aiuto, una persona con cui dialogare.

Da quel momento la routine si è rotta e tutto a cominciato a farsi strano. In Still There la trama si frantuma davanti ai tuoi occhi con colpi di scena inaspettati, ma soprattutto da ricercare in pezzi anche nei luoghi più insospettabili. E il voler salvare a tutti i costi quella ragazza, non ti farà far altro che scavare ancora più a fondo. Perché vorrai salvare te stesso. Non solo lei.

Finalmente qualcuno con cui parlare prima di andare a dormire. Non importa che non arrivino le provviste. Non ne ho bisogno. Ho uno scopo finalmente.

Chi c’è dietro quel portello?

Elle! Ti salverò! Aiuterò Karl a farlo! Lo farò per lei, perché non esiste tempo che possa separarci. Il tempo è come una grande pozzanghera: se ci lanci un sasso all’interno le increspature concentriche altereranno il suo status quo, rompendo la tensione superficiale, e si espanderanno creando nuove realtà. Tu, sei stata quel sasso. Tu hai dato un senso a questa routine. Hai dato un senso anche a Gorky. Hai sfaldato la mia monotonia. E Still There, un gioco indie tutto italiano, mi ha ricordato che le belle storie esistono ancora e i videogiochi possono raccontarle. Devo solo aprire quel portellone. Verso l’estero. Dietro troverò me stesso e lo spazio sconfinato.

Il romanzo che trova la sua fine.
Still There recensione pc
Sì… Li ho visti anche io questi incubi… Karl…

Karl è uno scrittore. Si vede. Lo è anche se non vuole ammetterlo. E, proprio come me, si deprime, si autocritica. Cancella e riscrive pensando che tutto quello che i sogni gli dicono siano pura follia, roba inutile. Sono maschere Karl. Li ho visti anche io quegli incubi. Sono maschere che tu stesso indossi ogni notte e che ti permettono di osservare te stesso dall’esterno.

Still Here mi ha insegnato a non mollare mai, neanche quando la fisica quantistica, il tempo, la tecnologia si mettono in mezzo. Perché ognuno di noi ha un romanzo nel cassetto, o nei log, da finire.

Still Here è l'equazione di Dirac sotto forma poesia videoludica

Ora che il mio sistema e quello di Karl si sono incontrati per un lasso di tempo consistente, non posso più definirmi separato da lui. In qualche sottil modo siamo diventati una cosa sola. Ciò che accade a lui, accade anche a me. E, proprio come per Karl, è giusto che io ora concluda questa recensione per PC di Still There…

…prima di cancellare e ricominciare di nuovo domani.

Verdetto
8 / 10
Still There... Ancora... Ancora...
Commento
Still There è un punta e clicca logico, meccanico e potente. Non potrete giocare a questo gioco senza ridere e piangere contemporaneamente. La storia che questo team nostrano ha raccontato è a dir poco fenomenale e non ti farà scollare dallo schermo fino a che non avrai finito tutto quanto. Consigliato quindi? Assolutamente sì.
Pro e Contro
Storia eccezionale
Ottimo a livello artistico
Buon compromesso tra difficoltà e durata

x Le musiche sono belle ma non così impattanti
x Alcuni bug visivi in determinati punti della trama