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La nuova IP di Game Freak, Little Town Hero, si presenta in tutta la sua bellezza… O quasi.

Per me è difficile scrivere questa recensione di Little Town Hero. In generale per me è difficile fare una recensione di un gioco Game Freak, a maggior ragione se è una novità. Perché mi chiederete voi, e ne avreste tutti i motivi. La risposta è semplice: sono profondamente innamorato della casa di produzione. È il problema della maggior parte dei videogiocatori: essere fan ti fa sperare sempre nel meglio e si rimane delusi quando poi il titolo non è all’altezza delle aspettative. Sì, fan di Game Freak come me. Sì, il gioco è una delusione totale, ma per errori talmente stupidi che persino uno sviluppatore in erba potrebbe risolvere.

Ma inutile che mi dilunghi oltre in questa introduzione, lo leggerete da voi e trarrete le vostre conclusioni. Quindi, cominciamo.

Little Town Hero recensione
È pieno di idee. In tutti i sensi.

Partiamo con le cose positive. Prepariamoci al peggio con un po’ di gioia.

Little Nota: So che sembra non originale questa meccanica. Ma in realtà, come ci ricorda il nostro opposto cattivo, se c’è l’originalità è meglio, ma non è fondamentale. In questo caso, siamo decisamente borderline.

La meccanica di combattimento principale di Little Town Hero si compone di idee (Izzit) che divengono azioni (Dizzit) e si scontrano contro le azioni dell’avversario in un complesso combattimento a turni. Come siamo già abituati da giochi come Hearthstone et simila, ogni turno avremo un quantitativo di mana spendibile, che, vi assicuro, va usato con precisione se non si vuole compromettere tutto lo scontro. Inoltre, vi è, alla fine del turno, un movimento in mappa determinato dal lancio di un dado, che può avvantaggiare noi o l’avversario. Conviene quindi prevedere tutte le possibili posizioni in cui potremmo spostarci alla fine del combattimento. Questa meccanica complica ancora di più il combattimento, perché spesso dovremo tenere delle idee inutilizzate per un vantaggio maggiore in futuro.

Questo è per darvi un assaggio veloce di ciò che significa combattere un mostro in Little Town Hero. Vi assicuro, è difficilissimo. Ho passato ore a combattere nemici formidabili. Il livello di difficoltà parte molto basso all’inizio, ma si alza a dismisura. E cavolo se è un bene. Adoro la sfida. Adoro le battaglie lunghe e di logoramento. Questo sistema di combattimento a metà tra un videogioco e un gioco da tavolo è fantastico. Se Game Freak mi facesse un gioco da tavolo cooperativo mantenendo questo sistema, io vi giuro me lo compro e vado a genuflettermi davanti a loro. Peccato che hanno buttato tutto ai polli.

Un mostro per amico.

Ma le cose positive non finiscono qua. Anche lo studio dei mostri è una chicca. Sono artisticamente geniali, e affrontarli è una goduria per gli occhi. Ovviamente non aspettatevi il Diablo della situazione (anche se un mostro cornuto a inizio partita lo incontrerete in effetti). Sono tondeggianti, cartooneschi, colorati, ma vi metteranno comunque sotto pressione. Non vedrete l’ora di sgamare il trucco per spaccare le loro difese e colpire duro.

Soddisfazione, bei concept e stili di combattimento diversi per ogni nemico. Hai pure le musiche di Toby Fox che sono meravigliose, e mi ricordano Final Fantasy Fables: Chocobo Tales. Davvero Game Freak, come hai fatto a trasformare tutto in spazzatura?

Little Town Hero ha delle meccaniche geniali, ma come al solito Game Freak rovina tutto.

Non esiste programmazione nel cuore di chi lotta.

Questa recensione di Little Town Hero sarà il mio biglietto da visita nell’inferno dei recensori. Ne sono certo.

Game Freak, ti prego, insegna ai tuoi dipendenti a programmare. Davvero, questo gioco è pieno di errori stupidi. Personaggi che dovrebbero stare fermi e passeggiano tranquillamente sul posto quando tu ci passi correndo accanto. Slittamenti fantasmici del PG quando cambi repentinamente direzione di spostamento. Il modello del personaggio che si incastra se qualche altro personaggio si sta muovendo. Ve ne faccio vedere qualcuna, perché non è possibile. Queste cose non vanno bene nel 2019.

Empty Little Town.

Si suppone che Little Town Hero sia un GDR. All’inizio del gioco, infatti, si può scegliere il proprio nome, e vi è anche un albero delle abilità da potenziare. Ora, se è un GDR, allora si suppone anche che ci sia tanto da chiacchierare e esplorare.

No, col cavolo. Rimarrete confinati in quella cittadina a girovagare negli stessi luoghi.

E neanche a dire che ci sta qualcosa da vedere. È vuota. Completamente vuota. Anche i personaggi che la abitano sono vuoti. Pensate che hanno ben deciso di utilizzare tutti modelli uguali per categoria di personaggio (un classico di Game Freak), ma non si sono neanche sprecati a cambiar nome. Ci sono, praticamente, un tot di cittadini che praticamente hanno il dono dell’ubiquità. Infatti, hanno tutti lo stesso appellativo generico, come se il protagonista soffrisse di perdite di memoria a breve termine e dovesse compensare: Boy, Girl, Man, Woman, Old Man, Old Woman, ecc.

Ma loro sanno di questa cosa orripilante. E quindi hanno ben deciso di mettere il viaggio rapido. In una cittadina grande quanto un villaggio di montanari.

Game Freak, non ti sprecare a rispondere alla domanda sopra. Ci penso da solo.

Little Town non esiste. L'Hero c'è, e sei tu che decidi di giocarci.

Una nota amara nella Curryquette.

Chiudiamo questa recensione di Little Town Hero con una nota amara.

Non è davvero possibile che ancora una delle case di sviluppo più importanti al mondo non riesca a tirare fuori un titolo completo. Qui si tratta davvero di errori che rovinano un’idea geniale, e questo è imperdonabile.

Io vorrei fare un appello in conclusione: vi prego, la meccanica è bella, non buttatela. Game Freak fammi un secondo capitolo fatto per bene.

Io sarò qui trepidante ad aspettare.
Verdetto
6 / 10
Little Town Hero un po' troppo Little.
Commento
Little Town Hero è un gioco con idee geniali, senza ombra di dubbio. Il problema è che tutto quello che circonda queste idee e le meccaniche di combattimento sia di pessima fattura. Neanche le musiche di Toby Fox riescono a salvare la pessima programmazione e il brutto game design del titolo. Peccato, poteva essere l'inizio del riscatto di Game Freak dopo le performance negative degli ultimi anni.
Pro e Contro
Combattimento stupendo
Musiche eccezionali
Bei concept per i mostri

x Programmazione pessima
x Ambientazione vuota
x Trama e quest secondarie banali