Anteprima
di
il 25 luglio 2018, 11:01

La lotta tra i giochi di calcio è, da anni, molto più interessante rispetto a quella del nostro campionato.

Da una parte abbiamo Fifa che in passato ha dominato le scene grazie a un’enorme passo in avanti fatto in fase di gioco mentre dall’altra PES, che ha risentito della necessità di dover per forza cambiare rispetto all’era PS2. Il trend, però, si è invertito nell’ultimo paio di anni con il titolo Konami che, piano piano, si è “rifatto sotto” grazie a un comparto grafico di altissimo livello e di un maggiore realismo in campo.

 

La sfida si ripropone anche quest’anno e PES 2019 si dimostra più aggressivo che mai anticipando la data di release, da metà settembre a fine agosto, e puntando su tante nuove carte per ripagare la perdita delle licenze di Champion’s League ed Europa League. Ospiti di Halifax, che ringraziamo per l’opportunità, siamo riusciti a metter mano a una build avanzata di PES 2019 per un’intera giornata, così da sviscerare gran parte del suo gameplay.

 

Riuscirà a riprendersi la corona di miglior titolo calcistico? Da questa prima prova sembrerebbe proprio di si.

 

La Coppa senza i campioni

Una delle grandi novità di questa edizione di Pro Evolution Soccer, anche se negativa, è la mancanza delle licenze della Champion’s ed Europa League, passate alla concorrenza. A come Konami ha voluto rispondere a questa mossa ce l’hanno spiegato Lennart Bobzien – European Brand Manager – e Asim Tanvir – Social Media Manager della società Giapponese – con una presentazione sulle novità che il team ha voluto inserire per arrivare al loro obiettivo. Prima di tutto l’introduzione, sempre lato licenze, di nuovi campionati come la Russian Premier League, il campionato Belga e quello Danese o di squadre singole come l’Inter, il Liverpool o il Barcellona. Queste non saranno novità di alto spessore, almeno per il videogiocatore medio, ma dimostra la volontà del colosso giapponese di non voler mollare il colpo allo strapotere economico di EA, cercando di affidarsi alle licenze delle singole squadre.

 

Collegato a questo c’è la terza edizione di PES 2019 – oltre alla base e alla David Beckham Edition – che, qui in Italia, è dedicata ai neroazzurri. Questa, che consiste solamente in una cover con i colori della squadra milanese, fa parte di una serie di edizioni personalizzate per ogni paese (in Francia troviamo Falcao in copertina con Coutinho ad esempio) per continuare a spingere su questo concetto. Queste partnership singole non si fermano alle squadre ma, ovviamente, tutto l’ambiente che circonda il team ne è partecipe, come ad esempio gli stadi: il Camp Nou, la Veltins Arena e San Siro non sono mai stati così belli in un videogioco e tutta l’atmosfera di una partita viene esaltata dal grande lavoro effettuato dagli sviluppatori. Questo grazie a un particolare software che simula – perfettamente – tutte le luci facendo distinzione tra quella naturale e quelle artificiali dei fari nel caso di partite in notturna. Non contenti, gli sviluppatori hanno collaborato con una società di scansioni 3D per effettuare la trasposizione virtuale dei singoli calciatori. Giocatori come Icardi, Perisic, Handanovic sono rappresentati perfettamente, questo ovviamente non si ferma alle squadre sotto licenza e ne abbiamo avuto vari esempi: Dybala, Higuain, Cutrone, Mertens, Chiesa e tanti altri giocatori della Serie A sono sempre più uguali alla realtà e questo è un lavoro che solo Konami poteva fare.

 

 

The pitch is ours

Dopo tanta teoria è arrivata anche l’ora della pratica. Una volta arrivati alle postazioni siamo stati avvisati che quella provata è una build molto avanzata, molto vicina alla demo in uscita il prossimo 8 agosto, con la possibilità di testare alcune squadre come Barcellona, Schalke 04, Liverpool, Inter e Milan, alcune squadre sud americane e, come nazionali, l’Argentina e la Francia, neo campione del mondo.

 

Il feeling col pad è stato sicuramente interessante per le prime partite, i passaggi spesso risultavano sbagliati per la postura errata del giocatore che li effettuava, e stessa cosa per i tiri. Infatti anche in PES 2019 è stato implementato il First Touch Impact, cioè come il primo tocco influenza l’intera azione. Ora non potremo – quasi – più fare come in passato e indirizzare il passaggio ancora prima dell’arrivo del pallone, perchè così facendo ci si troverà a sbagliare al 99% la direzione del suggerimento. Il primo stop determinerà il passaggio e per rendere il tutto più fluido Konami ha lavorato aggiungendo molte nuove animazioni. Fermare il pallone con il piede opposto a quello del nostro calciatore necessiterà un movimento apposito per permettergli di spostarsi su quello naturale e servire un suo compagno oppure dribblare l’avversario grazie – anche qui – alle nuove animazioni a cui hanno lavorato gli sviluppatori della casa giapponese. Queste aggiunte rendono sicuramente il tutto molto più realistico e riduce la velocità di azione che l’anno scorso, in alcune situazioni, era anche fin troppo elevata. Questo lavoro è stato effettuato non solo sugli stop ma anche sui tiri, la loro potenza ora dipenderà dall’attributo forza del giocatore – quindi un Cristiano Ronaldo tenderà a tirare più forte di un difensore – e bisognerà trovarsi nella posizione ideale per poter raggiungere l’impatto perfetto.

 

Un altro punto positivo della nostra prova è stata l’esperienza con i portieri. Se già lo scorso anno abbiamo visto come Konami fosse un passo avanti rispetto ad EA in quest’ambito, in questo 2018 potremmo finalmente vedere “numeri uno” intelligenti. Adesso i portieri cercheranno sempre di anticipare la direzione del tiro, grazie anche alla famosa posizione di tiro di prima, per effettuare parate in grado di salvare la partita. Una serie di nuove animazioni, si quest’anno è stato fatto un grande lavoro sotto questo punto di vista, permette agli estremi difensori di rispondere a qualsiasi tiro senza far finire il pallone sul piede del proprio avversario. Sicuramente questa grandiosa novità la dovremo testare per bene in fase di review, ma già dall’arrivo della demo l’8 agosto ci metteremo sotto per provarla, ma potrebbe essere una grandissima rivoluzione in un gioco destinato a riprendersi, finalmente, il suo trono.

In conclusione...
Le ore passate con questa build quasi definitiva di PES 2019 sono state sicuramente piacevoli. Lo scorso capitolo, una delle sorprese sportive videoludiche del 2017, già aveva fatto passi in avanti arrivando ai livelli del suo avversario diretto. Quest'anno potremmo dire che il sorpasso sia in procinto di accadere. La compagnia giapponese non si è arresa di fronte alla perdita di due grandi licenze - Champion's ed Europa League - e ha risposto alla grande continuando il percorso iniziato 365 giorni fa accaparrandosi i diritti di alcuni campionati europei e, sopratutto, di alcuni dei più grandi top club europei come Barcellona e Liverpool. Dal lato gameplay siamo rimasti piacevolmente colpiti da varie innovazioni come il First Touch Impact - che ha cambiato in meglio la nostra vita da giocatori di PES, e l'IA migliorata dei portieri, anche se quest'ultima è da testare a fondo con l'arrivo della demo. Solito, immenso, lavoro dal lato grafico, con Konami che sta sfruttando al massimo il Fox Engine creando una degna simulazione - anche visiva - di tutto ciò che possiamo vedere in televisione. PES è tornato e nei prossimi mesi ne vedremo delle belle.
Innovazioni lato gameplay
Grafica ancora più meravigliosa
x Rimane il dubbio licenze
x IA dei portieri da testare a fondo

due parole sull'autore
Nato già con il joypad in mano, possessore di SNES prima ancora che del biberon ma cresciuto con la Playstation nel cuore. Grosso amante dei JRPG e dei titoli sportivi. Recentemente ha acquistato anche una Xbox One così da poter dire la sua su tutto il panorama videoludico attuale.
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