Recensione
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Anni e anni, e poi altri anni ancora, spesi spiaggiati all’ombra della carcassa della grandezza che fu, aspettando un messia che non è arrivato né cercando nuovi apostoli né facendo tabula rasa. Se la notte è più buia subito prima dell’alba, allora è naturale che dopo Sonic Boom sugli scaffali arrivi un prodotto come Sonic Mania.

Seguimi. Liberami. Fidati di me. La risposta a quella domanda ripetuta ossessivamente da tutti gli appassionati del porcospino di Sega era tutta qui, nelle parole di una delle canzoni più iconiche che abbiano mai risuonato all’interno della serie. Era così difficile? Dopo aver giocato Sonic Mania è difficile rispondere di sì: Sonic Mania non è solo una delle tante Operazioni Nostalgia di questa lunga estate caldissima, non è un semplice atto d’amore nei confronti dei fan. È più semplicemente il capitolo bidimensionale della mascotte Sega che ci siamo meritati dopo anni di prodotti mediocri quando andava bene, tragici il più delle volte. Il riscatto, che finalmente cancella pagine buie come quelle di Sonic Boom e Sonic Unleashed.

Versione testata: Nintendo Switch

 I’ll make it through, prove it to you
C’è un motivo per cui Sonic Mania arriva solo adesso. Anzi, due

Se ci guardiamo alle spalle, i momenti più alti di Sonic nell’ultima decade sono stati senza dubbio quelli in cui Sega ha cercato di tornare alle origini, con i due – non riuscitissimi, va detto – episodi di Sonic 4 e soprattutto con Sonic Generations. Negli anni in cui la popolazione videogiocante si abituava al 3D, la mascotte di Sega ha iniziato a soffrire: troppo facile dare tutta la colpa a questa transizione, ma considerando che i momenti migliori vissuti dal porcospino (le troppo poche boccate d’ossigeno in questa crisi d’identità profonda) hanno spesso e volentieri fatto rima con le due dimensioni era naturale confezionare Sonic Mania con questa idea in mente. Ma mentre il nuovo era in affanno, il vecchio trovava posto su più o meno ogni piattaforma che abbia attraversato il mercato in questi anni: dalle raccolte di classici pubblicate sulla prima Xbox fino ai porting per il mercato mobile, praticamente tutto il pregresso legato a Sonic è arrivato nelle case degli interessati. Per fortuna, perché la manovra ha avuto due effetti collaterali fondamentali per arrivare a Sonic Mania: il primo, molto banalmente, è aver permesso a figure come Christian Whitehead (da semplice fan della serie a vero e proprio sviluppatore, grazie al suo Retro Engine capace di convincere Sega) e Headcannon di maturare esperienza, affidandogli lo sviluppo di alcune di queste operazioni. L’altro? Beh, avendo già rilasciato tutti i classici dappertutto, l’aver reso praticamente inutile una manovra in stile Capcom con il rilascio di una semplice raccolta. Ed ecco che quindi siamo arrivati a Sonic Mania.

Take my lead, I’ll set you free

Già, perché Sonic Mania non è un semplice mappazzone di idee e livelli presi dal “canone” di Sonic, ma pad alla mano è una delle più organiche e organizzate lettere d’amore videoludiche che abbiamo avuto occasione di giocare. Inevitabilmente molte delle zone presenti in-game vanno a riprendere livelli già affrontati nei precedenti capitoli. Quando succede, gli sviluppatori comunque stendono e sorprendono chi sta davanti allo schermo con un intelligente uno-due che gioca con la suddivisione in atti delle singole zone. Il primo atto è di solito più “tradizionale”, vicino al design originale del livello ma comunque capace di inserire qualche elemento inedito – che nel complesso restituisce una leggera sensazione di straniamento, visto che l’insieme è familiare ma presenta elementi fuori posto e leggeri ritocchi. Una sorta di soft reboot, una riedizione “riveduta e corretta” che modernizza il livello presente nella memoria del giocatore con trovate prese dai capitoli successivi o da altre aree di gioco.

Una tesa quiete, prima della tempesta sacrilega dell’atto due.

è sonic, ma in qualche modo è più del solito sonic

Il secondo atto non si risparmia, non ha paura di reinventare e a tratti lo fa quasi esagerando, andando a rivoluzionare e a mettere a soqquadro di prepotenza il canovaccio classico. Quando sullo schermo compare la scritta “Act 2”, tanto vale dimenticare tutto quello che si sapeva sulla zona che si sta affrontando. E l’approccio funziona, funziona alla grande: perché Sonic Mania non osa a casaccio, ma anzi regala picchi di level design che la serie non si era praticamente mai concessa in passato. Si sta sempre e comunque giocando ad un Sonic, e gli sviluppatori hanno confezionato il tutto in quest’ottica – non vi aspettate la precisione e la pulizia tipici di un Super Mario bidimensionale, lo scopo non è quello di entrare in un manuale di game design – ma in qualche modo si sta giocando a qualcosa di più ricco, qualcosa che declina lo stesso livello in più e più modi diversi, alla ricerca del percorso migliore tra le tantissime alternative proposte. Alternative che giocano anche con gli elementi che formano il livello stesso, con il personaggio scelto (Sonic è l’unico a poter sfruttare tutte le abilità delle barriere, Tails è l’unico a poter volare e Knuckles può planare ed arrampicarsi) e con i vari power up disseminati lungo la strada. Una barriera elettrica – oltre a generare un campo magnetico che attira i classici anelli – permette di camminare sulle superfici metalliche anche a testa in giù, mentre quella di fuoco distrugge e infiamma alcuni elementi dello scenario aprendo nuove possibilità sullo schermo. Due esempi di quello che può succedere mentre si rotola in giro alla velocità del suono e della freschezza che queste trovate (in parte riprese da capitoli classici della serie, in parte inedite) portano. Non mancano comunque zone pensate esclusivamente per Sonic Mania – anzi, alcune di queste risultano anche tra le più riuscite e divertenti da giocare – che portano il titolo ad essere, come dicevamo più su, più di un semplice tributo. Quanto più di un semplice tributo? Abbastanza da essere considerato uno dei capitoli a due dimensioni migliori della serie.

sonic mania level design

Find the next stage, no matter what that may be
Tantissimi contenuti su disco (o meglio su download). Prezzo più che giustificato

A ramificare la fitta ragnatela di soluzioni ludiche di ogni livello poi intervengono i classici extra, dati dalle sezioni speciali e da quelle bonus. Le prime di queste vanno ricercate all’interno del livello stesso, e una volta attraversato l’anello gigante che funge da portale permettono di cimentarsi in spezzoni all’inseguimento di un UFO riprese da Sonic CD. La ricompensa per la riuscita è uno Smeraldo del Chaos, grande classico della serie che permette (una volta che si sono recuperati tutti i sette esemplari) di utilizzare le versioni Super di ciascun personaggio. Nei livelli speciali gli anelli decrescono col passare del tempo – è possibile raccoglierne di altri ad ogni “giro”, sapendo che però non si rigenerano – e a tempo scaduto Sonic viene “espluso” dal livello e non ha più la possibilità di riaccedervi da quella posizione. Uno stimolo a far meglio, visto che le occasioni alla fin fine abbondano ma sono in numero finito. Le sezioni bonus invece sono quelle che elargiscono le medaglie d’argento e d’oro necessarie per sbloccare gli extra da utilizzare in partita: lo scopo è quello di raccogliere tutte le sfere blu presenti nel livello (per la medaglia d’oro è necessario raccogliere anche tutti gli anelli), evitando di colpire le sfere rosse pena anche in questo caso la squalifica. Per accedere è necessario attivare un check point con almeno venticinque anelli a disposizione, e poi passare attraverso il cerchio di stelle che si apre sopra di questo. Gli extra invece – sfruttabili solo se si avvia una partita senza salvataggio – vanno a citare di nuovo il canone della serie, permettendo di utilizzare alcune mosse di Sonic prese da altri titoli o di giocare il tutto in modalità “& Knuckles” – aggiungendo Knuckles come personaggio non giocante, anche se si sta giocando nei panni di Knuckles stesso.

No time for guessing, follow my plan instead

Dal punto di vista delle prestazioni c’è solo una piccola macchia da segnalare, che riguarda la versione Switch del titolo: c’è infatti qualche problema ad accedere al menu della console Nintendo una volta in-game, che impiega qualche istante a comparire a schermo (e talvolta anche ad eseguire l’operazione poi inputata dal menu). Aspetto senza dubbio marginale che non incide sull’esperienza – tanto più che in modalità portatile Sonic Mania permette di utilizzare anche il touch screen per muoversi nei menu di gioco, dettaglio che abbiamo apprezzato particolarmente – ma che non possiamo fare a meno di segnalare. Per il resto la performance è davvero ineccepibile, senza sbavature e rallentamenti e perfetta anche sul fronte acustico. Considerando poi che Switch permette come detto di giocare tutto anche in mobilità, difficile consigliare un’altra versione se potete optare per quella pensata per l’ibrido Nintendo.

In conclusione...
9
“Finalmente ho dimenticato Sonic Unleashed”
Più di un'Operazione Nostalgia, più di semplice fanservice, più di una lettera d'amore dai fan della serie per i fan della serie. Sonic Mania è il riscatto, l'Atto di Dolore di una Sega che finalmente si riscatta dopo anni bui tra cambi di design, lupi mannari e altre idee che poco avevano a che spartire con la mascotte di casa. Davvero difficile trovare un difetto ad un prodotto del genere, davvero difficile non consigliarlo più o meno a qualunque appassionato di platform a due dimensioni: l'unica scusa è aver già acquistato la propria copia, in caso contrario è d'obbigo fare una tappa sul proprio store di riferimento e staccare il biglietto d'ingresso a questo pazzo e meraviglioso circo di Sonic e soci. Se poi sul biglietto c'è scritto Nintendo eShop, tanto meglio per voi.
Il Sonic che ci meritavamo
Level design magnifico
Tantissimi contenuti
x I fondamentalisti acquistino una delle varie riedizioni
x Qualche problema di menu su Switch

due parole sull'autore
Laureato con disonore in Informatica, tra una cosa e l'altra ha a che fare con la tecnologia praticamente da quando ne ha memoria. È il magnaccia a capo degli aspetti creativi del progetto, dal layout fino alle questioni autorali: la sezione Speciali è la sua Mother Base, e Gameromancer - il podcast videoludicamente scorretto il mezzo con cui terrorizza anche l'etere.
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