Shenmue 3 è il nuovo vecchio miracolo di Yu Suzuki.

Sono passati diciott’anni da quando Yu Suzuki ha lanciato sul mercato il vecchio Shenmue. Erano tempi diversi (alcuni diranno più felici e spensierati), quegli anni ’90. Probabilmente il mondo non era pronto ad avere a che fare con una rivoluzione di tale portata, così come non lo era stato per quel piccolo gioiello che era Sega Dreamcast. Shenmue fu un fulmine a ciel sereno: il visionario titolo di punta di una delle console più incredibili che abbiano mai visto la luce. Il pubblico ne volle ancora, così in tempi brevi uscì un sequel che andava a migliorare alcuni aspetti dell’opera originale, oltre che ad allargare gli orizzonti della narrazione. Quel secondo capitolo finì con un cliffhanger che è rimasto in sospeso per quindici anni.
Shenmue 3 per molti è diventato un vecchio desiderio mai esaudito.

Poi, all’E3 del 2015 è successo questo:


Due note di una colonna sonora che è rimasta nel cuore di tanti appassionati. Sono bastate due note per far sciogliere il cuore di migliaia di appassionati. Dovrebbe bastare questo a descrivere cosa rappresenti tutt’ora questa saga per molte persone.
Shenmue 3 fino a quel momento era un miraggio che i fan non speravano più di poter vedere e stringere tra le proprie mani. Peggio, molto peggio di Half-Life 3.

Diffidate da quello che hanno detto in tanti: Il fatto che Shenmue 3 sembri un gioco così antiquato non è un problema. Shenmue 3 è semplicemente il sequel di un vecchio capolavoro del passato.

Il sequel che volevano tutti ma che nessuno ha avuto il coraggio di produrre. Fino ad oggi, almeno.

Sono passati quindici anni, ma sembra ieri che Ryo e Shenhua sono entrati in quella maledetta caverna. Nel frattempo Sega ha completato il suo suicidio commerciale, soffocando alla nascita il più brillante dei suoi pargoli come un Erode qualsiasi: Dreamcast è morta giovane, e con lei sembrava essere scomparsa per sempre la saga di Shenmue.
La più grande impresa di Yu Suzuki però è tornata in pista grazie alla passione dei fan di vecchia data e ad una campagna Kickstarter leggendaria che ha incenerito ogni record legato al mondo dei videogiochi.

La console di riferimento non è più il piccolo mattoncino bianco di Sega ma la ben più moderna Playstation 4; non ci sono più le VMU e la forma del joypad è cambiata. Il miracolo però si è compiuto e Shenmue è tornato sul mercato, e quei quindici anni sembrano essere solo un lontano ricordo. Sembra ieri che la saga si è interrotta, e non è un caso: Shenmue non è cambiato di una virgola.

La lentezza e la noia della vita raccontate in una saga ormai maggiorenne

Non lo nascondo: Shenmue 3 è un gioco vecchio.
Controlli, animazioni, meccaniche e dinamiche sono rimasti a quindici anni fa.
C’è però un grosso discrimine da fare:

Shenmue 3 è un gioco orgoglioso di essere vecchio

Quanto fatto da Suzuki è ciò che di più onesto e sincero si possa pensare in un mercato come quello odierno; ha volutamente ignorato i dogmi e i ritmi forsennati dell’industria e ha concesso alla sua – per quanto risicata – nicchia di pubblico la possibilità di tornare a vestire i panni di Ryo Hazuki nello stesso identico modo in cui lo aveva fatto diciott’anni fa.

Il sistema di gioco si è arricchito di qualche nuovo spunto, l’ambientazione è cambiata ancora una volta, ma le dinamiche interne del titolo sono le stesse: Shenmue 3 è un titolo in cui bisogna godersi il proprio tempo. L’importante, come sempre in questa saga, non è la destinazione, ma il viaggio.

Non importa se manca il graficone o se le animazioni sono legnose

Un’Art Direction meravilgiosa L’atmosfera che si respira nel mondo di gioco è incredibilmente viva. E ad essere rilevante non è solo il modo in cui certi paesaggi vengono presentati alla vista, ma anche il modo in cui suonano.

Il villaggio di Bailu e la città di Niaowu sono pulsanti di vita e offrono svaghi di ogni tipo: banchetti di cibo, dojo dove affinare le arti marziali, sale giochi, casinò. A questi si affiancano attività collaterali come la pesca, la raccolta di erbe medicinali e lavoretti occasionali che servono a riempire le tasche di Ryo per aiutarlo a sostenere i costi del proprio viaggio, declinati ancora una volta come minigiochi dall’aspetto e dalle meccaniche così ingenuamente retrò che non possono non strappare un sorriso, soprattutto ai giocatori più navigati.

Molti potranno giustamente storcere il naso di fronte ad una presentazione simile, eppure l’anima di Shenmue è sempre stata questa.
Pochi titoli sono stati in grado di raccontare così bene le piccole sfide di tutti i giorni. L’allenamento, ad esempio, richiede determinazione, pazienza e costanza nel ripetere ossessivamente gli stessi identici esercizi giorno per giorno. Il lavoro, allo stesso modo, è esattamente come nella vita reale: noioso e ripetitivo, ma necessario per sopravvivere in un mondo che parla la lingua del denaro. Non importa che tutto appaia così antiquato: Shenmue 3 riesce comunque a rapirti e a trasportarti nei luoghi che racconta e tra le persone che li popolano. E lo fa con pochissimi mezzi a disposizione.

Shenmue 3 ha davvero senso di esistere in un mondo in cui ci sono GTA, Red Dead Redemption e Yakuza?

La risposta, ovviamente, è no.

Può sembrare banale, ma Shenmue 3 è un titolo così tanto in controtendenza che è sempre stato ovvio che avrebbe venduto pochissimo in un’epoca come questa. Il pubblico è disabituato alla pazienza e ai ritmi lenti, e non ci sono dubbi che il comparto grafico e tecnico faranno alzare più di un sopracciglio ai videogiocatori di oggi.

Ma davvero pensiamo di poter insegnare come si fanno i videogiochi a chi ha creato Outrun, Virtua Fighter, Super Hang-On e Space Harrier?

La verità è che, a prescindere da quanto possa essere legato personalmente alla saga, Shenmue 3 è un gioco di cui il mercato non ha bisogno, ma che la sua community appassionata merita.
Perché ci vuole sincerità per perdere del tempo per mostrare quel piccolo filmato di Ryo che si toglie rispettosamente le scarpe prima di entrare nella casa di Shenhua.
Perché ci vuole un cuore grande così per sfidare a viso aperto le leggi del mercato solo per amore.

Shenmue 3 - Ps4
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Parlo dell’amore di Yu Suzuki per la sua opera e per tutti gli appassionati fedeli, parlo dell’amore per una storia che oggi più che mai rischia di non concludersi mai e dell’ostinazione di un creatore che dopo aver cambiato per sempre il mondo del videogioco è stato messo in un angolo pronto per essere rottamato. Parlo dell’amore di quegli appassionati che a quindici anni di distanza hanno dimostrato il proprio attaccamento a Shenmue dando al suo creatore i fondi per portarlo a termine.
Shenmue è il gioco del popolo, e chi siamo noi per poter dare un voto all’amore?

Fatemi e fatevi un favore, chiudete in un cassetto la fretta con cui vi approcciate ai titoli del momento e prendetevi del tempo per godervi una passeggiata o una sessione di allenamento con Ryo. Se riuscirete ad ignorare quella vocina che vi dice che quello strano videogioco è nato vecchio e che quell’effetto pop-up degli NPC è davvero fastidioso a volte, potrete godervi un’esperienza pura, sincera ed autentica come poche altre.

E non avete idea di quanto ne abbiamo bisogno tutti quanti.

Verdetto
8 / 10
Come si fa a dare un voto all'amore?
Commento
Shenmue 3 è una splendida dichiarazione d'amore di Yu Suzuki al proprio pubblico; un'opera sospesa nel tempo che prosegue il viaggio lasciato in sospeso quindici anni fa a causa della morte del progetto Sega Dreamcast. Il comparto tecnico è oggettivamente di scarso livello, ma la sincerità con cui è stato costruito non ha eguali in un'industria che è sempre più industria e sempre meno artigianato. Era ora che qualcuno ce lo ricordasse davvero.
Pro e Contro
Bailu e Niaowu brulicano di vita
C'è tutto l'amore di Yu Suzuki
Colonna sonora da lacrime

x tecnicamente arretrato
x pop-up a volte fastidioso...
x ma in fondo non importa