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Recensione Has-Been Heroes

Dopo aver archiviato la serie di Trine, i finlandesi di Frozenbyte tornano sulle scene con un nuovo titolo roguelike, pronti a farvi dannare e a mettere a dura prova i vostri nervi con Has Been Heroes.
Disponibile dallo scorso 4 Aprile su Xbox One, PlayStation 4, Switch e PC al prezzo di 24,99€, scopriamo insieme quanto è difficile essere eroi in Has-been Heroes.

Versione Testata: Nintendo Switch

 

 

We can be Heroes, just for one day

Come abbiamo avuto modo di “vivere” sulla nostra pelle, il roguelike è un genere che sopravvivendo al passare del tempo e delle mode è riuscito a resistere e ad adattarsi a varie forme di gameplay con somma gioia dei giocatori più navigati e sempre alla ricerca di nuove sfide.
Frozenbyte prende questa filosofia poco “amichevole” e la adatta a meccaniche che viaggiano a metà strada fra l’RPG strategico e il tower defense alla Piante vs. Zombie, mostrando però, rispetto al titolo Pop Cup, una verve decisamente più hardcore e, appunto, dinamiche roguelike che renderanno ogni partita diversa dalle altre, aggiungendo alla formula di gioco l’elemento imprevedibilità tipico di queste produzioni.

Noi, in veste di giocatori e fautori del destino dei nostri eroi, ci troveremo a controllare una banda male assortita di ex guerrieri che, dopo che il regno ha vissuto nella più totale tranquillità per decenni, si trovano a compiere dei lavoretti per il loro Re, come scortare le figlie a scuola. La pace però è solo apparente e una nuova minaccia è pronta ad abbattersi, per portare scompiglio in tutta la regione. Fortunatamente però ci saremo noi a guidare gli eroi, che troveranno finalmente un incarico degno del loro nome e delle loro possibilità.

In Has-Been Heroes avremo il comando diretto sui 3 eroi che saranno disponibili ad inizio gioco, su una griglia composta da 3 corsie, nelle quali i nemici si avventureranno avvicinandosi pericolosamente a noi. A turno, una volta l’icona dell’attacco sarà carica e avrà terminato il tempo di cool down, potremo sferrare il nostro colpo, sfogando tutta la forza a nostra disposizione sul nemico. A seconda della classe, cambierà il tipo di attacco disponibile, sia in potenza, capace di stordire l’avversario rompendogli le difese, sia in numero di colpi, realizzando combo capaci di accorciare la barra vitale dei nemici. Altra particolarità sarà la possibilità di rallentare lo scorrere del tempo, una sorta di pausa tattica per imbastire strategie e concatenare più attacchi insieme così da massimizzare il danno inflitto, alternando sulla riga scelta i vari eroi che si susseguiranno gli uni agli altri.
Oltre alla possibilità di attaccare e di spostare il campo d’azione, potremo influenzare gli esiti della partita utilizzando le varie abilità speciali dei vari personaggi, che ci permetteranno di sfruttare poteri innati in grado di bloccare il nemico, stordirli o causare danni multipli.

Everyday Heroes

Ad ogni partita l’area di gioco, suddivisa in stage, verrà generata casualmente, sebbene le zone siano sempre le stesse. L’esplorazione avviene su un percorso a griglia nel quale sarà possibile spostarsi selezionando una delle direzioni disponibili, e obbligando il giocatore a scegliere determinati percorsi senza avere la possibilità di ritornare sui propri passi, a meno che non si consumi un oggetto speciale (solitamente disponibile in quantità limitatissime), che ci permetterà di visitare nuovamente una zona limitrofa o cambiare percorso in caso di vicolo cieco, evitando così di finire in game over. Fra le varie aree disponibili ne avremo avremo una per il ristoro, che permetterà di recuperare stamina (elemento che ci consentirà, anche subendo danni, di non venire sconfitti immediatamente), vari scrigni del tesoro, o mercanti che venderanno magie ed oggetti di equipaggiamento, o le chiavi necessarie per aprire alcuni scrigni ben custoditi.

I mercanti rappresentano quindi uno degli elementi imprescindibili per il buon esito della missione e della nostra vittoria. Infatti, spendendo il denaro ottenuto combattendo e sconfiggendo i nemici potremo investirlo per ampliare il set di magie a nostra disposizione, così come gli oggetti potranno essere equipaggiati per, ad esempio, aumentare il nostro potere d’attacco o ridurre i tempi di attesa per il lancio delle magie.

Gli incantesimi poi ci renderanno più combattivi, aumentando anche il numero di azioni eseguibili e il campo d’azione.. Potremo utilizzare attacchi speciali, in grado di colpire più nemici, o sfruttare la potenza di quelli elementali, che infliggeranno danni extra con il passare del tempo. Non meno importanti le magie di supporto, che ci offriranno protezione in caso di supremazia nemica o migliorando la qualità generale degli attacchi magici, velocizzandoli o aumentandone la potenza. A seconda di quale personaggio decideremo di affibbiare un nuovo incantesimo o attacco speciale, questo subirà delle modifiche sfruttando delle abilità innate presenti negli slot liberi. Ad esempio alcuni saranno in grado di ampliare il raggio d’azione, coinvolgendo più nemici contemporaneamente o estendendo i benefici del caso a tutto il gruppo.

Safety first

La pianificazione delle mosse quindi influisce in maniera decisiva e determinate a seconda del tipo di scelta fatta, e ogni singolo errore può portarci ad una fine prematura.
Si perché l’aspetto roguelike del gioco, quindi la permadeath o la randomicità delle partire, in Has-Been Heroes si sente più che mai, anche per colpa di un bilanciamento della difficoltà decisamente poco riuscito, che va a discapito della pazienza del giocatore. Non sarà raro trovarsi a sbattere a muso duro contro il primo combattimento, magari venendo sconfitti da uno dei primi nemici del gioco. Vuoi le poche spiegazioni date in fase di tutorial, vuoi la caoticità dell’azione già dai primi stage, vuoi la stessa difficoltà mal dosata, non ci sarà nulla da fare per il povero giocatore che rischia, a causa di questi disequilibri del gameplay, di stufarsi ancor prima di arrivare al primo boss, che ce la metterà tutta per farvi desistere e passare ad altro. Nonostante le buone idee, è proprio questa difficoltà innaturale il nemico più grande di Has-Been Heroes. Solitamente quando si affronta un titolo roguelike, nonostante di base ci si trovi di fronte ad un titolo di per sé ostico, c’è sempre una scappatoia, un elemento inserito all’interno delle meccaniche che, morte dopo morte, consente di entrare nell’ottica del gioco e migliorare le proprie partite, vedi l’aumento di livello dei personaggi, lo sblocco di abilità o equipaggiamenti e così via. In Has-Been Heroes manca completamente questa possibilità, in quanto ad ogni morte ripartiremo da zero, dovendo rifare (a caso) ogni singolo passaggio, con tutti i problemi annessi, fino ad arrivare al boss. Ogni elemento verrà ripristinato, ogni denaro guadagnato andrà perso, così come gli oggetti ottenuti. L’unica cosa che rimarrà in nostro possesso sarà legato alle anime dei nemici sconfitti, che accumulate permetteranno di sbloccare nuovi oggetti. Attenzione però, questi non si renderanno disponibili al giocatore, ma saranno ottenibili, sempre a caso, durante la partita successiva, senza riuscire però a diventare una caratteristica che possa aiutare in qualche modo aiutarci a superare i vari ostacoli, lasciandoci nuovamente in balia del caso.
In tutto questo la sfida più grande sarà portare a termine il gioco, che ad ogni completamento ci offrirà come ricompensa lo sblocco di personaggi aggiuntivi e l’ottenimento di nuovi filmati finali. Proprio i personaggi aiuteranno a diversificare ulteriormente le nostre partite, grazie alle caratteristiche peculiari dei nuovi eroi. Ma la parte difficile sarà proprio quella di superare il primo boss del gioco, vanificando così ogni ambizione di vittoria da parte del giocatore stesso, che a stento troverà la voglia di spendere ulteriori risorse (e tempo) invano.

History Repeating

Tecnicamente il gioco si difende bene, proponendo un titolo completamente 2D con un buon characters design e un set di animazioni discreto. L’unica grande pecca sta nella poca varietà di ambientazioni (che tenderanno a ripetersi nonostante il cambio di location), cosa che si farà sentire maggiormente se non riuscirete a superare lo scoglio iniziale dei primi livelli.

Il gioco è completamente in italiano, sia nei testi che nel doppiaggio, mentre le musiche, pur alla lunga risultando abbastanza ripetitive, sono gradevoli e ben inquadrate nello spirito fantasy del titolo Frozenbyte.

Verdetto
6.5 / 10
Era meglio morire da piccoli con i peli del c**o a batuffoli...
Commento
Has-Been Heroes sulla carta era un titolo potenzialmente vincente che con la sua formula roguelike, specialmente sulla portatile Nintendo, poteva diventare un'eccellente passatempo. L'umorismo del gioco, le meccaniche e il gameplay facile da padroneggiare vengono letteralmente uccisi a causa dei pessimi bilanciamenti sul fronte della difficoltà, che non ammettendo errori, rende praticamente impossibile riuscire a portare a termine il gioco in condizioni normali e, soprattutto, divertirsi. La frustrazione è palpabile già dai primi minuti, e rischia in molti casi di scoraggiare il giocatore ad abbandonarlo presto, buttandovia i 25 euro necessari all'acquisto. Se siete temerari e le sfide hardcore non vi spaventano, potete farci un pensiero, magari approfittando di qualche offerta durante la stagione dei saldi.
Pro e Contro
Gameplay intuitivo e coinvolgente
Stile fantasy azzeccato

x Difficoltà fuori ogni parametro
x Tendenzialmente ripetitivo