Recensione
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A due settimane dalla nostra anteprima, Beyond: Due Anime è finalmente giunto sugli scaffali dei negozi, pronto a rapire nuovamente i fan della software house francese con una nuova protagonista a cui affezionarsi.
Beyond rientra nel genere che ha portato fortuna a Quantic Dream: ci troviamo infatti di fronte al terzo film interattivo del gruppo di David Cage, che questa volta utilizza perfino due grandi attori famosi in tutto il mondo, rendendo ancor più sottile la differenza tra videogioco e film.

Due Anime

Beyond abbandona la formula del protagonista multiplo, e si concentra su Jodie Holmes, seguendola in diversi momenti della sua vita e mettendo il giocatore nei suoi panni.
Come prevedibile Jodie non è una ragazza normale: fin dalla nascita è legata ad una strana entità di nome Aiden, capace di possedere altri esseri umani, o di muovere oggetti inanimati.
Per scoprire cos’è Aiden, Jodie affronterà diverse esperienze, che la porteranno ad incontrare diversi tipi di persone, tra cui il Dottor Dawkins ed il suo assistente Cole, studiosi del paranormale che la accompagneranno per tutta l’infanzia e per i primi anni dell’adolescenza, oppure l’agente della CIA Ryan, che le insegnerà come essere un soldato perfetto.
Non mancheranno personaggi oscuri, o colpi di scena (alcuni dei quali molto prevedibili) durante le dieci ore necessarie a finire Beyond: tutti gli eventi vengono mostrati con un diverso ordine cronologico, saltando dall’età adulta all’infanzia tra un capitolo e l’altro, scoprendo sempre più cose sul passato di Jodie e sulle abilità di Aiden; dopo aver concluso l’avventura di Jodie, potremo rigiocarla in ordine cronologico nel sotto menù Capitoli, nel caso volessimo dare un filo logico e continuo a tutta la storia.
Inoltre, come di consueto, David Cage ha messo a disposizione 23 finali diversi, tutti variabili a seconda delle scelte compiute dal giocatore: purtroppo molte di queste, sebbene mostrino eventi diversi, porteranno avanti la storia nello stesso modo, risultando più una scelta estetica piuttosto che fondamentale ai fini della trama.
Ed è proprio questo effetto secondario delle scelte che non rispetta le promesse di David Cage, una finta libertà che durerà per tutto il titolo, fin quando, arrivati al capitolo finale, comprenderemo che la trama di fondo non varierà se non per un’inquadratura o un personaggio assente.

Oltre il gameplay

Il gameplay base di Beyond è di gran lunga simile ai precedenti titoli di Quantic Dream: potremmo muovere Jodie negli ambienti di gioco ed interagire con gli oggetti attivando il più delle volte degli eventi scriptati, mentre in minor numero rispetto al passato ci troveremo di fronte a dei Quick Time Event (QTE) per utilizzare diversi oggetti o compiere determinati movimenti.
Anche le interazioni con l’ambiente sono diminuite rispetto a Fahrenheit ed Heavy Rain, impedendo al giocatore di perdere troppo tempo nell’esplorazione e costringendolo a proseguire nella trama.
Sono state aggiunte invece sezioni di guida e meccaniche stealth in alcuni capitoli, anche se i nemici che ci ritroveremo ad affrontare hanno un’ IA ridicola che non inciderà sul proseguimento della storia.
L’altra grande fetta di gameplay è dedicata ad Aiden: premendo triangolo potremo comandare l’entità che accompagna Jodie nella sua avventura, ed il più delle volte dovremo utilizzarla per tirare la ragazza fuori dai guai.
Rispetto alla demo, Aiden si muove perfettamente e non abbiamo riscontrato la legnosità che ci aveva lasciati perplessi nell’anteprima, sebbene le interazioni siano ridotte anche con questo personaggio e l’esplorazione sia limitata ad una certa distanza da Jodie.
I poteri di Aiden sono tre, tutti attivabili col dorsale sinistro e controllabili tramite le levette analogiche: potremo muovere o distruggere oggetti, impossessarci di esseri umani o strozzarli nel caso ci diano fastidio ed infine trasmettere ricordi di un determinato oggetto o cadavere alla stessa Jodie, causandole dei brevi flashback che ci indicheranno cosa fare in seguito o più semplicemente ci mostreranno com’è morta la vittima.
Il tutto va ad aumentare la porzione ludica del titolo: una delle critiche che da sempre vengono fatte ai giochi di Cage viene dunque messa a tacere, anche se parzialmente, da questo ampliamento.
Purtroppo il titolo ne risente dal punto di vista di avventura interattiva, spezzando un po’ troppo il ritmo e non offrendo comunque un livello di sfida sufficiente per classificare Beyond  come un gioco a tutti gli effetti.
Quantic Dream ha compiuto un passo verso i giocatori che la criticavano, rimanendo tuttavia ancorata alle proprie convenzioni: come risultato Beyond presenta una sensazione di incompletezza ed un’assenza di omogeneità che non si accusavano in Heavy Rain e Fahrenheit.
Ne risente anche l’esperienza: Quantic Dream ci ha abituato ad avventure interattive con tante scelte sulle azioni da compiere (seppur ridicole e ininfluenti ai fini della trama come dar da mangiare al cane o lavarsi i denti) e dunque pure la mancanza dell’inutile possibilità di rifare un letto, ad esempio, dimostra una minor attenzione al dettaglio da parte della software house francese, deludendo coloro che si aspettavano un livello di interazione simile ai precedenti.

Tocca l’anima

In contemporanea con l’uscita del gioco, Quantic Dream ha rilasciato un’applicazione gratuita per Android e iOS chiamata Beyond Touch.
Sincronizzando il nostro dispositivo con PS3, potremo goderci tutta l’avventura di Jodie con semplici tocchi dello schermo, senza QTE e margini di sbaglio.
Una soluzione pensata proprio per quei giocatori casual che si vogliono godere un buon film, riducendo al minimo l’interazione con la trama.
Grazie a Beyond Touch il senso di rottura citato poco sopra, dovuto ai diversi tipi di gameplay, viene meno rendendo il tutto più godibile ma ancora ben lontano dai fasti degli scorsi titoli.
Beyond è inoltre giocabile in cooperativa, anche se risulta una collaborazione passiva: i due giocatori dovranno muoversi a turno, come se stessimo giocando in solitaria.
Questo fa in modo che la storia non subisca rallentamenti dovuti agli errori di uno o dell’altro giocatore, ma mina ulteriormente la componente videoludica, rendendo il titolo un film da gustare in compagnia di un amico o del proprio compagno.

Cinema interattivo

Sull’aspetto grafico Quantic Dream non ha mai deluso nessuno, grazie ad un’aspetto fotorealistico e alla perfezione quasi totale del Motion Capture utilizzato nei propri titoli.
Beyond migliora ulteriormente questo aspetto, aggiungendo due attori conosciuti in tutto il mondo, e trasportandone la controparte digitale “oltre” lo schermo.
Tutto il titolo si regge tranquillamente sull’interpretazione impeccabile di Ellen Page (Juno, Inception) che, si può dire tranquillamente, recita la parte di Jodie, e di Willem Dafoe (Platoon, Spider-Man) nel ruolo del Dottor Dawkins.
Entrambi sono attori eccezionali e donano quel tocco in più che i precedenti titoli di Cage purtroppo non avevano; anche per questo consigliamo di giocare Beyond con l’audio originale, per non perdere la straordinaria performance recitativa.
La stessa cura data ai personaggi, che sembrano in tutto e per tutto veri, non è riscontrabile in gran parte degli ambienti, che si ritrovano texture poche curate, o modelli poligonali che appaiono in ritardo (Nel capitolo Navajo).
Le musiche sono affidate ad un altro maestro del cinema: Hans Zimmer (Il Gladiatore, Mission: Impossible, Pirati dei Caraibi e tanti altri) e riescono a coinvolgere ed emozionare quasi più della storia stessa.
Purtroppo è triste affermare che la parte migliore di Beyond sia l’estetica e che il titolo non regali lo stesso impatto emozionale di Heavy Rain a causa di intermezzi inutili e noiosi, od anche delle scelte del giocatore che alla fine non influiscono sul corso del gioco.

In conclusione...
8
“E la pausa cannetta?”
Se dal lato della trama e dei personaggi Beyond mi ha colpito più di Heavy Rain e di Fahrenheit, dal lato ludico sono rimasto alquanto deluso dall'interazione ridotta e dalla pochissima esplorazione degli ambienti che mi aveva lasciato di stucco nei precedenti titoli di Quantic Dream. Beyond non ha saputo coinvolgermi e farmi impersonare in Jodie, rendendomi solo un mero spettatore che assisteva alla trama scritta da David Cage, uno spettatore che si aspettava di essere partecipe e di poter decidere veramente tutto, ma che è rimasto nuovamente deluso da questa mancanza. Beyond: Due Anime è un titolo da provare tenendo conto di un fattore principale: è un ibrido tra un gioco, un film e un'avventura interattiva. È anche, purtroppo, un titolo che nel fondere questi tre aspetti, perde tutto ciò che ha caratterizzato i titoli precedenti di Quantic Dream: la personalità.
Livello recitativo eccezionale
Musiche coinvolgenti
x Poca interazione con l'ambiente rispetto ai precedenti titoli
x Molte delle Scelte “fondamentali” non influenzano la trama

due parole sull'autore
Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull'account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).
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