Live #0: Di che colore sono i soldi su iCrewPlay?

Recensione Little Big Planet 3

Little Big Planet fu una dell nuove proprietà intellettuali di casa PlayStation che esordì su PS3 a fianco di colossi come Uncharted o Infamous: il mondo di Sackboy, che ad un primo sguardo sembrava solamente un banale platform, trovava il suo vero fulcro in un editor di livelli profondissimo ed una quantità di collezionabili difficilmente imitabile dai concorrenti.
Con Little Big Planet 2, MediaMolecule migliorò tutti i difetti del primo, confezionando una vera e propria Piattaforma per giochi: la comunità di Little Big Planet Online si riempì di qualsiasi genere videoludico, dai giochi di corse a quelli di combattimento, in oltre nove milioni di livelli completamente creati dai giocatori.
Il mondo di Sack Boy sembrava aver trovato il suo lieto fine ma, a sorpresa, MediaMolecule cedette la sua creatura, che ricevette in seguito un capitolo su Playstation Vita (Double Eleven) ed un dimenticabilissimo gioco di guida (United Front Games), fino ad approdare nelle mani più convinte di Sumo Digital (artefici già del DLC dedicato a PlayStation Move di Little Big Planet 2).
Dopo averci stuzzicato durante l’intervista alla scorsa Milan GamesWeek è giunto finalmente il tempo di giudicare questo nuovo capitolo della serie: sarà riuscita Sumo Digital a dare un degno successore al brand portato al successo da MediaMolecule?

Versione Testata: PlayStation 4

Eravamo quattro amici di pezza

La trama di Little Big Planet 3 si svolge qualche tempo dopo la lotta contro Negativitron: Sack Boy sta vagando senza pensieri per il mondo di Bunkum, quando in seguito ad una serie di eventi, libera per sbaglio i tre Titani, enormi mostri intangibili in grado di fagocitare tutta la creatività.
Per fermare i Titani, il piccolo eroe di pezza dovrà risvegliare i tre Guardiani, vere e proprie new entry dell’universo di Little Big Planet: Oddsock, dalle sembianze canine, potrà correre molto più velocemente degli altri, salire sulle pareti ed eseguire salti molto lunghi; Toggle può rimpicciolirsi a piacimento e giocare quindi sulle leggi della fisica grazie all’implemento/diminuzione di peso e infine Swoop, l’unico membro alato del gruppo in grado di rimanere in volo o compiere precise picchiate grazie al tasto R1.

I livelli dedicati ai nuovi personaggi risultano i migliori

Tutti e tre sono stati caratterizzati molto bene e i livelli dedicati ad ognuno risultano, ad avventura finita, tra i migliori tra quelli creati da Sumo Digital.
Come per Sack Boy anche per le nuove stelle del titolo vi saranno numerosi costumi da collezionare e, per la prima volta nella storia del brand, alcuni costumi saranno acquistabili con i bubboli (la moneta del gioco); nelle prossime settimane inoltre, Sony e Sumo Digital renderanno compatibili tutti i DLC dei precedenti capitoli (Molti lo sono già da oggi).
Purtroppo durante la storia saranno ben pochi i livelli in cui potremo usare i quattro personaggi contemporaneamente: se un livello è dedicato a Sack Boy, anche gli altri giocatori dovranno utilizzare il pupazzo di pezza, e così via.

Una delle novità di Sumo Digital riguarda la mappa principale di ogni mondo: pòtre che selezionarla dal pianeta tramite il Pod (come avveniva nei due capitoli di MediaMolecule) ora potrete visitare ogni zona come se fosse un enorme hub di gioco. Qui oltre ai livelli della storia, troviamo il negozio di cui vi abbiamo già parlato, dei livelli segreti (alcuni dedicati al multiplayer e altri ad un determinato personaggio) e ovviamente le immancabili bolle premio; inoltre nella Ziggurat (il secondo mondo) troverete anche uno speciale portale con i livelli più votati della comunità, o i consigliati dagli sviluppatori.
La modalità storia di Little Big Planet 3 si dipana in quattro mondi, molti meno rispetto ai predecessori, e funge praticamente da introduzione ai nuovi personaggi e alle loro abilità: sebbene i livelli da affrontare siano oltre trenta (contando anche quelli segreti) il tasso di sfida è medio basso, e causerà vere e proprie imprecazioni solo durante le ultime sezioni, o se vi doveste cimentare con il completamento senza mai morire.
Fortunatamente la longevità di Little Big Planet 3 si basa, come per i suoi predecessori, sulla community e sull’editor, sorvolando beatamente su quanto sia lunga la trama principale.

Strumenti per tutti

Anche Sack Boy potrà acquisire nuove abilità e strumenti nel corso dell’avventura: oltre al ritorno degli Stivali Propulsori, che permettono un salto più lungo o più alto grazie ad R1, troviamo il Turbinator, in grado di aspirare e soffiare lontano blocchi leggeri; la Viaggiosfera, che permetterà a Sack Boy di materializzarsi sotto determinati specchi; il Cascorotella, che vi trasporterà sulle rotaie sparse per i livelli ed infine l’Illuminatore, che svelerà i misteri delle opere d’arte aprendo nuovi passaggi.
Questi sono solo i cinque oggetti messi a disposizione da Sumo Digital, nell’editor infatti, grazie al Potenziamento Popit (una banalissima chiave inglese) potrete creare qualsiasi oggetto vi passi per la mente, dallo Sparatorte già visto in Little Big Planet 2 ad una Racchetta da Tennis con cui rispedire al mittente i proiettili, l’unico limite, come ogni volta, è la creatività del giocatore.
Mettendo le mani sull’editor, i meno coraggiosi avrebbero solamente copiato quello che già c’era nei due capitoli di MediaMolecule (Double Eleven),Sumo Digital invece è andata fino in fondo anche con il vero fulcro del titolo aggiungendo diversi oggetti ed una modalità chiamata Enigmi Popit che sostituisce i noiosi tutorial dei primi due capitoli.

l’editor è migliorato

Ma andiamo con ordine: i piani di profondità dei livelli sono aumentati da tre a sedici permettendo, anche grazie ai nuovi elementi come Veloporti (che funzionano alla Portal) scale e discese, di creare livelli ancora più vasti e straordinari.
Tutti i livelli della community sono stati adattati per questo nuovo editor, e sono giocabili anche su Little Big Planet 3. Torna anche lbp.me, che vi permette dal browser di visionare tramite un breve trailer i livelli della comunità e decidere se aggiungerli in coda o meno, una volta a casa basterà accendere la console per potersi gustare i livelli scelti.

Sembrava impossibile ma l’editor è migliorato ulteriormente, anche grazie alla modalità Enigmi Popit, una storia secondaria in cui Larry da Vinci, direttamente dal secondo capitolo, vi illustrerà come utilizzare tutti gli strumenti dell’editor tramite livelli creati ad hoc.

Quando meno te lo aspetti

Fino ad ora abbiamo solamente elogiato i ragazzi di Sumo Digital, per aver raccolto l’eredità di MediaMolecule e aver migliorato qualità di Little Big Planet già belle in origine.Anche dal punto di vista sonoro la qualità è ancora alta: con una colonna sonoragradevole e varia ed un doppiaggio impeccabile affidato nuovamente alle redini di Alberto Olivero ( il narratore di tutti i capitoli della serie).

Purtroppo non è tutto oro quel che luccica e il comparto tecnico di Little Big Planet 3 lascia a desiderare sotto molteplici aspetti.
Graficamente, forse a causa della sua essenza Cross-Gen, Little Big Planet 3 non si discosta molto dal predecessore, pure su PS4 la differenza non è netta come accade ad esempio in L’Ombra di Mordor;

il comparto tecnico lascia a desiderare sotto molteplici aspetti

se a questo aggiungiamo la presenza di numerosi bug grafici (notevolmente diminuiti grazie alle due patch uscite dallo scorso 18 Novembre, ma ancora presenti in quantità) verrebbe da domandarsi se il titolo non sarebbe dovuto uscire qualche settimana o mese dopo.
Un altro problema purtroppo riguarda il gioco online: nei titoli di MediaMolecule era onnipresente il lag, oppure espulsioni dalle stanze cooperative, ma almeno si riusciva ad unirsi agli altri giocatori sparsi per il globo. In Little Big Planet 3 non solo non siamo riusciti a giocare con altri membri della community ( il gioco è uscito lo scorso 18 Novembre in Nord America) ma una volta finito il tentativo di connessione, il titolo crashava tornando in dashboard oppure corrompeva i dati di salvataggio e le mappe di gioco costringendo un riavvio del sistema.
Speriamo vivamente Sumo Digital si metta presto al lavoro per una terza patch che risolva almeno in parte questi problemi online, o rischia di rovinare uno dei punti forti dell’universo di Sack Boy: la compagnia.

Verdetto
7.5 / 10
Crash, ma non Bandicoot
Commento
Little Big Planet 3 è un degno sequel, con nuovi personaggi ben caratterizzati ed alcune novità non da poco per il brand, purtroppo se da un lato migliora tante cose presenti nei due capitoli precedenti, dall'altro tecnicamente non ne è all'altezza. Il titolo di Sumo Digital è afflitto da numerosi bug grafici che potrebbero minare l'esperienza di gioco, uniti ad un comparto multiplayer per ora disastroso. Qualora verranno corretti questi errori (soprattutto quelli online), il voto potrà e dovrà essere aumentato di mezzo punto, perchè Sumo Digital ha avuto il coraggio di migliorare delle meccaniche dell'Editor dell'universo di Sack Boy.
Pro e Contro
Editor migliorato
Colonna sonora varia e gradevole
Nuovi personaggi integrati bene

x Graficamente non al top
x Qualche bug di troppo
x Comparto online da riparare