Recensione Mortal Kombat 1, il mio comfort-trash

Per chi è cresciuto negli anni 80 o negli anni 90, come me, esiste una categoria di film d’azione molto speciale, quella ricca di azione esageratamente pompata e spettacolare, esplosioni non necessarie, protagonisti super palestrati e scontri finali rigorosamente di notte sotto la pioggia.

Certo, sono film esagerati, ridicoli nel loro modo improbabile di rendere qualsiasi scena un tripudio situazioni esagerate, ma è proprio per questo che ci piacevano tanto.

Allo stesso modo, Mortal Kombat è un videogioco che ho sempre messo nella stessa categoria di prodotti. Il primo capitolo fu un esperimento incredibile, che sconvolse profondamente il modo in cui veniva percepito il picchiaduro classico.

Attori ripresi nella realtà come combattenti, una violenza esagerata ed estrema che culminava con le celeberrime fatality che ogni bambino impazziva nel cercare di utilizzare sia a livello di tasti da premere che per la spettacolare brutalità che mettevano in mostra. Questa è stata la cifra stilistica dei vari capitoli della serie, che però, di volta in volta, di anno in anno, diventava proprio come quei film d’azione. Non qualcosa di strabiliante, semplicemente qualcosa di familiare, in grado di farci strappare qualche esclamazione o qualche risata dopo la nuova fantasiosa fatality scoperta sul divano insieme agli amici. Una sorta di zona di comfort nel trash, per l’appunto.

Per questo motivo, la fatica che i ragazzi di NetheRealm si sono sobbarcarti volendo rendere questo nuovo capitolo una sorta di soft reboot, mi è sembrata quantomeno strana sin dalle sue prime presentazioni, non perché non fosse possibile, ma perché non strettamente necessaria visto il tono della narrazione.

Si torna alle origini di Mortal Kombat?

La trama?

Partiamo quindi dalla storia che appunto si può intendere come un soft reboot, perché sfrutta il finale di Mortal Kombat 11 per azzerare le storie dei personaggi e rimescolare le carte e i rapporti di forza all’interno della saga, mettendo Liu Kang a fare la parte del cattivo e reimbastendo le origini di una divinità come Raiden.

Devo dirlo, si vede che ci sia stato dell’impegno profuso sul lato narrativo della produzione, che come sempre ha un occhio di riguardo per la modalità storia.

Rimane il fatto che parliamo di una saga in cui lo stesso modello di personaggio veniva utilizzato, con colori diversi, per raffigurare Scorpion, Sub Zero, Reptile e Noob, poi ognuno declinato in estetiche e personalità completamente differenti di capitolo in capitolo, per cui la continuità narrativa è comunque qualcosa di secondario, se non per pochissimi appassionati.

Indietro nel tempo

Il punto forte rimane sempre lo stesso però. A ogni frase chiaramente esagerata di Johnny Cage, a ogni fatality super violenta di turno o all’ennesima mossa in grado di mostrarci per filo e per segno in quanti modi siamo riusciti a spaccare le ossa del nostro nemico in piccolissimi frammenti, hai la sensazione di essere tornato a casa, di essere ancora su quel divano con gli amici, davanti ad una TV a tubo catodico di dimensioni ridicole per gli standard attuali, che riproduce la cassetta di Mortal Kombat di tuo cugino più grande sul tuo Nintendo 64.

Al “get over here” di Scorpion ti sembra ancora di sentire nelle orecchie l’urlo che piantaste tutti insieme all’unisono la prima volta che uno di voi riuscì a mettere a segno la combo, e ti ritrovi di nuovo un bambino davanti ad un prodotto smaccatamente esagerato.

Insomma, come ormai avrete capito, è questa la più grande qualità che posso riconoscere a Mortal Kombat 1 , ancora prima della grafica impressionante o dei tecnicismi da giocatore hardcore. È la capacità di essere cambiato ancora una volta riuscendo comunque a mantenere integro quello spirito esagerato, spaccone e scanzonato che lo ha sempre differenziato dai rivali del genere.

Ora che l’aspetto (per me) più importante è stato affrontato, voglio anche che possiate capire cosa altro vi trovereste davanti con Mortal Kombat1 .

Le parole che tutti attendiamo di sentire!

Benvenuto, nuovo kombattente

Per cominciare, voglio menzionare un aspetto che non è più trascurabile in questi anni, ovvero il tutorial.

Si perché anche Mortal Kombat 1, così come gli altri picchiaduro di spicco degli ultimi anni, ha deciso di accompagnare in maniera più presente e graduale i neofiti, per cercare di aprirsi e di aprire chiaramente i circuiti competitivi ad una massa maggiore di utenza.

Per cui sappiate che vi troverete davanti un tutorial che vi richiederà circa un paio d’ore per essere completato e che vi darà modo di apprendere e cominciare a interiorizzare alcuni fondamentali del combattimento online competitivo, di modo che possiate sapere cosa sia un counter e come eseguirlo, come proseguire le combo aeree in maniera da poterle allungare o ancora, identificare i frame di recupero di una mossa utilizzata dall’avversario per sfruttarne l’apertura.

Ho provato a far giocare il tutorial a un paio di amici neofiti e devo dire che negli scontri successivi ho percepito effettivamente un miglioramento, per lo meno nella lettura delle azioni a schermo e degli input da dare.

Certo, non sono due ore che vi faranno diventare degli esperti, ma sicuramente è stato svolto un ottimo lavoro di introduzione al picchiaduro.

Le Guest Star già annunciate

KAMEO!

Lodata questa prima introduzione, c’è però da dire che il nuovo sistema Kameo è una novità al tempo stesso così fresca e aliena alla serie che ancora devo interiorizzarla bene, principalmente per le enormi possibilità che offre.

Ma che cos’è questo Kameo? In pratica non si tratta che del poter selezionare dei combattenti “alleati” prima dell’inizio del match – combattenti che non potremo utilizzare direttamente, ma che potremo richiamare a schermo con la pressione di un tasto e che eseguiranno delle specifiche mosse che potrebbero permetterci di spezzare una combo avversaria, di disorientare il nemico colpendo dai lati opposti, oppure di proseguire una combo che stava per finire.

Nulla di nuovo sotto il sole per chi ha giocato vari titoli di questo genere, persino alcuni giochi tie-in di Dragon Ball e simili lo hanno già usato. Eppure questa semplice aggiunta stravolge completamente il gameplay e lo stile di combattimento dei vari lottatori, permettendo ai giocatori più scafati di sopperire, in qualche caso, alle debolezze fisiologiche del proprio personaggio.

Insomma, un’aggiunta che potrà permettere di tenere vario e interessante anche l’ambiente competitivo del gioco, oltre a dare la possibiltà di inserire una sfilza sterminata di personaggi non utilizzabili. D’altronde NetheRealm ci ha abituato bene in fatto di licenze esterne a Mortal Kombat, vero Schwarzie?

FINISH HIM!

Arrivati a questo punto potreste pensare che io abbia detto tanto, ma che in verità non abbia detto granché.

In una certa misura sono d’accordo con voi, perché avrei sicuramente potuto soffermarmi di più sulla nuova importanza che è stata data alle combo aeree, che in passato non erano così utilizzate e frequenti.

Avrei potuto dirvi di come sia appagante sbloccare i vari combattenti e Kameo progredendo nella storia e nel livello del proprio account, rispetto all’ormai onnipresente sblocco solo di skin estetiche dei picchiaduro moderni.

Avrei potuto raccontarvi come ogni singola arena del gioco sia bella e curata al limite del maniacale e come abbia passato ore a cercare tutte le possibili interazioni ambientali durante i combattimenti.

Ed infine una volta in più avrei potuto ribadire come ogni singola fatality sia uno spettacolo per gli occhi nel suo tripudio di budella, ossa e sangue ovunque.

Ma la verità è che già pieno di critici che vivisezionano le componenti di Mortal Kombat 1. Io voglio solo invitarvi a tornare a guardare quell’azione esagerata, ed allo stesso modo in cui è successo a me, mentre in cinque su un divano, nonostante i nostri 32 anni, urliamo all’unisono “FINISH HIM!” tornare tutti un po’bambini.

Voto e Prezzo
8 / 10
70€ /70€
Commento
Mortal Kombat è sempre Mortal Kombat qualsiasi cosa aggiungi, ma è già così pieno di critici che io vorrei ci concentrassimo su quell'azione esagerata che caratterizza da sempre la saga.
Pro e Contro
E’ sempre MK
Appagante, caciarone ed esagerato al limite del trash
Neofita-friendly

x È sempre MK
x Sbloccare tutto richiede tempo

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