Recensione SteamWorld Heist: Ultimate Edition

Dopo tre recensioni sulle nostre pagine, tra 2015 e 2016, come faccio a rendere interessante la quarta analisi di questo capolavoro del panorama indie e non? Scopriamolo!

Ah, Göteborg, città dell’unica squadra di calcio svedese ad aver primeggiato in Europa, alzando per ben due volte la prestigiosa e defunta Coppa UEFA, e di un piccolo studio di sviluppo tra i più geniali in circolazione, Image & Form. La software house di Brjánn Sigurgeirsson – uno scioglilingua anagrafico – è legata a doppio filo a Nintendo; dall’essere il primo studio europeo ad aver ricevuto il dev kit di Switch, a ritroso fin dalla loro prima pubblicazione, il quasi sconosciuto SteamWorld Tower Defense per DSi Ware, da cui è nata tutta la mitologia degli steambot e il loro immaginario steampunk dalle tinte western, che negli anni è diventato un irresistibile rifugio per un videogiocatore assuefatto alla tridimensionalità eppur mai sazio di meraviglie 2D. Se il filone Dig è un curioso e delizioso mix di metroidvania e Dig Dug, Heist prende tutto quello che Cliff Bleszinski ha donato agli sparatutto in terza persona, lo schiaccia in due dimensioni e gli regala una vita più riflessiva, sorniona, strategica. Heist è sempre stato il mio prediletto, nonostante abbia adorato e scavato a fondo le epopee di Rusty e Dorothy, Piper Faraday e la sua ciurma si sono guadagnati per sempre un posto nella mia hall of fame, protagonisti di una space opera con gli attributi d’acciaio. Stiamo parlando di un vero e proprio classico moderno, oggi più in forma che mai con una scintillante Ultimate Edition comprensiva di ogni DLC uscito finora (quindi anche la campagna “The Outsider”), in esclusiva per Nintendo Switch. Ed è ancora come se fosse la prima volta.

Arrembaggio ignorante
Dopo la disgraziata esplosione della Terra, gli steambot stanno cercando di ricostruire la loro cultura e società lassù, nello spazio profondo illuminato dal nucleo morente di un pianeta che sembra ormai un puzzle sparpagliato qua e là. Tutto sommato però gli antiquati robot non hanno colto l’occasione per progredire; c’è una monarchia decisamente autoritaria, una banda di fuori legge senza Dio che infastidisce ogni anima e nel mezzo, borderline come solo i migliori eroi possono essere, Piper e i suoi sgherri, svitati, svaporati e arrugginiti, organizzati come i migliori pirati della tradizione caraibica, pronti ad aiutare il prossimo come a fare soldi per rifornire il proprio arsenale e il proprio ego. Un talento naturale per non farsi i fatti propri che li porterà nel mezzo di uno spaventoso mistero alieno, tra un lessico da far west e una sceneggiatura appassionante che “Star Wars chi?”, il tutto pensato attorno a un gameplay da assumere in dosi massicce per un’overdose strategica esaltante, provvidenzialmente a turni. SteamWorld Heist è l’apoteosi della copertura, dell’azzardo, dell’irruzione. Il lampo neuronale che ci comunica atavicamente quando è il momento di premere il grilletto, mirando dalla distanza mentre il braccio dei nostri alter ego cigola e la mira oscilla tra lo scafo dell’astronave appena abbordata e la testa di un maledettissimo Scrapper. Un’opera che riesce a dare un gusto unico alle sparatorie, quello che lascia un sapore ferroso in bocca, dettagli e segreti che spesso neanche i più grandi sviluppatori riescono ad aggiungere e raggiungere; il colpo finale al rallentatore che lascerà il malcapitato a terra in mille pezzi, un proiettile vagante che farà volare via il cappello dalla nostra testa in puro stile spaghetti western (ce n’è da riempire un’intera boutique), le animazioni, santo cielo le animazioni. Il gioco da sempre confidenza al giocatore portandolo a sperimentare tattiche sempre diverse, facendo turnover con i personaggi, apogeo dell’easy to learn hard to master da giocare rigorosamente a difficoltà Veterano per comprendere tutta la filosofia dietro al progetto e le sue meccaniche. Il momento dell’irruzione rigorosamente “al buio” in una stanza piena di nemici è adrenalina e Heist ti porta a non averne mai abbastanza di questi momenti, regalandocene a quintali in un continuo crescendo di sfida e ritmo della durata di oltre 20 ore.

SteamWorld Heist è l’arte dell’irruzione creativa, pianificazione dell’ingresso in scena e poi proiettili che sibilano e rimbalzano in ogni dove. Dosi di adrenalina strategica da cui è impossibile disintossicarsi.

Mai nessun videogioco era riuscito a rendere così bene l’idea della preparazione all’ignoto, ai proiettili che sibilano a destra e a sinistra, troppo imbottigliati in passaggi scriptatissimi che sottraggono ogni piacere all’abilità manuale. Bisogna tenere presente la capacità di movimento, il posizionamento dei ripari e le abilità di ogni personaggio, poi si può dare il “la” all’ignoranza più creativa.

 

Ivanski apre un portello, va verso il riparo più vicino e punta il suo lanciagranate verso un barile esplosivo in mezzo a due rugginosi Scrapper che nel giro di qualche secondo sono fumante storia. “Sea Brass” parte alla carica sparando una nuvola di pallettoni verso il malvivente più vicino a tiro, mentre Piper resta coperta, impugnando il suo revolver con mirino laser per giocare a carambola contro le pareti e far saltare la testa dell’ultimo che osa rimanere in piedi. E poi via verso il bersaglio grosso, un prezioso bottino, armi rare, vitali scorte d’acqua, tra allarmi che scattano, torrette che si palesano dai soffitti, nemici che giungono a ondate, fuoco di copertura e fughe a rotta di collo verso l’uscita più vicina, braccati, urlando “non mi avrete mai, infami!“.

 

Non si può rimanere compassati, non si può rimanere seri mentre siamo infilati in questo ben di Dio semi-procedurale, con una base di design eccellente per ogni livello, attorno alla quale il gioco decide come disporre le stanze, i nemici, i tesori, come fosse un essere senziente ed emotivo, pronto a lanciarci il guanto di sfida. Sfida che fa equilibrismo tra divertimento e difficoltà, con boss fight tesissime e “tot” stelle per livello che chiedono disperatamente di essere raccolte tutte, tendenzialmente senza riportare perdite e arraffando lo scrigno più prezioso, adattandoci a nuovi nemici e situazioni sempre più spinose. Circolo virtuoso che odia il trial & error, tanto che ricominciare una missione senza averci rimesso prima l’osso del collo prevederà una penale in preziosi galloni d’acqua, la valuta del gioco, una tassa che si ripresenterà anche in caso di game over. Giusto, perché il gioco è studiato talmente alla perfezione che la morte è semplice consegenza delle nostre azioni più stupide e ardite. SteamWorld Heist estremizza la sua meccanica chiave e ne fa un’arte, che è poi il segreto dei più grandi capolavori ludici.

…In a galaxy far, far… West
E poi c’è l’estetica, sublime, cartoonesca, curatissima nei dettagli, come l’occhio che si socchiude in fase di mira. Taverne spaziali che pullulano di bot, gli Steam Powered Giraffe in concerto, il loro country che profuma di campagna, caldo e accogliente come un boccale di birra dopo aver affrontato l’esercito monarchico. Fondali disegnati a mano che vanno dal degrado delle navi Scrapper all’opulenza governativa, fino ad architetture aliene stranianti e angoscianti. Ogni personaggio tratteggiato per rimanere impresso nelle retine del giocatore, chi con una ruota al posto delle gambe, chi orrendamente modificato, altri estremamente “umani”, ognuno con i propri tic e sbuffi di vapore. Linee di dialogo che viaggiano sempre sul filo dell’umorismo condite dallo slang della provincia americana, similitudini azzardate e un gergo deliziosamente fuori moda. A fare la parte del leone, in questo senso, saranno le chiacchierate con i propri compagni, con aneddoti divertentissimi, riflessioni sulla loro vita e un’irresistibile sbruffonaggine. Un prodotto confezionato in modo sublime, artigianale, con valori produttivi altissimi, anche musicalmente. Il never-ending tour dei già citati Steam Powered Giraffe riempirà di note folk ogni locale in cui metteremo piede durante la nostra missione on the road, tracce splendide di cui vi do un assaggio qui sotto, assolutamente perfette nel loro mix di chitarre acustiche, violini, cori e sintetizzatori, in puro stile steampunk, dove il futuro incontra il passato. A fare da intermezzo tra una traccia e l’altra, ovvero nelle fasi di gameplay, musiche decisamente più tensive, elettroniche, quasi aliene, capaci di tenere il giocatore sempre sul “chi va la”, ricordandoci che giochiamo sempre fuori casa.

 

Verdetto
9.5 / 10
Come prima, più di prima, ti amerò
Commento
SteamWorld Heist è un capolavoro che resisterà alla prova del tempo almeno fino all'arrivo di un attesissimo secondo capitolo. Un gioco curatissimo, clamoroso, con meccaniche divertentissime e una sfida piccante capace di dare soddisfazioni e feedback di grandissimo piacere ludico. Image & Form è un team speciale capace di donare ai propri titoli un'anima "croccante", capace di rimanere impressa nella mente dei giocatori più esigenti e curiosi con prodotti dal carisma unico. Un cocktail di strategia a turni, sparatutto e un pizzico di platform che, insieme al delizioso Mario + Rabbids Kingdom Battle, è riuscito negli ultimi anni a rinnovare un genere ancorato da anni al fondale delle certezze. Scintillante.
Pro e Contro
Strategia 2D sublime
Estetica audio-visiva irresistibile
Un gameplay di cui non si può più fare a meno
Ultimate Edition di un capolavoro

x Sarà anche longevo, ma purtroppo finisce

#LiveTheRebellion