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Recensione Stealth Inc: A Clone in the Dark

I videogiochi indie ormai da tempo si sono affermati come una realtà all’interno del panorama videoludico, assumendo i connotati di un fenomeno che non si può più ignorare. Dopo lo sbarco e la successiva conquista delle piattaforme mobile e del PC, è iniziata un’opera di colonizzazione anche del mondo console, che ha visto decine di produzioni indipendenti affacciarsi su Playstation Network, Xbox Live Arcade e Nintendo eShop. Stealth Inc: A Clone in the Dark si aggiunge alla schiera dei titoli che hanno fatto questo “salto della barricata”: uscito nel 2011 con il titolo di Stealth Bastard, arrivato poi su Steam in versione Deluxe (sottotitolata per l’occasione Tactical Espionage Arsehole in un’evidente parodia della serie Metal Gear Solid) e infine pubblicato  per Playstation 3 e Playstation Vita alla fine di luglio in una versione più edulcorata nel titolo ma che comunque non si lascia scappare l’occasione di canzonare un altro illustre “collega” come Alone in the Dark.

Versione testata: Playstation 3

Bastarda la glassa, bastardo il ripieno

Si diceva del titolo addolcito in vista dell’arrivo su Playstation Network. Lo zucchero distribuito da Curve Studios però inizia e finisce qui: Stealth Inc è ancora lo stesso ibrido tra platform e puzzle game dannatamente impegnativo e che non coccola per nulla il giocatore. Preso il pad in mano ci ritroviamo ad impersonare uno dei tanti cloni prodotti dalle PTi Industries allo scopo di testare dei sistemi di sicurezza disseminati nelle varie stanze che compongono i livelli. Questi cloni incarnano in tutto e per tutto il concetto di “carne da macello” e vengono immediatamente rimpiazzati da altre copie in caso di dipartita, e anche dal punto di vista dell’equipaggiamento sono pensati al risparmio in quanto dotati di base solo di un paio di occhialini alla Sam Fisher (peraltro richiamato anche dalla tuta indossata dal clone, identica alla sua) utili per capire quanto il personaggio è esposto alla luce. Ma l’irriverenza che contraddistingue sia il titolo del gioco che l’aspetto del protagonista non si limita a questi due aspetti, arrivando a toccare anche il level design. Le stanze che il giocatore si trova ad attraversare sono infatti contraddistinte da delle scritte sui muri dal tono generalmente canzonatorio, che talvolta dispensano qualche suggerimento su come proseguire e (più spesso) deridono la performance del nostro clone, sia in caso riesca a completare una sezione di livello sia che invece fallisca e venga di conseguenza trucidato. Ad infierire ulteriormente sul giocatore arriva un tasso di sfida decisamente alto che costringe chi prende il controllo del clone a stare sempre sul chi vive e ad avere tanta pazienza nell’affrontare le sezioni più ostiche

Stealth è riduttivo

Lo scopo principale del clone, come detto, è quello di attraversare gli ottanta livelli (divisi in 8 settori da ciascuno di 10 livelli) per testarne i sistemi di sicurezza. Per sbloccare la porta di uscita è necessario raggiungere dei terminali, il cui numero varia in base alla stanza, e forzarne l’accesso. Ad introdurre una buona dose di variabilità dell’esperienza ci pensano le sezioni platform e quelle puzzle, che partendo da diversi elementi come nemici, piattaforme e pulsanti costruiscono di volta in volta scenari diversi che necessitano di essere affrontati con approcci diversi. Per esempio a volte la parola d’ordine sarà stealth e l’imperativo quello di arrivare alla porta di uscita evitando telecamere, torrette robot e sentinelle nascondendosi nell’ombra e muovendosi furtivamente, in altri scenari invece la chiave sarà il tempismo con cui compiere determinati salti o azioni (pena venir arrostiti da qualche laser o schiacciati sotto qualche cassa), e in altri livelli ancora per aprirsi la via di fuga sarà necessario risolvere puzzle ed enigmi a base di bottoni da premere, oggetti da spostare e portali in grado di trasportare il clone da una parte all’altra della stanza. L’altra “variabile impazzita” decisa a rendere la vita difficile al giocatore è rappresentata dai nemici, caratterizzati ognuno da un proprio set di movimenti. Questi non si limitano a fungere solo da sentinelle da evitare a tutti i costi pena il game over, ma anzi spesso vanno sfruttati per la risoluzione dei puzzle, facendoli camminare su bottoni attivati dalla pressione o usandoli come scudo contro i raggi laser. L’offerta della modalità principale è infine ulteriormente arricchita da alcuni aspetti atti ad invitare alla rigiocabilità, primo tra tutti l’introduzione dei gadget. Rigiocando le stanze già completate sarà possibile rimpinguare la dotazione del clone con alcuni dispositivi (che funzionano a batterie, per impedire di abusarne) selezionabili uno alla volta che permettono di completare una seconda volta i livelli in maggiore scioltezza, fornendo ad esempio diversivi (ologrammi o generatori di suoni) o tecnologie utili per nascondersi come la mimetica ottica o il generatore di ombre. I gadget vengono in soccorso soprattutto quando si parla di accedere agli ultimi due livelli di ogni settore, all’inizio inaccessibili, che vengono sbloccati rispettivamente raccogliendo tutti i collezionabili presenti nei livelli precedenti e completandoli con una valutazione pari ad S (raggiungibile ottenendo un punteggio alto,quindi completando il livello velocemente e senza causare allerte). I punteggi ottenuti in-game sono inoltre organizzati in una classifica online in puro stile arcade.

Reinventarsi level designer

Oltre agli ottanta livelli della modalità principale in Stealth Inc. è presente anche un editor dei livelli, che permette di progettare da zero nuove. Sulla carta si tratta di un’aggiunta decisamente interessante ed in grado di espandere ulteriormente la longevità del titolo, che però va a scontrarsi con una mancanza non da poco: quella di una adeguata infrastruttura online che permetta di caricare i propri livelli e di giocare i contenuti realizzati da altri utenti. Una scelta apparentemente inspiegabile che relega le creazioni dei giocatori negli hard disk e sulle schede di memoria delle rispettive console, a cui però fortunatamente verrà posto rimedio con una patch postuma, già prevista ed annunciata.

Cloni tirati a lucido

Dal punto di vista tecnico non ci sono magagne da segnalare ed il gioco risulta fluido dall’inizio alla fine senza problemi di sorta, complice un comparto visivo non particolarmente esoso  sotto il profilo delle risorse. Anche la colonna sonora risulta “senza infamia e senza lode”, limitandosi a fare il suo dovere ma senza mai brillare particolarmente. Va infine segnalato l’impegno degli sviluppatori dal punto di vista della “manutenzione” (come detto è già previsto un aggiornamento per aggiungere la condivisione dei livelli creati con l’editor) e della creazione di nuovi contenuti, con un DLC già arrivato sullo store, in forma gratuita per le prime due settimane di permanenza, e altri due contenuti scaricabili in cantiere.

Verdetto
8 / 10
Un bastardo. Sarà per questo che ci piace...
Commento
Stealth Inc è (il gioco di parole è d’obbligo) senza ombra di dubbio una riuscita mistura di stealth e platform. Dal punto di vista della sfida siamo davanti ad un titolo decisamente impegnativo al punto dal diventare frustrante in alcune sezioni, che richiede una buona dose di pazienza per essere completato (soprattutto se si punta al 100%) e che quindi non è sicuramente adatto a tutti i tipi di giocatori. Per gli appassionati del genere platform e per gli amanti della difficoltà nei videogiochi si tratta di un prodotto da non farsi scappare, a patto di armarsi di pazienza per evitare di lanciare pad o console portatile.
Pro e Contro
Tanti contenuti, anche al netto dei DLC
Veramente impegnativo
Cross buy

x Ci vuole tanta pazienza
x Manca (per ora) la possibilità di condividere i livelli creati con l’editor