Gameromancer DLC #1: un cancro di nome Steam

Recensione Black Paradox: Grande Giove!

Ehy Doc!

Se ci trovassimo nel celebre film di Robert Zemeckis datato 1985, Ritorno al Futuro, non mancherebbe molto nel sentir dire ad un ansimante Marty : “Un momento… un momento, Doc. Mi stai dicendo che hai costruito una macchina del tempo… con una DeLorean?”. I ragazzi nostrani di Fantastico Studio attingono molto da quell’iconico decennio, confezionando uno shoot’em up che di questi anni ha solo la natura da rougelike. Black Paradox non è solo il titolo del gioco, ma anche il nostro, siamo di fatti un cacciatore di taglie alle prese con gli Hellriders, pericolosi ed infimi criminali spaziali che ci daranno del bel da fare sia a noi, che alla nostra fiammante Delorean. Il Ceo di Fantastico Studio, Daniele Bianchini, ha voluto rivisitare il genere per coglierne le potenzialità latenti e proporci un esperienza tutta d’un fiato.

Versione testata: Nintendo Switch

La piccola barra di energia azzurra una volta riempita ci darà la possibilità di usare il Black Paradox

Retro gaming evoluto

Per chi ha vissuto l’epoca d’oro di Snes, Megadrive e Neogeo, solo per citarne alcune, e non conoscesse solo di nome perle rare come R-type, Parodius o Area 88, saprà che riproporre novità anche in questo contesto non è cosa facile, visto anche un passato di genere degno di nota. Black Paradox ci prova mischiando cultura pop anni 80, generazione casuale dei livelli, e quell’incipt da spaghetti Western tipica della cinematografia. Chiaramente gli shoot’em up non si sono adagiati sugli allori nel corso del tempo, andando a cavalcare l’evoluzione di ogni generazione di riferimento. Black Paradox in quanto a questo è un perfetto esempio contemporaneo.

Alcuni power up vi permetteranno anche di usare gli asteroidi in modo offensivo

Aggiustiamo la mira

Black Paradox fin dall’inizio immerge i nostri sensi in un mondo psichedelico fatto di colori, sfx e stile retrò. Nel garage prenderemo confidenza con una moltitudine di chip e, in principio, di un paio di slot, essenziali per poter proseguire nel level up del nostro mezzo e nel gioco stesso. In partenza conviene accumulare quanti più crediti possibili, facendo fuori gli scagnozzi degli Hellraiders e riscuotendone le taglie, per poi livellare al meglio la nostra Delorean con chip sempre più utili e costosi, che miglioreranno le nostre statistiche offensive, difensive o di velocità.

Essendo un Rougelike, Fantastico Studio non poteva certo esimersi dal renderlo il più vario possibile, e di fatti dal cilindro di gioco possiamo tirar fuori ben 20 armamenti, 37 power up, 13 droni e il Black Paradox, nostra nemesi ombra letale che potremmo usare solo dopo aver caricato una barra energetica raccogliendo appositi item (ma attenzione alle sorprese…). Di contraltare ci saranno 62 nemici diversi, ognuno con i propri schemi di attacco e una quindicina di boss finali. Ora, siccome ogni livello ha una creazione casuale con tutte le variabili accennate poco prima, scordatevi d’imparare a memoria i pattern d’azione di nemici, generazione delle armi, e in minima parte di come affrontare i boss di fine stage, veri e propri ossi duri difficilmente raggiungibili e impossibili da superare, se non dopo diverse ore di gioco, morti e grinding.

Armi, droni e tanta fortuna

In questo tipo di giochi non è solo la difficoltà a fare la differenza, qui comunque non selezionabile, ma anche la casualità e buona sorte con cui viene generata. Per affrontare il tutto dovrete avere non solo la perseveranza di accumulare crediti per sbloccare slot e acquistare i chip migliori per il tunig, ma sperare che nel corso del gioco sbucheranno armi ad hoc per affrontare l’avventura, oltre al paio di power up che ogni boss rilascerà una volta sconfitto. In prospettiva, per riuscire a completare Black Paradox in una run, bisogna collezionare ciò che fa al caso vostro in sintonia con i punti deboli dei boss. Qui si spazia dai laser, ai lanciafiamme, ai missili a ricerca fino a colpi corrosivi, senza dimenticare barriere, droni difensivi, offensivi o di supporto (geniali quelle a zona franca fluttuante e di Giorgio Moroder) e chi più ne ha più ne metta.

Un cacciatore di taglie che sembra Mad Max a bordo di una Delorean spaziale contro un sacco di cattivi, si potrebbe chiedere di meglio?

Fantastico’em up

Black Paradox arriva su Switch dopo aver militato su Steam e iOS, con un comparto grafico quanto di più indie ci possa essere, perfettamente adattabile su qualsiasi piattaforma come porting. Su Switch i comandi sono ben posizionati e semplici da usare, quindi la curva di apprendimento in questo caso è davvero trascurabile. Meglio giocarlo sul tv di casa per via dell’enorme confusione che su schermo a volte compare, anche se in mobilità se la cava abbastanza bene. Graficamente è un inno al retrò con una pixel art davvero riuscita, che potrete implementare abilitando un filtro tv catodico. gli sfx e la soundtrack sono un altro fiore all’occhiello di questa produzione. Impossibile non caricarsi dell’epicità con la colonna sonora anche fatta da sonorità dub step. Peccato che non ci sia un’opzione dedicata per poterle ascoltare nelle opzioni, in questo caso ridotte all’osso.

Black Paradox in una partita come tante…
Verdetto
8 / 10
Players just want to have fun in the eighties
Commento
Ma quindi è un bel gioco? Assolutamente si. Black Paradox non fa certo mistero della cultura pop alla quale si ispira, usandola sia per darla in dono agli appassionati che per confezionare un prodotto che fa della pixel art e della synth wave sonora le colonne tecniche sulle quali si poggia. Certamente all'inizio non è tutto rose e fiori, benché casuali i pattern avversari sono riconoscibili, e spendere tante ore nel grinding per poi tentare di finire il gioco dall'inizio alla fine, sperando anche nella dea bendata, potrebbe diventare un bello scoglio. Certamente chi si avvicina all'ultima fatica di Fantastico Studio dovrà considerate una inusuale difficoltà a tutto tondo, ma anche una notevole remunerazione in termine di sfida e coinvolgimento una volta completato il giro sulla nostra Delorean.
Pro e Contro
Old style art efficace
Colonna sonora epicamente 80'
Giocabile anche in co-op

x Ostico fin da subito
x Dea bendata dove sei...
x Livellamento senza un domani