Lunediscord #1: Je suis Valve

Recensione Driveclub

La strada che ha accompagnato Driveclub fino al traguardo dell’uscita nei negozi assomiglia ad una pista di atletica leggera (dove tra le altre cose si disputano le corse ad ostacoli) piuttosto che ad un circuito per gare automobilistiche. Pensato come titolo di lancio per l’allora neonata Playstation 4 e poi (forse complice anche un’accoglienza non proprio tiepida da parte di chi aveva provato la “prima versione” in anteprima) slittato fino all’8 Ottobre scorso, il titolo di Evolution Studios in realtà non è riuscito a trovare la pace nemmeno una volta arrivato sugli scaffali, con problemi ai server tali da costringere gli sviluppatori a rinviare la versione Playstation Plus del titolo a data da destinarsi e diverse funzioni disabilitate momentaneamente o in arrivo un po’ in ritardo sulla tabella di marcia. Qui su I Love Videogames abbiamo aspettato che la bandiera bianca (che in ambito automobilistico indica la presenza sulla pista di veicoli lenti o in avaria) smettesse di sventolare prima di pubblicare le nostre impressioni su Driveclub: ad oggi questo è successo solo in parte, e quindi quello che segue non è un giudizio definitivo ma cerca di rappresentare lo stato corrente dei lavori, anche alla luce dell’impegno 24 ore su 24 dimostrato dal team di sviluppo.

Il calzino da guida è obbligatorio
Dal punto di vista ludico Driveclub diverte: il sistema di guida è appagante ed il gioco non regala nulla a livello di risultati

L’approccio scelto da Evolution Studios con Driveclub è quello del racing arcade. Tolti gli aspetti simulativi (lasciati alla concorrenza, interna o esterna che sia) pad alla mano quindi l’obbiettivo è soprattutto quello di divertire chi sta giocando. Obbiettivo che viene centrato in pieno grazie ad un modello di guida assolutamente in grado di convincere e capace di tenere sulla corda chi guida, specie se si è a bordo di una vettura “Performance” ben fornita dal punto di vista cavalli vapore. Maggiore è infatti la velocità cui si sfreccia lungo i 55 circuiti (11 per ognuna delle 5 località presenti), maggiori saranno le conseguenze di eventuali sbagli da parte del pilota, che può facilmente finire fuori strada o in testacoda quando si spinge troppo oltre il limite. La soddisfazione sul piano della sfida è poi acuita dalla mancanza praticamente totale di aiuti: niente rewind a porre rimedio ad una curva affrontata troppo larga e nessuna traiettoria ideale indicata sull’asfalto da seguire, ma solo un sistema di bandiere colorate (verde, gialle e rosse) ad indicare la pericolosità dei tratti che si stanno affrontando. Nonostante la nomea di titolo “sociale” il racing di Evolution Studios in definitiva tende ad abbandonare il giocatore piuttosto che a prenderlo per mano, scegliendo una strategia che (come detto) esalta il modello di guida e rende il tutto dannatamente divertente.

Non parlate mai del Fight Driveclub

Sullo scheletro ludico descritto sopra si innesta poi un sistema di punteggi che premia e punisce il giocatore a seconda del suo comportamento in pista. I “giri perfetti” senza infrazioni e senza finire fuori strada, l’utilizzo delle scie ed i sorpassi incrementeranno il bottino del pilota, che verrà invece “depredato” di alcune delle ricchezze accumulate nel caso guidi “sporco” e vada a finire fuori strada o contro qualche ostacolo (o ancora qualche altro corridore). Le infrazioni più gravi inoltre faranno scattare anche sanzioni sul fronte prestazionale, limitando la velocità della vettura per qualche secondo e permettendo agli altri (siano giocatori in carne ed ossa oppure controllati dall’aggressiva CPU del gioco) di recuperare posizioni.

Da rivedere il sistema di penalità: il “crimine” in questo caso spesso paga

Questo tipo di penalità ci ha però lasciati un po’ scettici, in quanto il titolo in pratica “spera” che le posizioni recuperate indebitamente vengano restituite invece che obbligare la manovra, atteggiamento che assieme ad una gestione delle collisioni un po’ “gommosa” ed irrealistica tende invece ad incoraggiare manovre più “heel” perché alla fine dei conti pagano più dello stare alle regole. Il sistema dei club è costruito appunto su questi punteggi: iscrivendosi ad un Club (formati da un massimo di sei giocatori) è possibile sommare i punteggi dei membri e continuare ad accrescerne il totale gareggiando sia online che nella modalità carriera, facendo salire di livello il gruppo e sbloccando nuovi veicoli. Gli aspetti social sono poi conditi da una spolverata di classifiche che mettono a confronto i tempi globali dei giocatori.

 

Date le condizioni dei server non è stato possibile testare a sufficienza il sistema di notifiche (per quanto riguarda la sfera social) e quello delle sfide, di cui ci siamo comunque fatti un’idea grazie a quelle presenti nella carriera. Si tratta di “pezzi” di tracciato che durante una gara richiedono di ottenere un determinato punteggio, ad esempio eseguendo derapate o seguendo determinate traiettorie. Sulla carta dovrebbero garantire una certa varietà all’esperienza, ma ne va saggiata con mano la “valenza ludica” e la ripetitività
Il fascino delle quattro ruote
Tecnicamente parlando Evolution Studios ha fatto davvero i numeri

Sul fronte tecnico, il lavoro svolto da Evolution Studios è puntuale e a tratti meticoloso: l’esperienza, pur “accontentandosi” dei trenta fotogrammi al secondo, riesce sempre a garantire la fluidità promessa e si concede svariati acuti visivi dal punto di vista grafico, grazie a circuiti veramente dettagliati (non mancano nemmeno effetti particellari o particolari come coriandoli e farfalle che si alzano il volo al passaggio delle vetture) e soprattutto ad un sistema di illuminazione che valorizza in tutto e per tutto il ciclo giorno-notte pensato dagli sviluppatori. Non si sono risparmiati nemmeno i dettagli all’interno dei veicoli, che scegliendo la visuale interna permettono al pilota di vedere la “plancia” dell’automobile in tutto il suo splendore, con una risposta realistica del pilota dal punto di vista dei movimenti (sia quando si sterza che quando si cambia marcia). A chiudere il cerchio c’è poi un comparto sonoro che riproduce fedelmente i “ruggiti” dei diversi motori sulla pista, che conferma l’attenzione ai dettagli che il team ha riversato su Driveclub.

Verdetto
8 / 10
Non è il gioco che era, è di più
Commento
Al netto dei problemi che hanno colpito i server di gioco (fortunatamente in fase di rientro), Driveclub è davvero sulla buona strada: le meccaniche fondamentali funzionano a dovere e anzi, riescono a regalare anche tanta soddisfazione ai piloti, che riescono quindi a divertirsi nonostante la "falsa partenza" dal punto di vista social. A far un po' storcere il naso è il sistema di collisioni e la presenza in alcuni tracciati dei cosidetti "muri invisibili", che assieme ad un sistema di penalità forse troppo permissivo costituisce il principale difetto del titolo. Risolta la situazione lato server comunque non dubitiamo che Evolution Studios raccoglierà il feedback degli utenti per limare le cose che non vanno ed arrivare finalmente al sudato traguardo
Pro e Contro
Diverte e regala soddisfazioni
Modello di guida riuscito
Tecnicamente eccellente
Developer impegnati e attenti ai feedback...

x ...Ma c'è da lavorare lato server
x Sistema di penalità da rifinire
x Collisioni un po' "gommose"