Ep 38: Podcast has Changed

Recensione PES 2019 – Il Re è vivo, il Re è tornato!

Ora possiamo finalmente dirlo: il Re è tornato.

Non vogliamo nascondere il nostro pensiero, il ritorno di PES nel calcio che conta è una cosa che può far rendere la battaglia tra i due titoli calcistici di punta molto più interessante. Già dall’anteprima dello scorso luglio si erano intravisti i margini di miglioramenti, pur dovendo rinunciare a licenze importanti come quella dell’Europa League e della Champion’s League. Con la release finale abbiamo potuto passare ore a prendere a pallonate gli avversari e siamo pronti a parlare di PES 2019, uscito lo scorso 30 Agosto su Playstation 4, Xbox One e PC, in maniera molto più approfondita rispetto a quanto fatto più di un mese fa.

 

Versione testata: Playstation 4

 

Il gameplay tende a stravolgere i funzionamenti chiave dello scorso anno

PES 2019 si rivela essere un titolo in grado di innovare e, sopratutto, rinnovare. Infatti nucleo di questa edizione è il gameplay che, come già avevamo descritto durante la nostra anteprima, sembrava stravolgere alcuni dei funzionamenti chiave dello scorso anno. Iniziando dal First Touch Impact che modifica in tutto e per tutto il funzionamento della fisica del pallone sia per quanto riguarda il possesso – quindi stop e/o impatti vari – che movimento senza sfera con rimbalzi in grado di modificare terribilmente la sua direzione. Questo significa che ora qualsiasi tocco potrà rovinare i vostri piani e cambiare terribilmente l’esito di una partita. Pensate, banalmente, a un passaggio fondamentale verso il vostro attaccante che usa come piede principale il destro: ora con il FTI se il pallone arriverà sul piede sinistro si rischierà irrimediabilmente di rovinare una grandiosa azione. Infatti l’Higuain di turno rischia di perdere il possesso o, ancora peggio, di perdere tempo per spostarselo sul lato giusto rischiando la rimonta dell’avversario. Per giocare al meglio bisognerà conoscere le caratteristiche dei giocatori della propria squadra e di quella avversaria. Purtroppo durante le nostre prove abbiamo visto come questo sistema venga fortemente utilizzato per gli utenti umani mentre i calciatori della CPU tenderanno a esserne meno influenzati. Questo si tramuta, spesso, in palloni persi in maniera stupida da parte nostra e passaggi perfetti anche dal Chievo di turno, sopratutto ad alti livelli. Ad aumentare questo dislivello ci si mette pure l’intelligenza artificiale che tende ad abusare dei passaggi bassi in area di rigore coi nostri difensori non sempre pronti a chiudere ogni spazio. Purtroppo, giocando contro la CPU, si tende ad assistere a match che seguono lo stesso filone e con gli stessi moduli d’attacco che, pur conoscendoli, non si riesce ad arginare. Tutto cambia, invece, giocando online ed è lì che viene fuori il vero spirito di questo PES 2019. Senza abusare di glitch, che sicuramente verranno sistemati, o errori dell’IA dei difensori vengono fuori match veramente combattuti e all’ultimo sangue.

 

pes 2019

Konami, però, non ha solo introdotto il First Touch Impact, ma ha deciso di lavorare anche prevalentemente sul lato palla al piede del match. Rispetto allo scorso anno, infatti, sono stati migliorati enormemente i dribbling e, più in generale, il controllo di palla da parte degli uomini più tecnici. Un Messi tenderà a tenere la palla vicino a se stesso e, all’occorrenza, basterà toccare leggermente la levetta analogica sinistra per vedergli fare un tocco in grado di levarsi di torno il difensore avversario. In aggiunta, con l’analogico destro, potremo improvvisarci giocolieri e sfruttare una serie di numeri per levarci di torno qualsiasi ostacolo che ci separi dalla porta. Purtroppo, a parte tutorial scovabili su youtube o scritti in game, non sarà possibile fare pratica con queste mosse. Nel menù “allenamento” troveremo solamente una sfida a tempo, in cui fare più punti possibili in un determinato tempo. Il controllo del pallone è parte fondamentale di questo PES 2019 e per padroneggiare sia il FTI che il sistema di dribbling ci vorrà tempo, nel mentre abituatevi già a sonore sconfitte, sopratutto ai livelli più alti.

 

pes 2019

 

In PES 2019 i portieri sono migliori rispetto al passato

Uno dei punti su cui il team di Konami ha lavorato di più, lato gameplay, è quello che – da sempre – viene considerato più debole: i portieri. Già dallo scorso anno abbiamo visto un enorme miglioramento rispetto al suo concorrente con estremi difensori reattivi ma ancora non perfetti. Da PES 2019 possiamo notare un grandioso miglioramento da questo punto di vista e, finalmente, subire un tiro non vuol dire automaticamente gol ma ci saranno ottime possibilità che il Donnarumma di turno si tuffi per pararlo. L’intelligenza dei numeri 1 è aumentata, questo vuol dire che tenderanno a uscire quando saremo in situazione di uno contro uno oppure a fare movimenti per contrastare i tentativi degli attaccanti. Il tutto, come se non bastasse, è contornato da una serie di nuove – e bellissime – animazioni in grado di dare maggiore fluidità alle azioni e alle reazioni di tutti i giocatori.

 

 

Rimane la Master League, anche se con qualche miglioria

Se dal puro lato gameplay possiamo parlare della simulazione quasi definitiva di un gioco di calcio, PES 2019 pecca in quello che riguarda l’offerta ludica. Per quanto riguarda il single player troviamo il vecchio Diventa un Mito, in cui dovremo scalare le vette del calcio moderno con un nostro giocatore, e la Master League. La modalità dove è possibile creare la propria squadra dei sogni partendo o con giocatori inventati (i famosi Castolo, Miranda etc etc.) o con la rosa reale. In questa edizione rimangono alcune caratteristiche chiave come le abilità dei giocatori – in base alle prestazioni in campo ottengono particolari bonus utili alla causa – e la capacità di adattarsi a un ruolo semplicemente svolgendolo, utile per gli uomini capaci di ricoprire più posizioni. Purtroppo rimangono troppo facili le trattative con i club per ottenere grandi giocatori, ma Konami ha deciso di introdurre un’opzione per cambiare il livello di gestione del club. Selezionando “Sfida”, infatti, ci ritroveremo a trattare con il rivale in maniera più intensa e complicheremo le trattative sia in entrata che in uscita. In aggiunta è stato introdotto un sistema di suggerimenti che, dinamicamente, suggerisce al novello manager le mosse da fare per aumentare le probabilità di portarsi a casa il calciatore desiderato. Con la modalità sfida, inoltre, avremo a che fare con un simpatico proprietario che ci darà obiettivi in base alla nostra rosa e alle partite che stiamo per svolgere, nel caso dovessimo renderlo infelice dovremmo iniziare a cercarci una nuova sistemazione. La sensazione generale è che Konami stia cercando di aggiustare la Master League anno per anno quando, invece, ci sarebbe bisogno di una grande rivoluzione in grado di poter rivaleggiare – da questo punto di vista – con l’avversario targato EA. Altro punto in comune con la serie canadese è una delle modalità che ha cercato di copiare di più dalla sua rivale: il MyClub.

 

 

Questo è, in soldoni, la vera e propria copia del Fifa Ultimate Team in cui cominceremo con una squadra di scarsoni e dovremo iniziare a costruire il vero e proprio Dream Team. Al contrario di Fifa non avremo a che fare con i famosi pacchetti ma con degli agenti che porteranno al nostro cospetto dei giocatori in possesso di differenti palloni: quelli neri saranno più rari, e ovviamente corrispondono ai più forti, mentre solitamente avremo più probabilità di beccare oro, argento e bianchi in base alla loro rarità. Gli agenti migliori e che daranno top player saranno dati da Konami in rare occasioni o nei tornei mentre normalmente potremo “spacchettare” tre giocatori in base al ruolo al costo di GP (guadagnabili in game con i match o facendo determinate cose in partita) o di monete MyClub. Queste ultime sono, ovviamente, guadagnabili poche volte se non decideremo di tirare fuori il portafogli, però al contrario di quanto accade con Fifa i match normali daranno un grande quantitativo di GP, permettendoci di cercare spesso giocatori. All’inizio avremo un limite al costo che potrà avere la nostra squadra, ovviamente i calciatori migliori costeranno di più, e per incrementarlo dovremo acquistare gli allenatori. Questi si sbloccheranno man mano che giocheremo per l’acquisto con i GP (mentre sborsando denaro possiamo permetterci subito i migliori) e ci permetteranno di cambiare il modulo di gioco e di aumentare il costo della nostra squadra.

 

 

PES è sempre stato sinonimo di qualità grafica e dei modelli

Nel corso degli anni PES è sempre stato sinonimo di grande qualità dal punto di vista grafico e questo capitolo di certo non fa eccezione. PES 2019 infatti sfrutta alla grande la potenza del FOX Engine e ci porta in contesti dove a volte si può far fatica a distinguere il volto in-game da quello reale. Quest’anno Konami ha deciso di collaborare con una società di scanning 3D dando così il volto a numerosi calciatori, anche quelli di squadre senza licenza ma di questo parleremo dopo, anche del nostro campionato. Dybala, Cutrone, Mertens, Donnarumma sono alcuni degli esempi di giocatori riprodotti alla perfezione dal team di PES 2019 e sempre di più ne verranno aggiunti nel corso dei mesi a venire. Il lavoro grafico si arricchisce in questo capitolo anche dall’illuminazione degli stadi. Come ci è stato detto all’evento di Luglio da Lennart Bobzien e Asim Tanvir è stato fatto un grandissimo lavoro anche da questo lato grazie all‘Enlighten System. Grazie a un gioco di luci e ombre, infatti, gli ambienti di gioco risultano molto più realistici, rendendo quasi fine la differenza con una struttura reale. Vedere San Siro al tramonto, o il Camp Nou tanto per citarne due, fa sempre la sua porca figura e ci troveremo più volte a non voler saltare le presentazioni pre-partita in cui ci saranno panoramiche mozzafiato. Per quanto riguarda la questione licenze ci troviamo davanti al solito problema: purtroppo in PES 2019 non sono presenti le licenze di squadre di Premier League, Liga, Juventus (partner EA) e la totalità della Bundesliga ad esclusione dello Schalke 04. Konami ha tentato di metter una pezza a questo problema proponendo licenze esclusive di squadre come Barcellona, Inter, Milan o Liverpool. Purtroppo questo non basta, lo sappiamo, ma per fortuna ci viene incontro la società giapponese includendo (solo su Playstation 4 e PC) la possibilità di importare i famosi File Opzioni che tanto facevano scalpore su console Sony nelle precedenti generazioni. Già dal day one vari team si sono prodigati a realizzare primi FO in grado di cambiare i nomi ai team non licenziati e, sopratutto, tutti i kit in modo da avere un mondo di gioco sempre aggiornato alla realtà.

Pur avendo perso i diritti di Champion’s League ed Europa League – implementabili anche loro tramite file opzioni, anche se purtroppo solamente con il logo – Konami ha acquisto diritti di campionati che qui in Italia non hanno molto risalto ma, sicuramente fanno felici tifosi di altre nazionalità. Infatti a far parte del roster abbiamo la Premjer- Liga (campionato russo), Superliga Quilmes Clàsica (Argentina), Superliga (Danimarca), Ladbrokes Premiership (Scozia), Raiffeisen Super League (Svizzera) e tanti altri.

A completare l’offerta ci pensa il commento del duo Marchegiani – Caressa. La telecronaca targata Sky è discreta, le frasi si differenziano rispetto al passato e – cosa ben più importante – rimane coerente con l’azione in campo, cosa non affatto scontata dopo gli scorsi anni.

Verdetto
9.5 / 10
The King of Kings is back on his throne.
Commento
PES 2019 è forse uno dei migliori capitoli mai pubblicati da Konami da anni a questa parte. Questo grazie alle migliorie apportate nel gameplay che illumina gli occhi degli appassionati del bel calcio. Il sistema di dribbling e il First Touch Impact rappresentano una grandissima innovazione e portano i giocatori a riflettere su ogni mossa da compiere, pena la sconfitta. Sicuramente sono da segnalare alcuni problemi nella IA che tenta sempre la stessa giocata e penalizza il gameplay in solitario mentre questo raggiunge il suo massimo splendore nella componente online. Ci aspettavamo di più da alcune modalità, Diventa un Mito e Master League, anche se la modalità Sfida, presente in quest'ultima, rappresenta un ottimo modo per non annoiarsi in una carriera che necessita più che mai una rivoluzione. Migliora sempre di più, invece, il MyClub. Il rivale del FUT si dimostra, ancora una volta, in grado di poter controbattere al più famoso rivale e necessita solamente di maggiore visibilità. Tutto il contorno di questo PES 2019 non può che rivelarsi ancora più bello grazie al FOX Engine che, nelle ultime edizioni, sta migliorando sempre di più. I modelli dei giocatori non sono mai stati più godibili e più fotorealistici come quest'anno e, grazie all'Enlighten System, lo sono anche gli stadi in cui si ritrovano a giocare. Purtroppo alcuni dubbi rimangono sulle licenze (mancano la Serie A, la Premier League, la Liga e la Bundesliga) ma per fortuna dove non può arrivare Konami ci sono i fan visto che, grazie ai File Opzioni, già dal Day One è possibile importare tutti i kit e i nomi delle squadre realmente esistenti. In conclusione: PES 2019 è un gioco che ogni fan degli sportivi, e sopratutto dei calcistici, deve avere in casa sua, senza se e senza ma.
Pro e Contro
Sistema di dribbling e First Touch Impact
MyClub rinnovato e più godibile
IA dei portieri
Campionato Master che ci prova...

x ... ma necessita di più cambiamenti
x CPU che sfrutta continuamente glitch in single player