Recensione Trine 3: The Artifacts of Power

Quando nel 2009 sugli shop digitali arrivò Trine tutti gli appassionati del genere platform restarono stupiti dal lavoro quasi perfetto di Frozenbyte: il titolo metteva il giocatore nei panni di tre improbabili eroi, resi immortali da un manufatto prezioso e costretti loro malgrado a salvare il mondo collaborando tra di loro. Il grosso successo di Trine portò all’inevitabile sequel nel 2011, e ad una versione riveduta e corretta dello stesso secondo capitolo su Wii U alla fine del 2012. Con l’esordio di PlayStation 4, la saga di Frozenbyte è stata pubblicata in due nuove versioni complete (anche su altre piattaforme), in preparazione al terzo capitolo Trine 3: The Artifacts of Power, per la prima volta in tre dimensioni quest’estate su Steam e lo scorso 16 Dicembre su PlayStation 4 ad un prezzo di partenza di 21,99 €. Saranno riusciti i tre eroi uniti dal manufatto dell’anima a convincerci ancora una volta?

Versione Testata: PlayStation 4

Venimmo, vedemmo,  e senza indugio…
Dopo gli eventi di Trine 2, Amadeus il mago, Zoya la ladra, e Pontius il cavaliere si sono separati per vivere le proprie vite, fino a quando Trine li richiama per affrontare un’altra minaccia. Riuniti nuovamente sotto l’artefatto dell’anima, i tre decidono di riconsegnare i poteri e separarsi

Trine 3 punta  molto sulla narrativa
definitivamente. Ovviamente non è così semplice e Trine si spezza liberando il frammento dell’anima di Sarek l’Immortale (che gli amanti della serie ricorderanno già come boss dei precedenti episodi). Per rimediare al danno fatto e cercare di sconfiggere il potente stregone ora  libero dalle catene, i tre eroi dovranno unire nuovamente le forze. Uno dei punti forti di Trine 3 è proprio la componente narrativa, se i primi due episodi si concentravano solo sugli eroi e su una trama lineare, Frozenbyte ci racconta la storia degli artefatti del potere e di come è nata la stessa Trine, dando finalmente una profondità (e non ci riferiamo all’aggiunta della terza dimensione) alla storia e all’universo del gioco.

 Breve, ma intenso
Il vero problema sta nella durata complessiva di questo terzo episodio: per completare gli otto capitoli principali, i dieci bonus e l’extra riservato alla versione PlayStation 4, non ci vorranno più di sei ore (praticamente la metà rispetto al passato), anche raccogliendo tutti i collezionabili grazie ad un elenco che segnala quali e dove sono quelli che mancano nel corso del livello. Il finale di Trine 3 lascia inoltre aperto ad un quarto capitolo, non ancora annunciato, con un cliff-hanger mai visto nella serie, che negli scorsi episodi aveva abituato ad un finale sì aperto a nuove avventure, ma completamente scollegato dalle precedenti. Fortunatamente tutto questo non intacca la complessiva qualità del titolo e la ormai completa caratterizzazione dei tre eroi e del Trine stesso, mai come questa volta protagonista assoluto della storia.

Uno e Trino
Non è solo la trama a risultare più profonda
Non è solo la trama ad ottenere profondità in Trine 3, anche il gameplay di gioco subisce un evoluzione necessaria, da semplice platform a due dimensioni si evolve acquisendo la terza e ampliando tutte le meccaniche degli eroi protagonisti. Pontius, Zoya e Amadeus avranno ora a disposizione molto più spazio per risolvere gli innumerevoli enigmi e raccogliere gli immancabili collezionabili. Purtroppo è stato invece sacrificato lo Skill Tree introdotto col secondo capitolo, lasciando i tre in possesso solo delle loro abilità base. Ricapitoliamo le capacità di ogni protagonista per chi non si fosse mai avvicinato alla serie: Pontius il cavaliere, è l’attaccante del gruppo, con R2 sgominerà gli avversari a colpi di spada, con triangolo caricherà in corsa (spingendo oggetti o sfere giganti) Tenendo premuto X dopo un salto planerà, con X+ Cerchio creerà una potente onda d’urto (potenziando eventuali trampolini) e con la levetta destra potrà respingere i proiettili con lo scudo; Zoya la ladra è furtiva e veloce, dotata di un arco dalle munizioni infinite (R2), e un utile rampino (quadrato) con cui legare leve, scatole e quant’altro presente a schermo; infine Amadeus, il mago capace di creare dal nulla una scatola, e utilizzarla nei modi più strani (Triangolo), è capace inoltre di far levitare oggetti e piattaforme con R2. Grazie al Trine potrete passare d aun eroe all’altro in ogni momento (L1 e R1) e, nello sventurato caso dovesse morire, il personaggio successivo potrà resuscitarlo avvicinandosi allo spirito del compagno caduto.

 

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La difficoltà è decisamente bassa
Come già accennato, tutti i nuovi ambienti e gli enigmi godono ora di un esplorazione tridimensionale, portando i nostri eroi a sfruttare ogni minimo spostamento per raggiungere il proprio scopo. Gli indovinelli di Trine 3 sono principalmente un insieme di leve ed ascensori da attivare e posizionare nel modo giusto per permettere al proprio personaggio di proseguire. Ogni enigma ha più di una soluzione e difficilmente rimarrete bloccati nel corso dell’avventura. La difficoltà poco elevata è un altro dei principali difetti di questo terzo episodio: sebbene vi capiterà di perdere qualche eroe ( più per un salto mal calcolato o un colpo nemico schivato troppo tardi) difficilmente vi ritroverete senza personaggi, grazie anche alla possibilità di resuscitare i caduti.

Racconti incantati
Visivamente molto riuscito
Su PlayStation 4 Trine 3 gode di una risoluzione full HD a 1080p e di un frame rate fisso a 60, che rendono il titolo una vera e propria gioia per gli occhi, soprattutto per le nuove ambientazioni che vanno da una foresta incantata ad una spiaggia assolata, passando per il tempio dove cominciò tutti nel 2009 e le pagine del Libro in cui è racchiuso il segreto degli Artefatti del Potere. Proprio il livello dedicato al manoscritto è il più riuscito sia stilisticamente che concettualmente, mostrando le vere capacità di Frozenbyte.

Torna anche il trio di doppiatori degli scorsi episodi, raggiunti da nuove voci azzeccate e ben recitate, purtroppo ancora una volta solamente in inglese, mentre tutti i testi a schermo, dialoghi compresi sono sottotitolati in un ottimo italiano. La colonna sonora non eccelle ma si lascia trascinare dall’azione di gioco.Trine 3 è facilmente apprezzabile anche da coloro che non hanno giocato i due precedenti ma diventerà fondamentale per apprezzare i successivi.

 

Verdetto
8 / 10
A quando il quarto capitolo?
Commento
Trine 3: The Artifacts of Power rappresenta la naturale evoluzione grafica dei suoi due predecessori, offrendo nuove ambientazioni stupefacenti e belle da ammirare. Anche la trama cerca di dare una nuova profondità alla serie, raccontando il passato dell'artefatto dell'anima e svelando segreti degli scorsi episodi. Purtroppo ne paga di una durata misera e di una facilità elevata rispetto al passato, lasciando appesi con un finale aperto i giocatori in attesa del prossimo capitolo.
Pro e Contro
Ambientazioni stupende
Trama interessante
Doppiaggio ottimo

x Più corto dei predecessori
x Più semplice dei predecessori

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