Recensione Prototype

Nel giugno del 2009 usciva quasi contemporaneamente su tutti i mercati videoludici Prototype, un sandbox fortemente votato all’azione sviluppato da Radical Entertainment, che aveva già avuto a che fare con personaggi dotati di superpoteri nel 2003 con Hulk, il seguito videoludico dell’omonima pellicola cinematografica. Il titolo ha goduto di un generale apprezzamento sia da parte della critica che a livello di risposta da parte dell’utenza, forte di oltre due milioni di copie vendute, tanto da dare vita ad un vero e proprio franchise sfociato prima in un fumetto ad opera di DC Comics (la casa editrice di Batman e Superman, per chi non “bazzicasse” l’ambiente dei fumetti americani) e poi in un vero e proprio sequel con Prototype 2, che però non è riuscito ad evitare la chiusura del team di sviluppo da parte di Activision nonostante il successo commerciale. Riportiamo indietro le lancette dell’orologio ad ormai quattro anni fa per metterci nei panni di Alex Mercer e vivere la sua storia.

Versione testata: PlayStation 3

il morbo infuria il pan ci manca

L’anno, anche nel videogioco, torna indietro fino al 2009. La cornice è quella di una New York City dilaniata da una misteriosa epidemia. Il gioco inizia in medias res, catapultandoci subito nel vivo dell’azione con lo scopo di istruirci all’uso delle abilità del protagonista, Alex J. Mercer. Dopo questa sezione che funge da tutorial in cui vengono mostrate alcune abilità di Alex (testandole su dei malcapitati marines) la storia si riavvolge fino ad tornare a sedici giorni prima. Il nostro alterego videoludico si risveglia in un obitorio, su un tavolo operatorio e pronto ad essere sezionato da due perfetti sconosciuti nascosti da quella che sembra una tuta anti radiazioni. Privo di qualunque ricordo ma in compenso dotato di superpoteri che gli garantiscono, oltre ad un potenziamento delle doti fisiche sovrumano, alcune abilità come quella di assorbire letteralmente le persone assorbendone abilità, aspetto e ricordi, Alex scappa, e durante la rocambolesca fuga da questa struttura assiste ad una scena singolare: i due uomini che stavano per sezionarlo vengono uccisi da alcuni soldati in nero, che subito dopo averlo visto gli si avventano contro sparandogli. Braccato da due fazioni rivali (l’esercito americano, alleato con i Blackwatch, i soldati in nero che si occupano del contenimento dell’epidemia, e gli “infetti”,  in origine comuni cittadini ma ormai mutati dal virus che ha colpito Manhattan) lo scopo di Alex è quello di recuperare i suoi ricordi, ma ben presto si renderà conto di essere inciampato in qualcosa di veramente “grosso”, e di essere suo malgrado al centro di una grossa ragnatela di intrighi e complotti.

New York New York

L’aspetto principale di Prototype, quello che più colpisce e diverte il giocatore, è senza dubbio la componente adrenalinica, in altre parole l’azione: già dalle prime fasi di gioco ci si muove all’interno di New York con velocità ed agilità sorprendenti. Tenendo premuto R2 (o il grilletto destro nella versione Xbox 360) si attiva quello che gli sviluppatori hanno definito parkour adattativo, che consente al giocatore oltre alla corsa di superare in scioltezza gli ostacoli che si incontrano durante il percorso, come macchine o recinzioni, semplicemente scavalcandoli, oppure di dare il via a delle vere e proprie scalate correndo sui “fianchi” dei molti grattacieli presenti fino ad arrivare in cima a questi. Altre abilità di base sono il salto, che tenendo premuto il tasto X è possibile caricare per raggiungere altezze ancora maggiori, e la planata, che abbinata allo scatto aereo (una delle tante abilità di Alex che è possibile acquistare e potenziare) permette di coprire grosse distanze in relativamente poco tempo. Il “pattern” classico è quello di scalare un edificio alto e poi proseguire di tetto in tetto o di muro in muro sfruttando salti, planate e scatti, muovendosi come nemmeno l’Uomo Ragno sarebbe in grado di fare, alla ricerca dei collezionabili sparsi nella mappa. Questi sono suddivisi in tre tipologie, di cui due (le Pietre Miliari e i Consigli) sono i veri e propri oggetti collezionabili, mentre la terza, i bersagli della trama degli intrighi lo sono più in senso lato in quanto legati più direttamente alla trama, e vanno consumati per ottenerne le informazioni e farsi un’idea più precisa del complotto in atto a Manhattan. Girando per la città è inoltre possibile partecipare agli eventi, le classiche missioni secondarie, che spaziano dalle gare di velocità a mini-sfide in cui bisogna assorbire alcune persone per ottenere nuove abilità (come la padronanza di armi da fuoco o veicoli da guerra).

Tempo di distruzione

Ma l’agilità di Alex non è finalizzata alla semplice esplorazione della città, che anzi è un aspetto quasi marginale di Prototype, e trova la sua applicazione più utile durante le fasi di combattimento: combinata con i (tanti) poteri mutanti di Alex questa diventa un’arma a dir poco devastante, che permette di affrontare un intero esercito munito di armi e veicoli da combattimento, colpendo in rapidità le truppe a terra e distruggendo (o anche prendendo il controllo) mezzi come elicotteri e carri armati. I superpoteri di Alex sono divisi in essenzialmente tre categorie, offrendo un “menu” di abilità che spazia da poteri legati alla vista come la visione infetta (che permette di individuare le persone che sono state colpite dall’epidemia ma che ancora non sono mutate), poteri difensivi come la mutazione del corpo in scudi o armature e letali poteri d’attacco, che trasformano gli arti di Alex in armi assassine come artigli, lame o fruste. È possibile mantenere attivi contemporaneamente un potere per ogni tipo, attivandoli e disattivandoli utilizzando le frecce direzionali (su per il potere d’attacco, giù per quello di difesa e destra per quello legato alla vista, mentre la pressione della freccia sinistra permetterà ad Alex di assumere le sembianze dell’ultima vittima assorbita), e cambiando il potere “equipaggiato” premendo il tasto R1 e accedendo alla classica “ruota delle armi”. Le già devastanti abilità di Alex vengono poi integrate con la possibilità di utilizzare gli equipaggiamenti dei nemici, come le armi da fuoco (che includono fucili e lanciarazzi) oppure i mezzi da combattimento come elicotteri e carri armati, che generalmente dispongono di vari missili e delle armi da fuoco che “vomitano” quasi letteralmente proiettili. A questo arsenale di soluzioni improntate alla distruzione vanno infine aggiunte delle abilità più tattiche, che permettono di colpire i nemici di soppiatto o anche di aizzarli uno contro l’altro. Oltre alla già citata capacità di assumere l’aspetto delle persone assorbite (che torna utile nel caso ci si voglia nascondere dall’esercito o si ci si voglia infiltrare in una base nemica e si può ulteriormente evolvere in modo da assorbire l’obbiettivo in modo furtivo) proseguendo con la storia si sbloccheranno abilità come l’accusa, che permette di incolpare un ignaro bersaglio di essere Alex stesso scatenandogli contro tutto l’esercito, oppure la facoltà di richiedere un bombardamento a tappeto su un particolare edificio o nemico. La maggior parte delle missioni può essere affrontata in totale libertà, scegliendo un approccio più sottile e ragionato oppure scatenando armi e poteri mutanti sui bersagli in modo più diretto e violento, sfruttando appieno l’immenso ventaglio di abilità acquisite dal protagonista.

Quella brutta cera non dipende dall’epidemia

Il tasto dolente del titolo Radical Entertainment è senza dubbio il comparto tecnico. Posto che generalmente le strade di New York durante il gioco sono decisamente affollate e ricche di personaggi e automobili e che non si soffra praticamente mai del famigerato effetto pop up (quel fastidioso fenomeno per cui ostacoli e veicoli compaiono “all’improvviso” sulla nostra strada invece di essere ben visibili da subito), le note positive si esauriscono qui. I modelli poligonali proposti per veicoli e “personaggi non giocanti” (civili e membri dell’esercito) oltre a non essere particolarmente ricchi e ben definiti arrivano presto a ripetersi in modo quasi pesante, evidenziando una quantità di modelli sicuramente non adeguata soprattutto alla luce della presenza massiva di pedoni nelle strade. Per i palazzi vale lo stesso discorso, con texture poco varie ed in generale dal dettaglio non troppo elevato già all’uscita del gioco, che ad ormai quattro anni dall’uscita appaiono datate e che alla lunga rendono monotona New York. Insomma, appare chiaro che gli sforzi del team di sviluppo sono stati concentrati su altri aspetti come la fluidità del gioco che non viene praticamente mai meno o la realizzazione dell’IA dei civili, che appare generalmente abbastanza credibile (con persone che fuggono non appena Alex scatena i suoi poteri e contattano tempestivamente polizia ed esercito).

Verdetto
7.5 / 10
è tempo di distruzione
Commento
Prototype, pur non essendo in effetti un prodotto memorabile o eccellente, è un gioco che sicuramente fa il suo dovere nel divertire chi si “parcheggia” davanti alla console pad alla mano (o per i pc user tastiera sotto le dita). Le tante soluzioni di gioco ed i tanti approcci alle missioni che è possibile scegliere di volta in volta scongiurano il pericolo di annoiarsi e permettono di arrivare fino alla fine dell’esperienza di gioco (che richiede circa quindici ore per essere completata) senza sentire alcun peso. Apprezzato il “giocato” rimane a far storcere il naso un comparto tecnico un po’ scarno, trascurato in nome di una maggiore fluidità che, visto come è stato pensato il gioco, si sposa decisamente meglio con il gameplay dovendo scegliere tra le due cose. Tirando le somme è sicuramente un titolo da almeno provare avendone l’occasione, tenendo in considerazione che è comunque un titolo “vecchio” di quattro anni che già all’uscita non era tecnicamente brillante.
Pro e Contro
Divertente ed adrenalinico
Tanti poteri da scatenare contro i nemici

x Comparto tecnico non eccezionale (specie a 4 anni dall’uscita)
x Poca varietà di modelli per edifici, veicoli e personaggi "di contorno"