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Recensione Batman: Arkham Asylum

Quando venne annunciato nel 2008, Batman: Arkham Asylum suscitò opinioni discordanti tra gli appassionati ormai rassegnati all’idea di avere a che fare con l’ennesimo titolo su licenza. Prima di allora la quasi totalità dei titoli che vedevano protagonista il celebre detective dell’universo DC Comics erano per lo più realizzati a partire dai vari film in uscita nelle sale cinematografiche e non brillavano particolarmente dal punto di vista qualitativo rimanendo per lo più dei picchiaduro a scorrimento non troppo convincenti. In vista dell’arrivo nei negozi di Batman: Arkham Knight è giunto il momento di rispolverare a distanza di 7 anni il primo titolo della nuova era del cavaliere oscuro, entrato nel Guinness dei primati come il gioco più acclamato dalla critica nel panorama videoludico dei supereroi.

Versione testata: PC edizione GOTY con Controller Xbox 360.

 

Dottore, chiami un dottore!

Batman è riuscito a catturare Joker e lo sta conducendo nel manicomio di Arkham, situato sull’omonima isola, nel quale sono stati trasferiti a seguito di un incendio anche i detenuti del carcere di Blackgate. Batman scorta personalmente il Clown all’interno della struttura fin quando il piano di Joker comincia a prendere forma, tra i criminali trasferiti sono presenti molti dei suoi scagnozzi e intende sfruttarne l’astio,sono presenti anche alcuni dei più celebri nemici dell’uomo pipistrello, per intrappolarlo ed eventualmente ucciderlo tra le mura del manicomio. Batman dovrà farsi strada all’interno della struttura dando fondo a tutte le proprie risorse per cercare di fermare nuovamente Joker e impedirgli di raggiungere il vero obiettivo del suo piano. Nei panni del cavaliere oscuro sarà possibile affrontare, più o meno direttamente, un buon campionario dei supercriminali di Gotham tra cui Joker, Harley Quinn, Killer Crok, Bane (quello classico potenziato dal Venom, non quello con la museruola metallica di Nolan n.d.r). Sarà possibile anche affrontare Spaventapasseri, sopravvivendo alle varie illusioni, e l’Enigmista risolvendo i suoi enigmi con l’ausilio della modalità detective, o raccogliendo i relativi trofei sparsi per l’isola-manicomio.
La trama principale si svolge nel corso di 8-10 ore di gioco con uno sviluppo piuttosto lineare dove i colpi di scena non mancano, ma non sempre sono in grado di stupire realmente una volta inquadrato il modus operandi del Joker, tra ostaggi da salvare, trappole e piccoli “scherzi”, comincerà a prendere forma il vero piano orchestrato dalla nemesi di Batman che coinvolgerà anche personaggi non apertamente nostri nemici.

I dialoghi sono ben strutturati e richiamano il Batman che molti hanno imparato a conoscere con le serie animate, specialmente quello di Bruce Timm, dove lo stesso Paul Dini ha preso parte come sceneggiatore. Dini torna sul luogo del delitto per conto di Rocksteady garantendo un’avventura dai sapori lievemente oscuri e perfettamente aderente alla caratterizzazione data ai vari personaggi.
Oltre alla trama principale, sarà possibile trovare nel corso dell’esplorazione dell’isola di Arkham e delle strutture del manicomio alcune registrazioni, sulla falsa riga di quelli presenti anche in BioShock, utili ad ampliare i profili dei vari personaggi con alcuni elementi del loro background all’interno del Manicomio che vengono solamente accennati o omessi all’interno dell’economia della vicenda e ne costituiscono, effettivamente, l’antefatto.

 

Uh, che cosa hai portato dentro, Batman? Batarang? Batartigli? Uh, Bat-snack?

 

Il sistema di combattimento, soprannominato FreeFlow Combat, è piuttosto semplice ed immediato. Principalmente si basa sulla pressione di due tasti, uno per l’attacco e uno per il contrattacco con l’occasionale utilizzo del mantello per stordire i nemici armati di pugnale che possono in qualche modo difendersi dai colpi inferti dall’uomo pipistrello. Nel corso delle risse il punteggio associato alle nostre azioni varia in base alle combo effettuate senza essere interrotti dai nemici e, una volta raggiunto un certo numero di concatenazioni di attacchi, sarà possibile eseguire delle mosse speciali in grado di tramortire i nostri avversari in un colpo solo. Il punteggio assegnato nel corso dei vari scontri è legato alla varietà delle mosse eseguite, oltre che al loro tempismo, questa caratteristica contribuisce al definire maggiormente l’aspetto tattico nel battle system che obbliga il giocatore a valutare bene quali eseguire al fine di arrivare più facilmente all’esecuzione delle mosse speciali, oltre che aumentare un contatore di punti basato sulla qualità delle combo.
Questa apparente semplicità nel battle system permette al giocatore di concentrarsi al meglio sulle azioni da svolgere senza ricorrere a combinazioni di tasti eccessivamente complesse, ciò nonostante risulta appagante anche grazie agli slow motion delle mosse finali.

In generale in svariati momenti del gioco questo sistema di combattimento si mescola perfettamente con alcune meccaniche stealth legate all’attraversamento di alcune aree tramite passaggi nel pavimento o l’utilizzo del rampino per saltare tra i vari gargoyle all’interno della struttura, operazione che fornirà validi spunti per attacchi a sorpresa per inibire nemici, oppure ottime vie di fuga per sparire dalla loro visuale rapidamente prima di essere impallinati.
I vari gadget sono fondamentali per procedere nell’esplorazione dell’isola manicomio, anche perchè sarà impossibile accedere ad alcune aree senza il bat-artiglio, il bat-gancio, il Sequenziatore criptografico o il gel esplosivo. Spendendo i punti esperienza guadagnati tra una zuffa e l’altra sarà possibile ottenere versioni potenziate dei gadget acquisiti, oltre che aumentare la quantità di mosse eseguibili o incrementare la salute di Batman. Sebbene questi elementi quasi da RPG contribuiscano ad aumentare la varietà di gioco, non sono indispensabili per procedere nel corso dell’avventura rendendo possibile il completamento della modalità storia anche solo potenziando la resistenza e i punti vita del nostro eroe.
Una nota “dolente” potrebbe essere rintracciabile nell’intelligenza artificiale dei nemici, che quasi sempre pattuglieranno le aree seguendo dei percorsi predeterminati, spesso non accorgendosi di Batman nemmeno quando attraversa una stanza da parte a parte in un’unica oscillazione di rampino rendendo di fatto le sezioni stealth una semplice modalità in cui il giocatore si limita ad attendere in un punto specifico che lo sgherro di turno sia a portata di un K.O rapido quando rimane isolato dagli altri.

Batman-arkham-asylum-scarecrow
Merita particolare attenzione il gameplay contro lo Spaventapasseri, dove il giocatore viene catapultato in una realtà deviata con un gigantesco Spaventapasseri al centro di una struttura circolare che si sviluppa verticalmente. In questa modalità non avremo un’esplorazione ambientale completa come in tutte le altre sezioni del gioco e saremo privati della modalità detective, per quanto l’uomo pipistrello possa contare sempre sulle proprie attrezzature (specialmente il rampino e il bat-artiglio), in questa sorta di platform stealth lo scopo non sarà tanto quello di farsi strada tra orde di nemici a suon di cazzotti quanto piuttosto evitare di essere visti sfruttando i punti ciechi che l’ambiente ci mette a disposizione. Le varie apparizioni dello spaventapasseri, con le loro introduzioni ai “confini della realtà”, costituiscono un ottimo intermezzo per spezzare eventuali punti morti dove altrimenti il giocatore si ritroverebbe a passare per corridoi già visitati privi di nemici da umiliare.
I combattimenti con i boss in generale, specialmente nelle ultime sezioni di gioco, perdono un pò di varietà risultando per lo più una ripetizione continua dello stesso schema di azioni e delle stesse mosse per un numero di volte pari o superiore a tre. Si tratta solo di individuare il meccanismo, e spesso gli indizi ci vengono forniti dopo il primo o il secondo K.O (ammesso che accada).

Al di là dell’aspetto puramente “action” il titolo rimane fedele al fumetto ricordandoci che Batman è noto anche per essere l’investigatore migliore del mondo, di conseguenza nel gioco sarà fondamentale tenere sotto controllo l’ambiente con un approccio diverso costituito dalla modalità detective, che ci consente di seguire tracce forensi, identificare il numero e la quantità dei nemici nonché il loro stato di salute psicofisico nel momento in cui li teniamo d’occhio e il loro livello di pericolosità (blu se disarmati o con coltello, rosso se armati di mitragliatori), nonché mettere in evidenza oggetti collezionabili (trofei dell’enigmista e nastri delle registrazioni) ed elementi interattivi presenti nell’ambiente (come le grate o i vari sistemi di sicurezza). Tuttavia la visuale in scala di grigi dell’ambiente obbliga il giocatore a passare ripetutamente da una modalità all’altra nelle fasi di infiltrazione nelle aree più buie della struttura, senza risultare mai realmente frustrante.

Un mix di gameplay fa scorrere rapido il titolo

Il gioco scorre rapido, senza particolari picchi nella sua difficoltà anche in modalità difficile. Per la gioia degli amanti del gioco punitivo, Rocksteady ha inserito nel titolo alcune sfide suddivise in modalità predatore (basata sull’esecuzione di alcune azioni stealth) e combattimento (basate sul raggiungere un determinato punteggio entro un tempo limite e senza venir mai essere sconfitti). Ogni qual volta una sfida verrà completata con successo, sarà sbloccabile la relativa modalità estrema. Queste sfide non aggiungono nulla al titolo principale, divenendone di fatto una frustrante appendice utile solamente a platinare il titolo al completamento degli achievement o a dimostrare di padroneggiare a pieno il FreeFlow.

 

Ti ho suonato come un violino e ti si sono rotte le corde

Dal punto di vista grafico Arkham Asylum risulta ben curato nel dettaglio: le atmosfere cupe e il design aggiungono e mescolano sapientemente una dose di realismo ai personaggi storici del fumetto DC Comics fornendo al giocatore, che egli sia un accanito lettore o un neofita, un Batman “nuovo”, ricco di vecchie conoscenze in una veste mai vista prima dove l’aspetto  rispecchia perfettamente la loro psicologia interiore, risultando quindi parte integrante della caratterizzazione. Molto interessante la scelta di conferire realismo anche al costume di Batman, che procedendo nel corso dell’avventura verrà lacerato e sgualcito rendendo il nostro Cavaliere Oscuro sempre più “malconcio” man mano che si fa strada tra i criminali di Blackgate e gli internati di Arkham.
Le tonalità scure degli ambienti, la colonna sonora ed il design di alcuni elementi (uno su tutti: la Batmobile) sembrano rifarsi ampiamente alle atmosfere del Batman di Tim Burton, oltre che alla serie animata classica del 1992. Anche i rumori ambientali, gli echi dei corridoi vuoti e i giochi di ombre nelle varie inquadrature contribuiscono ad accentuare ulteriormente il senso di tenebra che domina il manicomio di Arkham palpabile già dal momento in cui ci viene mostrato il cartello stradale all’inizio del gioco.

 

Batman: Arkham Asylum

Che dire, perfetto per una gita fuori porta… no?

Ad aumentare la qualità generale del titolo è anche la presenza di un cast di doppiaggio d’eccezione, con voci note al pubblico più “maturo” riprese direttamente dalle serie animate, che contribuiscono a creare una maggiore empatia tra prodotto e utente sopratutto per quanto riguarda i personaggi principali come Joker, Harley Quinn, Batman, Oracle(nuova identità di Batgirl interpretata sempre da Debora Magnaghi) e il commissario Gordon. Sfortunatamente non è sempre convincente per i personaggi secondari che spesso non lasciano trasparire molto bene il loro senso di terrore, risultando impassibili al cospetto di un trionfante Cavaliere Oscuro anche dopo essere stati ad un passo dalla morte.

Realizzato con l’inossidabile Unreal Engine 3.5 e il motore Physix per la fisica degli oggetti Batman Arkham Knight a 7 anni dalla sua prima apparizione sugli scaffali è in grado di girare egregiamente anche su computer di fascia medio-bassa con settaggi grafici elevati o ultra senza pesare eccessivamente sulle risorse di sistema. Il gioco è fluido con sporadici cali di frame rate di bassissima entità concentrati sopratutto nei momenti in cui Batman varca la soglia di una porta per passare in una nuova area della magione.

 

Requisiti raccomandati:
CPU: Pentium D 3Ghz o AMD Athlon 64 X2 3800+ (Dual core)
Memoria: XP 2GB, Vista 3GB
Scheda Video: NVidia 7900 GT o superiori

 

Configurazione utilizzata:

S.O: Windows 8.1 (64 bit)
CPU: Intel Core i7-4510U 2.00Ghz
Memoria: 8GB RAM
Scheda Video: NVidia GeForce 840M

 

Verdetto
9 / 10
Benvenuto in manicomio, Batman!
Commento
Batman Arkham Asylum è la prima, audace, produzione che rende giustizia a Batman. L'atmosfera cupa, il carisma dei personaggi e il Free Flow Combat di Rocksteady sapranno coinvolgere adeguatamente tutti i fan del celebre detective e coloro che si sono avvicinati al brand a partire dai film o che lo hanno vissuto come fenomeno di massa. I ragazzi di Rocksteady sono senza dubbio riusciti a mettere in piedi un titolo in grado di dare il giusto slancio ad una trilogia che inizialmente aveva suscitato qualche perplessità e che presto vedrà il rilascio del terzo, attesissimo capitolo, Arkham Knight. Le varie interazioni del giocatore con l'ambiente garantiscono una modalità storia che non risulta mai tediosa o realmente frustrante facendoci sentire sempre pronti per ogni evenienza, un pò Batman e un pò MacGyver.
Pro e Contro
Sistema di combattimento semplice ed intuitivo
Godibile sia con il controller che con mouse-tastiera
Design accattivante e atmosfere gotiche
Un'enciclopedia dell' "universo Batman"
Trama originale e sceneggiata a dovere
Lievemente amarcord
Tecnicamente valido anche dopo 7 anni

x Sfide tediose e superflue
x Altre sfide come DLC
x Scontri con i boss rindondanti verso il finale