Recensione Owlboy

Da alcuni anni a questa parte, il mercato indie si è votato a titoli talvolta troppo simili tra loro (e per questo ripetitivi), ma ha, in alcune circostanze, dato vita a dei piccoli capolavori a cui il videogiocatore si affeziona dopo pochi minuti di gioco. Owlboy entra di diritto a far parte della seconda categoria, un titolo “hi-bit” in 2D creato dallo studio indipendente D-Pad Studio, composto da appena cinque sviluppatori provenienti dal Canada, dagli USA e dalla Norvegia amanti dei platform e in particolare dei grandi classici come Super Mario, a cui si sono ispirati in questo lungo lavoro, cominciato tra gli 8 e i 10 anni fa, e il trailer rilasciato poco prima dell’uscita del gioco mostra perfettamente cosa si ritroverà davanti il videogiocatore. Non ci resta quindi che scoprire cos’è, ma soprattutto chi è Owlboy.

 

Versione testata: PC

 

 

Requisiti di sistema Minimi:

Sistema operativo: Windows 7/8/10/Vista

Processore: Dual Core

Memoria: 1 GB di RAM

Scheda video: Pixelshader 3.0 (Directx 10)

Memoria: 600 MB di spazio disponibile

Note aggiuntive: Richiede l’installazione di Windows Media Player

 

Sistema utilizzato:

Sistema operativo: Windows 7

Processore: Dual Core

Memoria: 4 GB di RAM

Scheda video: ATI Mobility Radeon HD 5470

Installazione Windows Media Player: Sì

 

“È intelligente, ma non si impegna”

 

diventerà Sempre più forte

All’interno di un quello che può essere considerato a tutti gli effetti come un open world, i giocatori muoveranno un piccolo e muto ragazzo-gufo chiamato Otus, a cui ben presto ci affezioneremo. L’Owlboy sembra infatti essere deriso da tutti per la sua inettitudine, e le sue smorfie di tristezza entrano nel nostro cuore dopo pochi minuti: sta a noi far sì che Otus si prenda la sua rivincita contro chi non crede in lui. Sin dai primissimi istanti di gioco, percepiamo inoltre qualcosa in lui che non va: i suoi voti alla “scuola dei gufi” non sono buoni, e anche nella pratica non eccelle. I videogiocatori lo scopriranno subito, in una fase di gioco tutorial nella quale non riusciranno a portare a termine gli ordini che il nostro insegnante ci darà. E proprio da quest’ultimo riceveremo le critiche più aspre, dopo essersi arreso davanti ai continui fallimenti di Otus. Fortunatamente però, il ragazzo gufo ha un amico che lo difenderà da chi continua a prenderlo in giro: Geddy, che con la sua simpatia, porterà un po’ di allegria nel gioco. Grazie a lui e ad altri personaggi che incontreremo nel corso delle circa 10 ore di gioco, Otus diventerà sempre più forte, prendendo costantemente fiducia nei proprio mezzi, malgrado l’insegnante di cui sopra e altri poco simpatici buontemponi proveranno a riportare la sua autostima a livelli minimi.

 

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Un’atmosfera di magnificenza

La trama del titolo è molto semplice e intuitiva. Se tutta l’attenzione iniziale viene data a Otus e al suo problema di mutezza, ben presto scopriamo che un gruppo di pirati spaziali attacca Advent (luogo in cui il ragazzo gufo vive) grazie all’aiuto di un Ragno, abitante del posto, e minacciano di conquistare il mondo in breve tempo, dopo aver trovato tutte le reliquie degli Antichi Gufi, che si trovano in luoghi che generano un’atmosfera di magnificenza e autorità simile a quella Maya in Messico. Saranno Otus e i suoi amici a dover combattere contro questi corsari e riuscire a evitare una tragica fine per l’intero mondo.

 

Impariamo a gufare

Dopo i primi e semplicissimi minuti di gioco, in cui impareremo a usare i comandi e le abilità di Otus, ci addentreremo in un magnifico mondo accompagnati da una colonna sonora a tema per ogni luogo in cui Otus andrà. I primi istanti di gioco ci permettono inoltre di capire che per poter procedere, il nostro protagonista ha assolutamente bisogno dell’ausilio dei suoi amici, e se all’inizio dovremo e potremo trasportare il solo Geddy, che con la sua pistola laser potrà sparare e colpire i nemici, man mano che la storia procede, ci saranno altri piccoli eroi con le loro uniche e inimitabili caratteristiche e personalità, ci aiuteranno ad affrontare pericoli che il solo e povero Otus non riuscirebbe mai a superare con le sue sole forze. Ma non dobbiamo pensare che il nostro protagonista sia quell’inetto che fallisce le lezioni all’inizio del gioco: Otus riesce a imparare strada facendo sempre nuove abilità, oltre a poter acquistare, grazie alle monete sparse per i vari mondi, nuovi oggetti che ne accresceranno le statistiche (in particolar modo la sua salute, perennemente minacciata dai tanti nemici e dai pericoli nascosti). Se all’inizio Otus poteva solo saltare, camminare e volare, da un certo punto riesce a effettuare una serie di movimenti inizialmente preclusi, come correre ed essere più veloce in volo.

 

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Varietà e Qualità

 

La trama e il personaggio di Otus non sono però i soli punti forti di questo titolo, che si avvale di una serie di componenti che lo rendono quel piccolo capolavoro di cui parlavamo nell’incipit di questa recensione. Se dovessimo descrivere questo titolo con un solo sostantivo, la parola giusta da utilizzare sarebbe “varietà”. Malgrado una modalità secondaria che non esiste se non si prende in considerazione l’idea di voler collezionare tutte le monete e spenderle per oggetti più o meno utili nell’unica bottega presente nel gioco, quella principale è ricchissima di cose diverse da fare, oltre al fatto di doverla affrontare con due diversi approcci; perché se è vero che alcune missioni devono essere portate a termine con grande attenzione a ogni minimo particolare che troviamo all’interno del luogo in cui Otus viaggia (in particolar modo nelle grotte), dall’altro ci sono alcune circostanze in cui dovremo armarci di rapidità ed essere veloci nel premere i tasti del controller. La varietà comprende anche i nemici da affrontare: ogni razza deve essere sconfitta in maniera diversa; perché talvolta dovremo nasconderci tra le aiuole o dietro alcuni oggetti e correre quando ci daranno le spalle, in altre circostanze dovremo essere attenti a utilizzare il giusto compagno, in quanto solo e soltanto lui, la sua abilità o la sua arma, potrà aiutarci; senza dimenticare infine una delle abilità di Otus, che gli permette di ruotare su se stesso e stordire momentaneamente il nemico di turno. E come non citare i boss, che con la loro forza saranno forse l’unica vera sfida complicata da affrontare?

 

La varietà la troviamo anche in una magnifica colonna sonora, composta dal musicista Jonathan Geer e che comprende 67 diversi motivi per un totale di 94 minuti di ascolto, una poesia fatta musica che difficilmente troviamo in altri titoli indie; senza dimenticare che molti di questi sono leit-motiv che troveremo negli scontri con i vari boss – con l’alternanza di tempi andanti e lenti. Insomma la varietà la fa da padrone anche in questo caso. Colonna sonora che è già in vendita sul sito ufficiale del gioco.

 

 

Le note stonate

No, non parliamo ancora della colonna sonora del gioco, ma di alcuni piccolissimi problemi riscontrati all’interno di Owlboy. Uno di questi riguarda alcuni bug sparsi qui e lì nel gioco (in particolar modo all’interno dell’Owl Temple, di cui si è abbastanza discusso sul web). L’altra nota stonata riguarda invece i colori di sfondo delle caverne: nello scontro con alcuni boss infatti, Otus quasi si mimetizza con l’ambiente alle sue spalle e per questo motivo può capitare di perderlo di vista, cosa che causa talvolta la nostra sconfitta. Il vero problema riguarda però l’assenza della lingua italiana: il gioco, che non presenta voci ma solo dialoghi, è stato finora pubblicato nel solo inglese, cosa può causare qualche difficoltà nei momenti in cui le vignette saltano automaticamente, ragion per cui, i giocatori potrebbero aver bisogno di conoscere almeno le basi. Sono forse questi gli unici problemi che vietano il titolo dall’ottenere un giudizio che rasenterebbe la perfezione.

Verdetto
9 / 10
Andiamo a Gufare
Commento
Owlboy è un affascinante viaggio interiore ed esteriore, all’interno del quale dovremo aiutare il piccolo Otus e tutta la comunità a crescere e a difendersi contro i soprusi di nemici senza pietà. Il titolo presenta pochissimi problemi, se non qualche piccolo bug che si manifesta di tanto in tanto dopo aver perso una vita (ma D-Pad sta già lavorando per risolvere il tutto) o durante il gameplay e l'assenza della lingua italiana (non indispensabile però), e se il prezzo di 22.99 € è in genere alto per un titolo indie, non è questo il caso, perché Owlboy può facilmente restare dentro di noi videogiocatori per molto tempo e si candida a essere uno dei migliori indie del 2016 dopo aver già ricevuto i primi premi.
Pro e Contro
Una grande varietà
Magnifica colonna sonora
Protagonista totalmente empatico...

x ... che a volte si mimetizza con lo sfondo delle grotte
x Mancanza della lingua italiana
x Piccoli bug sparsi nel gioco