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Un passato che ritorna

In voga negli anni 80, i libri game insieme ai giochi di ruolo da tavolo, furono gli antesignani ludici degli RPG come li conosciamo oggi, difatti questi iniziarono a influenzare altri media. Un nuovo genere di videogiochi come Akalabeth e Rogue videro la luce nel 1980, e tre anni dopo esordì il celebre laser game Dungeons & Dragons. Nonostante il genere sia sparito dalle librerie, anche Netflix di recente ha rilanciato l’idea che sta alla base dei libri gioco producendo Bandersnatch, un episodio singolare e interattivo della serie Black Mirror. Ed eccoci giunti ad Omen Exitio: Plague.

Ci troviamo di fronte ad un titolo nel quale l'azione cede completamente il passo alla narrazione

Le vicende riguardanti Jake Huntington

In fuga da un passato che puntualmente si ripresenta angosciatamene alla porta, Jake Huntington è un medico ossessionato dal rimorso per la perdita prematura dell’amata moglie misteriosamente malata. In cerca dell’agognato oblio guidato dal rimorso, Jake si arruola nella milizia Inglese di sua maestà Victoria come soldato semplice, ma è soltanto l’inizio che lo porterà a vivere quelle paure ataviche che inquietano da sempre l’animo umano, nel perfetto stile di Howard Phillips Lovecraft, il maestro dell’orrore.

Gli italianissimi di Tiny Bull Studio, pur non arrivando all’apogeo narrativo toccato da un Lovercraft o da un Poe nel descrivere il turbamento dell’uomo, ci offrono per un modestissimo esborso un’avventura tuttavia magnificamente narrata e scritta, che senz’altro non deluderà coloro ai quali piace leggere, ma nemmeno quei giocatori che in passato hanno apprezzato i libri game come la serie Lone wolf.

L’avventura di Jake si dipana in una manciata di semplici schermate: ecco quella principale
Sulle tracce del Lupo

Gli sviluppatori con Omen Exitio: Plague tuttavia hanno preferito un approccio classico rispetto a quello offerto da Joe Dever’s Lone Wolf, che fonde dinamiche attuali proponendo un ottimo connubio tra media videoludico e cartaceo. questa scelta pone il titolo in una posizione di nicchia, dove l’azione vera e propria cede il passo alla complessità dei testi unita alla suspence della storia.

Omen Exitio: Plague è, ne più ne meno, semplicemente un ottimo libro gioco in versione digitale approdato su Switch, conservando lo spirito originario in tutto e per tutto. Ovviamente non abbiamo dadi da lanciare, ma l’esito degli scontri, o il successo o meno di alcune scelte saranno dettate da come distribuiremo i punti esperienza tra le nostre caratteristiche: combattimento, osservazione, medicina, carisma e agilità. Da tenere a mente che vi sono anche decisioni che ci faranno completare o fallire delle quest, utili per ottenere i sempre pochi punti esperienza ottenuti.

Le scelte della salvezza

La storia è coinvolgente e i numerosi cliffhanger, soprattutto per via delle nostre scelte rendono la narrazione dinamica con pochi momenti pedanti. Anche i cinque finali proposti potrebbero offrire una buona rilettura, anche se Tiny Bull ha preferito offrirci un’esperienza tutta d’un fiato, e diciamo, user friendly. Infatti, a differenza di un libro game classico, anche nei momenti più disperati si avverte sempre una certa magnanimità che ci tirerà fuori dai guai evitandoci una pessima bad ending, preferendo quindi la fluidità letteraria ad un gameplay impegnativo o punitivo anche difronte a scelte determinanti. Personalmente avrei preferito una impostazione più tattica, dove ponderare al meglio le proprie scelte avrebbe contribuito ad un procedere meno guidato.

La città di nome Torino

Comprensibili invece le scelte tecniche minimali dell’azienda torinese, che ha preferito essere più di sostanza, con poche ma buone illustrazioni e tracce audio, mettendo su carta una storia ben concepita rispetto ai tanti fronzoli di contorno che probabilmente avrebbero fatto lievitare i costi di produzione, ricollocando Omen Exito: Plague in una fascia di prezzo più alta e meno competitiva. Tuttavia avremmo gradito un opzione di ottimizzazione sul piccolo schermo della switch: ingrandire le pagine o il testo, ad esempio.

Complice il fatto che la piccola Nintendo è molto più portatile di un tv, ma meno di un libro, l’esperienza utente è abbastanza vicina alla lettura di un ebook, ma con il plus della giocabilità tipica di un’avventura testuale. In una epoca dove qualsiasi media riversa molte risorse in comparti tecnici esplosivi, offrendoci tuttavia storie ridotte all’osso e dialoghi banali, Omen Exito: Plague è un buon modo per imparare a leggere una storia scritta bene. Ovviamente il target a cui è rivolto non è proprio il giocatore tipico di un qualsiasi Fortnite, con tutto il rispetto.

Verdetto
7.5 / 10
La paura più antica è quella dell'ignoto
Commento
In quegli anni mi sono appassionato alla saga di Lone Wolf e partecipato ad innumerevoli giochi da tavolo, ritrovando poi le stesse dinamiche ed entusiasmo nel mondo videoludico, amplificate e tecnicizzate da questo media criticato a tutt'oggi poiché tende all'isolamento piuttosto che alla socializzazione effettiva, o almeno così sembrerebbe. Omen exitio: Plague certamente si colloca in un contesto dove il progresso tecnologico ha poca importanza, facendoci calare in una narrazione solitaria ed anacronistica dove il mezzo ludico è solo un pretesto, veicolando tuttavia una storia avvincente simile ad un ebook game piuttosto che ad un videogioco. Qui probabilmente risiede l'unico punto debole della produzione Tiny Bull, che con i tempi che corrono, potrebbe mettere poco in risalto le qualità effettive di questa avventura, che tuttavia hanno messo d'accordo sia la community di lettori che di videogiocatori.
Pro e Contro
Testi ben scritti
Storia avvincente
Molto ebook...

x ...Poco videogioco
x Schermo non ottimizzato