Recensione

Fe

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A Greenpeace piace questo elemento chiamato Fe. 

 

L’attenzione delle grandi software house verso il mercato indipendente sta prendendo man mano sempre più piede. Electronic Arts, Square Enix, Microsoft sono solo alcuni dei nomi che in questi ultimi anni, cogliendo le potenzialità di questo fenomeno, hanno investito tempo e risorse per proporre al grande pubblico titoli che difficilmente avrebbero riscosso la stessa risonanza mediatica.

 

Ed ecco che proprio EA in occasione del rilascio di Unravel, ha lanciato una linea di titoli indie pensati per il grande pubblico e che a distanza di 2 anni dall’uscita gioco con protagonista il “lanoso” personaggio di Coldwood Interactive, si prepara ad allargare il propria line up con FE di Zoink! (Stick It To The Man, Zombie Vikings) e A Way Out di Starbreeze Studios (Brothers: A Tale of Two Sons). Ed è proprio l’affascinante Fe il gioco di cui andremo a parlare oggi.

 

Versione testata: PlayStation 4 Pro

 

Salva la foresta, salva il pianeta. 
FE è un platform classico con un occhio volto alla contemporaneità

Il tema della natura, del pianeta in pericolo, della minaccia dell’uomo nei confronti della sua terra. Messaggi ecologisti e riflessivi che possono sembrare distanti ad un occhio distratto dal mondo dei videogiochi ma che ciclicamente vengono proposti a più riprese.

FE è uno di questi giochi, nel quale impersoneremo un’indifesa creatura che dovrà salvare la sua foresta, la sua casa, dall’incombente minaccia dei Silenti. Queste misteriose creature stanno portando scompiglio mettendo a rischio il naturale ecosistema e tutti i suoi abitanti. Dovremo quindi “sfruttare” il nostro potere innato, quello di comunicare con gli altri esseri della foresta attraverso il canto, traendo vantaggio delle loro abilità.

Fe ha un gameplay intuitivo che unisce classicismo e originalità, ad un'esecuzione che punta tutto sulla sua emozionalità.

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FE si propone come un platform-adventure strutturato come i classici della vecchia guardia, con un hub centrale dal quale si ramificano le varie aree esplorabili.
Il tutto però con un occhio volto alla contemporaneità, la quale si manifesterà in gioco con alcuni elementi di design che si sviluppano intorno al potere di Fe.

In che modo?

Alternando la risoluzione di enigmi ambientali,  molto abbordabili nonostante richiedano in alcuni casi uno studio dell’ambiente per essere risolti, alle fasi platfom anch’esse molto semplici e accessibili. Il gioco si aprirà man mano avremo accesso a nuovi poteri che ci permetteranno di avanzare e visitare nuove aree.

Il canto della foresta
Il gameplay si espande man mano affronteremo l’avventura

Dapprima il piccolo Fe, imparando a comunicare con dei mammiferi che ricordano degli scoiattoli, acquisterà l’abilità di arrampicarsi sugli alberi. Da qua il gameplay si arricchirà di nuove azioni come la possibilità di planare, “attivare” flussi d’aria (che estenderanno l’ampiezza del nostro volo) e trampolini, o aprire porte altrimenti inaccessibili.
L’interazione con la fauna di FE sarà fondamentale per sfruttare inizialmente i poteri legati al canto. “Sincronizzarsi” con i vari animali servirà a stringere un legame d’amicizia, che si tradurrà in un aiuto concreto, fin quando non avremo imparato la “lingua” e  ottenuto le skill per attivare da soli le abilità richieste.

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Fe non potendo avvalersi di tecniche di lotta per fronteggiare i Silenti, dovrà evitare di incrociare il loro sguardo, sfruttando le coperture offerte dai cespugli in piccole sezioni stealth. Nel caso di morte il gioco ripartirà dal check-point più vicino, permettendoci così di continuare l’avventura.

L’assenza di un sistema di combattimento si riflette su due aspetti fondamentali.

Il primo è un livello di sfida tendenzialmente basso per tutta la durata delle 5/6 ore necessarie per arrivare al finale. L’altro la mancanza di boss fight, che in un platform/adventure di questa caratura, avrebbe sicuramente arricchito il tutto.

Una storia senza racconto
L’ermeticità narrativa diventa il limite più grande di Fe

Ma c’è un ma. Nonostante questa dose di originalità, FE non ha quel brio che solitamente contraddistingue un titolo nella media dal “capolavoro”. Con questo non vogliamo assolutamente sminuire il lavoro fatto da Zoink!, anzi, sono molti gli aspetti positivi che orbitano intorno alla loro creatura, ma in generale si ha la sensazione che manchi qualcosa.

 

Forse il problema maggiore di FE nasce dalla sua storia e dai motivi che vi spingeranno ad imbarcarvi in questa avventura. Se è possibile, intuire le ragioni che daranno il via al gioco, l’assenza di dialoghi ed elementi narrativi, scelta stilistica sempre più utilizzata in questo tipo di produzioni, diventa quasi un ostacolo nel comprendere bene il perché di certe situazioni.

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È vero, c’è un messaggio ecologista che echeggia forte per tutta la durata dell’avventura, ma oltre a questo si fatica a dare un senso a tutto il resto.
L’assenza di narrazione pur essendo un escamotage che si avvale della potenza delle immagini, e in altri casi funziona in maniera più o meno efficace, su FE questa ermeticità diventa un limite che il solo estetismo artistico non riesce a colmare. Servono a poco anche i numerosi collezionabili presenti, da misteriose pietre graffitate a flashback, che piuttosto che schiarire le idee, complicheranno oltremodo le cose.

Prendi l’arte e mettila da parte

 

Fe gioca continuamente sui contrasti cromatici

Se sul lato narrativo FE non riesce ad esprimersi al meglio, su quello visivo invece mostra un potenziale forte e azzeccato per il tipo di gioco proposto. Anche in questo caso FE pesca a piene mani da quella che è una delle tendenze degli ultimi anni, specialmente in campo indie, utilizzando un comparto grafico che si avvale della tecnica del “low-poly”.

Il team dei grafici è stato abile quindi non solo nello “scopiazzare” una tecnica ma nel dare la propria interpretazione e caratterizzando fortemente lo stile di FE (anche grazie ad un level design ricercato e apprezzabile), che gioca continuamente sui contrasti cromatici e infiniti spettri di colore capaci di entrare in risonanza con il giocatore.

Zoink! realizza un mondo poligonale spigoloso e sfaccettato che lascia intravedere tutto il background esperienzale della software house…

A video prenderanno vita poi tutte le metafore ecologiste di cui vi abbiamo già parlato.
Ed è proprio questa messa in scena così particolare e scenografica a vincere su tutto, e fa chiudere un occhio sul fatto che manchi una vera e propria storia di fondo o che a volte i comandi non siano proprio così reattivi e precisi come vorremmo.

 

C’è un passaggio durante una delle fasi centrali del gioco, dove dovremo scalare un enorme cervo che sovrasta una delle zone da visitare. Di per sé nulla di sconvolgente, ma il mix fra immagini e musica riesce a creare un’alchimia perfetta per tutta la durata dell’arrampicata, e sfidiamo chiunque a rimanere impassibile di fronte a quello che vivrete a video.

Anche il sonoro rappresenta un elemento inscindibile dell’essenza di FE e qua, più che mai, con le sue sinfonie, i suoi suoni e rumori, cerca anch’esso di raccontarci qualcosa. L’aspetto del canto di Fe, che in sostanza si concretizza in versi gutturali a tratti quasi sgraziati, è la chiave di volta di tutta l’avventura, ed intorno a questo si sviluppa l’intero gioco.
Le atmosfere di FE, che cangiano grazie ai continui cambi di sfumature visive, influenzano a tutto tondo le sue sonorità, dando corpo e forma ad un’esperienza audiovisiva che da questo punto di vista non ha da invidiare nulla a nessuno.

In conclusione...
7.5
“La foresta è in pericolo. Condividi se sei indignato!”
FE è sicuramente un opera di stile, elegante e raffinata. Ma da sole queste qualità possono bastare e tenere in piedi un'opera di questa portata? Purtroppo la risposta è “ni”. Durante tutto il gioco si notano le buone intenzioni di Zoink! profuse nel proporre un titolo dal buon gameplay e decisamente ispirato sul fronte audiovisivo. Purtroppo è il comparto narrativo di FE l'elemento instabile di questa struttura e se pure in questo caso riusciamo a cogliere le idee della filosofia di questo progetto “ecologista”, manca quel quid che riesca a farci innamorare del tutto del gioco. Ed è un peccato perché durante questa avventura, FE riesce a regalare momenti abbastanza “forti” sul piano emozionale, ma che da soli non bastano a consacrarlo come avremmo sperato.
Artisticamente inattaccabile
Gameplay equilibrato tra classicità e contemporaneità
Buon impatto emotivo
Messaggio di fondo positivo...
x ...ma manca la struttura narrativa a sostenerlo
x Fin troppo facile e breve

due parole sull'autore
Giacomo è il nonno del gruppo e giocatore fin dall'alba dei tempi. Finché non crepa, potete leggere i suoi deliri senili su queste pagine, che sopravviveranno al loro autore anche se chiudessimo il sito entro l'anno.
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