Live #0: Di che colore sono i soldi su iCrewPlay?

Non sapevo fosse il 2007.

Google annuncia Stadia. PlayStation Now arriva in Italia, aprendo le porte insieme a Microsoft all’era dello streaming in remoto. Siamo al tramonto di una generazione in cui titoli come The Witcher 3 e Red Dead Redemption 2 hanno rivoluzionato il modo di raccontare un videogioco, fondendo gameplay e narrativa in un’unione che mai aveva dato frutti così ricchi.

Siamo alle porte del futuro.

Per questo motivo, quando ho avviato Eternity: The Last Unicorn, credevo di trovarmi di fronte a un titolo che ha imparato da mostri come God of War e Hellblade. Un gioco indipendente ambientato nel mondo norreno, con una bellissima elfa come protagonista? Promettente a dir poco. Specie dopo perle come Brothers: A Tale of Two Sons, o anche quel semi-sconosciuto ma delizioso KYN che era un meraviglioso strategico a tema vichingo.

In realtà, già dallo schermo di caricamento iniziale, mi sono reso conto che Eternity se ne infischia del futuro e del presente, e in un certo senso anche del passato. Tanto da farmi dubitare di trovarmi nel 2019.

Eternity - The Last Unicorn
Il menù iniziale di Eternity è piuttosto evocativo. Ma non durerà per molto.
Lorem Ipsum Dolor Sit Amet

Non sapevo di essere nel 2007. Ma, in realtà, anche nel 2007 non avevo mai visto un Lorem Ipsum schiaffato sulle pagine di un libro virtuale, con font vagamente elfico e nient’altro che sottotitoli a “tradurmelo” in una storia fatta e compiuta.

Ho comunque pensato che fosse un po’ cliché iniziare un videogioco con un libro che si apre, eh, anche per il 2007.

Mentre la telecamera scorreva sulle varie sezioni del libro, ho scoperto che il mondo era un tempo abitato da una razza ancestrale di unicorni dai poteri magici, e che l’unico sopravvissuto della razza aveva ormai perso tutto il suo potere. La nostra protagonista, unica elfa in grado di comunicare con la razza ancestrale, si imbarcherà in un viaggio alla ricerca di qualcosa in grado di ripristinare quel potere perduto, per riportare la luce nel mondo e scoprire il segreto dell’Eternità divina. E questa, in sintesi, è la storia di Eternity. Né più né meno.

Prese così, le premesse non sarebbero affatto male. Il problema inizia quando proviamo a interagire coi diversi personaggi del gioco: tutto appare scritto in maniera piuttosto anonima, gelida e senz’anima, uno stile così “lontano” dai personaggi e dal giocatore che non riesce a trascinare all’interno della storia neanche per errore. Un approccio al videogioco che non si vedeva da almeno una decina d’anni – se non da anche prima della generazione PlayStation/N64.

Eternity - The Last Unicorn
Il gioco ci mostrerà spesso dei muri di testo carichi di informazioni, ma piuttosto scialbi nella narrazione.
Resident Unicorn

CombattimentoGli elfi sono creature antiche dai grandi poteri magici, giusto? Non proprio: la nostra protagonista combatterà principalmente a suon di spadate, con pattern di attacco praticamente identici al secondo personaggio giocabile.

Non sapevo di essere nel 2007, ma c’è da dire che il primo avvio di Eternity mi ha fatto venire un paio di dubbi. Dopo uno schermo di caricamento abbastanza “spartano” e la già citata introduzione al retrogusto amarognolo di Lorem Ipsum, ci si ritrova all’interno del tempio della Dea nei panni della nostra protagonista. Senza nessun tipo di introduzione per il personaggio se non quella data dal libro in latinelfico. Scordatevi cutscene e altri fronzoli: Eternity fa sul serio, si inizia subito a controllare il nostro avatar senza troppe cerimonie. Neanche una piccola scena filmata in CGI. Quelle le si lasciano a chi c’ha voglia di farle.

La sensazione di spiazzamento lascia spazio a un’ondata di vintage quando si tenta di spostare la telecamera: Eternity ha una meravigliosa telecamera a inquadratura fissa, che deciderà arbitrariamente in che modo farci incastrare meglio tra una parete e un gigantesco boss furioso. Se avete giocato ai primissimi Resident Evil o ai due Dino Crisis su PlayStation, dovreste sapere benissimo cosa aspettarvi. Con la differenza che quei due avevano quasi uno studio registico e fotografico dietro ogni singola inquadratura.

Con giusto cinque o sei animazioni in totale legate al personaggio (vi sfidiamo a contarne di più), il sistema di combattimento risulta quasi passabile inizialmente, ma diventa presto legnoso e approssimativo, con hitbox problematiche e problemi di prospettiva legati alla telecamera fissa.

Eternity - The Last Unicorn
C’è un certo fascino nell’affrontare orde di nemici con una prospettiva sfalsata.

Da studioso e appassionato di mitologia germanica, e soprattutto dopo aver visto le possibilità di un mondo del genere in God of War, le aspettative per trama e combattimento erano estremamente alte. Ma né l’Elfa né il secondo personaggio giocabile (un vichingo moribondo, tornato in salute per una magia non meglio specificata) riescono a catturare il giocatore nella storia, causa l’imbarazzante piattezza dei dialoghi e la mancanza di una vera e propria cura per l’opera generale.

Lacrime grezze

Non sapevo di essere nel 2007, e non mi stupirei di non esserlo affatto. Perché il problema di Eternity non è l’essere vecchio: decine di titoli ogni anno marciano sulla nostalgia per formulare il proprio discorso ludico, e non c’è nulla di male nell’usare il vintage come colonna portante della propria opera. Undertale è così squisitamente retro da esser diventato uno dei miei titoli preferiti.

Il problema è che Eternity è pigro, raffazzonato, approssimativo, poco curato e frustrante. Frustrante perché tradisce (purtroppo) le aspettative: promette un mondo avvincente, pieno di creature affascinanti, magia e mitologia, un mondo che dovrebbe essere tanto curato quanto la storia che vi si voleva inserire, ma fallisce miseramente. E lo fa nel più grezzo dei modi: scatole invisibili che sono lì letteralmente per fare da prompt per comandi, telecamera fissa e inefficiente anche per gli standard del decennio di riferimento, scrittura banale e muri di testo nel diario che suonano più come voci di un’enciclopedia che non come una sorta di “codex” per la lore. Senza contare gli innumerevoli bug e glitch che affliggono l’esperienza di gioco.

Eternity - The Last Unicorn
La schermata di caricamento iniziale si commenta da sola.

Ci si aspettava molto di più da Eternity, se non altro per il potenziale che una protagonista elfa e un mondo di gioco così affascinante avrebbero potuto avere. E, per questo motivo, si può anche decidere magari di dargli una chance al di là della prima area di gioco – è solo un momento, si dice, passerà, si dice.

Ma poi si arriva alla seconda area, e alla terza, e si parla con un altro NPC completamente anonimo, e si affronta un boss del tutto mal concepito, e si ripercorrono le stesse aree con entrambi i personaggi senza che l’altro aggiunga qualcosa di davvero significativo. Ci si perde nella mappa priva di indicazioni di ogni sorta, magari. E quando si raggiunge l’ennesimo enigma mal congegnato, o si muore di fronte all’ennesimo troll che infligge il triplo dei nostri danni, non si può che spegnere la console.

Oppure semplicemente chiudere l’applicazione e avviare Hellblade, chiedendo a Senua di raccontarci la sua bellissima storia ancora una volta.

Perché non sapevo di essere nel 2007. Ma poi, quando ci penso, mi ricordo che nel 2007 è uscito anche il primo The Witcher.

Verdetto
4.5 / 10
L’ultimo unicorno – per fortuna
Commento
C’era tanto da aspettarsi da Eternity. Purtroppo, la nostra prova non ha soddisfatto le aspettative: allo stato attuale, The Last Unicorn è un titolo pigro e appena passabile, assolutamente incapace di competere con un indie del calibro di Hellblade o anche solo titoli meno ambiziosi come il recente Niflheim. Il recente rilascio di nuove patch post-lancio da parte degli sviluppatori dimostra indubbiamente la loro buona volontà; ma c’è troppa strada da fare prima che Eternity possa essere considerato “un’ottima esperienza” degna di essere giocata, e non siamo sicuri che un cambiamento così radicale sia possibile. Un vero peccato.
Pro e Contro
Ottimo potenziale...

x ... Sprecato a dir poco
x Trama scialba
x Combattimenti legnosi
x Troppi problemi tecnici