Live #0: Di che colore sono i soldi su iCrewPlay?

Recensione PES 2016

Pro Evolution Soccer è stata per anni la serie calcistica di riferimento per gli amanti del calcio videoludico, anche se con il passaggio alla “numerazione ad anno” con PES 2008 ha iniziato a subire l’offensiva di Fifa e degli anni che passavano. Quest’anno la serie festeggia il suo ventesimo anniversario (essendo nata nel 1995 con il nome di International Superstar Soccer) e sotto il motto “the pitch is ours” cerca di riprendersi lo scettro di miglior titolo calcistico sfidando sua maestà Fifa in un confronto 1 contro 1. Sarà riuscita quest’anno Konami, forte del risultato dell’anno scorso, a riprendersi il campo e battere gli eterni rivali? Dopo aver passato molte ore sul nuovo PES 2016 siamo pronti a darvi tutte le risposte di cui avete bisogno.

 

Calcio d’inizio
Il pacchetto ludico al solito mette in evidenza i “vanti” delle licenze ufficiali delle Coppe

Una volta avviato PES 2016 il giocatore si troverà davanti a un menù a schede con la prima che offre possibilità di avviare rapidamente le competizioni in cui ci si è cimentati nelle sessione di gioco precedente, organizzando il tutto in ordine di utilizzo in modo da risultare comodo per coloro che giocano una sola modalità alla volta, che in questo modo possono riprendere velocemente la sfida da dove si erano interrotti. Nelle altre sezioni sono indicate tutte le principali attrazioni del titolo, partendo dalla possibilità di effetuare partite con la CPU o con gli amici fino alle varie modalità online per confrontarsi contro gli avversari di tutto il mondo. Grande vanto della serie Konami è la presenza di alcune competizioni completamente licenziate con grafica dedicata, inni e coreografie:n questo gruppo rientrano la Champions League (ricordando che la finale si terrà a Milano nel 2016), l’Europa League e la Copa Libertadores, con la possibilità per i giocatori di provare a far vincere queste particolari coppe alla propria squadra del cuore. Presenti anche le modalità Diventa un Mito, MyClub e Master League (o Campionato Master per i più vecchi). La prima permette di creare il proprio calciatore (o sceglierne uno già esistente) e di diventare pian piano una stella del calcio mondiale e non presenta particolari modifiche dallo scorso capitolo. La Master League invece ci metterà nei panni di un allenatore “all’inglese” (come ad esempio Sir Alex Ferguson) che dovrà dedicarsi anche a compiti finanziari e gestionali, oltre alla scelta della formazione e all’allenamento dei propri giocatori per arrivare a essere la numero uno del mondo.

 

 

This is my club
MyClub è stato migliorato sulla base dei feedback degli utenti, continuando la sfida a distanza con FUT

Ritorna la modalità MyClub (che dall’anno scorso sostituisce la Master League Online) che, copiando qua e là dall’Ultimate Team targato EA, permette al giocatore di costruire la propria squadra di “figurine” con la valuta guadagnata nel gioco, o tramite comode micro-transazioni con soldi reali, e di impiegarla per sconfiggere gli avversari. MyClub però, rispetto alla controparte EA, trova una componente fondamentale nella scelta dell’allenatore perchè il modulo e sopratutto la qualità dei giocatori che potremmo tenere in rosa dipenderà tutto da lui. Ogni giocatore avrà un costo di gestione in relazione alla propria valutazione generale e una volta che la somma di questi costi supera quella sopportata dall’allenatore si avranno pesanti ripercussioni sulla squadra e sull’armonia in campo. In questo PES 2016 la modalità MyClub è stata anche migliorata in base ai suggerimenti che i giocatori hanno dato agli sviluppatori lo scorso anno, aggiugendo la possibilità di far salire di livello i propri giocatori accumulando esperienza dopo le partite e permettendo così di farli sviluppare  evitando di spendere GP (la moneta del gioco) inutilmente alla ricerca di giocatori anche solo leggermente migliori rispetto quelli in squadra. La componente online di PES 2016 regge molto bene sia durante le partite amichevoli che il MyClub, ma purtorppo ancora non si è trovato il modo di arginare il fenomeno del “quitting” (che si verifica quando il giocatore che sta perdendo esce dal gioco per evitare di vedersi segnata una sconfitta) che ha colpito la maggior parte delle partite a cui abbiamo partecipato, tanto da costringersi a rinominare la stanza creata per sfidare gli altri giocatori online “No Quitters” per poterci godere qualche match senza veder abbandoni in Zona Cesarini (se non prima) .

 

Uno due.. Non va!
PES 2016 diverte, anche se l’IA di giocatori e portieri lascia più di qualche perplessità

Joypad alla mano PES 2016 si rivela divertente, anche se si è dovuto adattare alla frenesia e alla velocità di Fifa 15 proponendo così un gioco molto meno ragionato e più improntato sulle ripartenze e sui filtranti alti, rendendo le partite un mero flipper dove la squadra avente il maggior possesso palla non sempre è la più convincente. Inoltre il gameplay si basa molto più sullo scontro fisico, rendendo così i giocatori più grossi molto avvantaggiati e in grado di togliere palla facilmente anche a un Messi o un Neymar che fanno della loro agilità il punto forte, aspetto già ravvisabile dalla demo e confermato ancora una volta dal gioco finale, con le difese che spesso godono di enormi vantaggi sull’attacco avversario costringendo a giocare di velocità e cercare dribbling impossibili pur di arrivare alla porta. Il lavoro dei difensori è inoltre aiutato dagli arbitri, che fischiano raramente i falli e quando succede non estraggono quasi mai i cartellini. Se si è nei pressi della propria area di rigore poi i giocatori avversari non sbaglieranno mai le punizioni assegnate, con il risultato di assistere in questi casi a reti avversarie quasi assicurate. Ma una delle note più dolenti di questo PES 2016 è il reparto portieri che, nonostante il miglioramento rispetto allo scorso anno, risulta fin troppo carente, e di conseguenza renderà fin troppo facile segnare sia da vicino che da lontano. Grazie alla novità del Player ID per i portieri più famosi si riesce però in alcuni casi a mettere una pezza al problema IA che affligge i loro colleghi meno blasonati, con ad esempio Neuer e Buffon che appariranno quasi imbattibili rendendo molto più divertenti le partite contro le squadre più importanti rispetto a quelle minori. Al netto dei problemi appena descritti il gioco è davvero divertente e ad alti livelli di difficoltà il gameplay diventa più arduo e molto più competitivo: capiterà spesso di esultare per una parata straordinaria del proprio portiere al momento giusto o per un gol sudato. E a proposito di questo, un’altra grande novità di questo titolo è la possibilità di scegliere come esternare la propria reazione dopo un gol avendo, come già avviene guardando alla concorrenza, la completa libertà di muovere il giocatore dove si vuole e concatenare più azioni, scegliere un’esultanza caratteristica tramite i tasti che compaiono a schermo oppure indirizzarlo verso parti specifiche del campo (come ad esempio i cartelloni, le telecamere a bordocampo oppure la bandierina) per scene di festeggiamenti particolari.

 

Ma tu chi sei?

PES 2016, come il predecessore, utilizza il Fox Engine (creato da Kojima Productions) e si nota il grande lavoro svolto attorno al motore, pur in misura minore rispetto all’altro grande titolo che lo utilizza (stiamo parlando ovviamente di Metal Gear Solid V: The Phantom Pain). L’utilizzo dell’engine si nota sopratutto durante le diverse condizioni climatiche: dopo la grande assenza dello scorso capitolo è finalmente tornata la pioggia, che condiziona il modo di giocare e i giocatori stessi che si troveranno spesso a scivolare in campo (magari durante il rilancio del portiere che rischia di mandare la palla nei piedi del proprio avversario) e con i lanci lunghi pesantemente ridimensionati. Inoltre la presenza del motore di Kojima Production ha permesso agli sviluppatori di inserire la possibilità del meteo dinamico, e quindi si avrà la possibilità di iniziare la partita con dei grandi nuvoloni per poi terminarla sotto il diluvio universale, aggiungendo ulteriore tatticismo alla partita visto che in base alle condizioni climatiche si dovrà impostare il proprio gioco. I giocatori inoltre saranno più riconoscibili e sarà quasi difficile notare la differenza rispetto alla realtà guardando in faccia Neymar, Messi, Cristiano Ronaldo, Ibrahimovic e tanti altri giocatori famosi e non. Grande nota dolente però sono, come al solito, le licenze di questo PES 2016 che vedono la Serie A quasi completa tranne il Sassuolo, la Liga BBVA e la Ligue One ma tralasciano la Premier League (eccezion fatta per il Manchester United) e sopratutto la Bundesliga, completamente assente tranne che per il Bayern Monaco, il Wolfsburg e infine il Borussia Mönchengladbach (potete vedere l’elenco delle licenze qua). Da quest’anno per fortuna si potranno sistemare tutti questi problemi visto che nell’editor di gioco sarà possibile cambiare oltre al nome della squadra anche le divise e i loghi anche su Playstation 4 grazie alla possibilità, aggiunta con uno dei recenti firmware, di utilizzare le chiavette e/o hard disk usb. Il commento italiano è di Fabio Caressa e Luca Marchegiani, noti commentatori Sky, che come lo scorso anno ci accompagneranno durante le nostre partite. Durante le varie prove effettuate abbiamo potuto notare come il commento sia sicuramente migliore rispetto allo scorso anno ed esista una certa coerenza e fluidità in quello che il duo dice anche se spesso quando vengono nominate le squadre e i giocatori si può notare come il tono sia diverso e che il tutto sia messo insieme a pezzi.

 

Vogliamo spendere le ultime parole sulle rose delle squadre: il gioco arrivato nei negozi ha le squadre aggiornate a Febbraio 2015 (quindi con Mattia Destro al Milan, Jovetic ancora al Manchester City, Tevez e Pirlo alla Juventus e così via), e Konami ha promesso un aggiornamento nelle prossime settimane con tutti gli spostamenti di mercato.
Verdetto
8.5 / 10
Sto lontano dallo stress, fumo un po' e dopo gioco a PES.
Commento
PES 2016 è sicuramente ciò che i fans del brand stavano aspettando, un titolo nuovo e con un gameplay diverso anche se non perfetto. I portieri sicuramente sono un punto debole del titolo e non pochi fans storceranno il naso vedendo alcune papere che gli faranno perdere le partite. Tecnicamente il gioco è praticamente ineccepibile e il Fox Engine mostra i muscoli e non poche volte si resterà estasiati a vedere i volti dei giocatori più famosi. PES è un titolo che i fans del giuoco del calcio apprezzeranno sicuramente e quest'anno Fifa dovrà temere per il trono di “miglior titolo calcistico”
Pro e Contro
Visivamente spettacolare
Personalizzazione delle squadre
Gameplay un po' più veloce...

x ...Anche se non per forza è un bene
x Problemi vari con i portieri
x Pochissime licenze
x Commento non sempre all'altezza