Recensione BioShock

2K Games si ripresenta sugli scaffali con un nuovo e originale sparatutto in prima persona, caratterizzato da una narrazione fuori dal comune e da meccaniche inedite. Non un FPS dei tanti, ma un gioco che non dovrebbe mancare in nessuna collezione, “condito” da elementi GDR e da una forte componente esplorativa.

Versione testata: Xbox 360

Benvenuti ad Atlantide! a Rapture!

Una città in cui l’élite del popolo mondiale, ovvero i geni, gli artisti e gli intellettuali, non deve sottostare ai dettami della religione e della politica, dove si contempla la libertà di espressione e di pensiero, dove l’utopia diviene realtà. Situata sott’acqua, in fondo all’oceano, dove (quasi) nessuna mente “inferiore” possa raggiungerla. Bene, questa è Rapture.

Nel corso degli anni ’50, che la geniale – quanto folle – mente di Andrew Ryan partorisce quest’utopia: le sue tasche sono abbastanza gonfie da trasformare il sogno in realtà, ma qualcosa andrà storto. Qui c’è abbastanza posto per tutte le menti geniali della terra, continuamente limitate e sfruttate dai “parassiti” della società, e hanno il diritto di dare sfogo ad ogni loro fantasia, senza subire critiche ed accettare dei limiti. Ma davvero non c’è bisogno di limiti?

Naufrago in un mare di pazzia

Impersoneremo Jack, subito dopo che l’aereo su cui stava viaggiando si inabisserà nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico: riaffioreremo tra i rottami galleggianti del velivolo, e mentre la coda dell’aereo si inabissa, individueremo come nostra unica salvezza una torre, alta, oscura. Salite le scale, giungeremo davanti al portone, ormai certi di esser scampati al peggio; ma questo, una volta oltrepassato, si chiuderà alle nostre spalle, e le luci riveleranno un’inquietante dicitura: “Nessuna divinità o re. Soltanto l’Uomo”. Tra lussuosi arredamenti in stile art-déco e stupendi motivi musicali anni ’50, ci metteremo alla ricerca di un mezzo di trasporto, e l’unica cosa che troveremo sarà una cabina metallica, che presto si rivelerà essere una batisfera che ci condurrà dritti a Rapture.

L’introduzione non è per nulla rassicurante. Tramite una radio entreremo in contatto con Atlas, che si offrirà di farci da guida qualora decidessimo di aiutarlo nella ricerca di sua moglie e sua figlia. Appena metteremo piede in città, avremo un assaggio delle pazzia che domina il luogo, ovvero quando un essere dalle sembianze mostruose farà la sua comparsa ed ucciderà, apparentemente senza motivo, un malcapitato che attendeva l’arrivo della batisfera per fare ritorno in superficie. L’aggressore non era altro che un ricombinante, ovvero uno degli abitanti di Rapture.

Tra le geniali menti trasferitesi sott’acqua, qualcuno è stato capace di inventare un modo per ricombinare il codice genetico umano, con il nobile scopo di facilitare la vita di tutti i giorni. La scoperta si basa sull’uso di una sostanza, detta Adam, che permette infatti agli uomini di potenziarsi ed ottenere poteri sovrumani, avente come effetti collaterali l’assuefazione e la lenta ma incombente morte dei tessuti. È stata proprio la scoperta dell’Adam a causare la rovina di questa città, rendendola una trappola mortale.

Fuori dalla batisfera la distruzione fa da padrona: muri sgretolati, scalinate crollate, arredamento e oggetti sparsi dappertutto. Incontreremo di nuovo un ricombinante, ma non sarà capace di attaccarci, grazie all’intervento del sistema di sicurezza della città. È innegabile però che l’unico modo per affrontarli è scendere ai loro livelli: Jack deciderà di iniettarsi l’Adam e ricombinarsi, al fine di utilizzare i Plasmidi.

“Guarda, Mister Bolla… è un angelo!”

Oltre ai ricombinanti, i nemici più temibili saranno i Big Daddy, ovvero degli esseri (umani forse?) rinchiusi in pesantissime tute da palombaro. Il loro compito è proteggere le Sorelline dai ricombinanti (o da qualunque altra minaccia, Jack compreso), ovvero le innocue bambine che vagano per la città con una siringa tra le mani, in cerca di preziosissimo Adam da estrapolare dai cadaveri dei ricombinanti.

I Big Daddy sono disposti a tutto pur di proteggere una Sorellina, e lo faranno con ogni mezzo a loro disposizione, che sia una trivella o una sparachiodi, direttamente innestati al posto del loro braccio destro. Sconfiggere un Big Daddy non è cosa facile, ma facendolo otterremo una grossa ricompensa. In nostro aiuto inoltre vi è la capacità di jack di “aggirare” i dispositivi elettronici, inclusi il sistema di protezione della città e le torrette.

C-c-c-combo!

Il sistema di combattimento è quindi basato sull’utilizzo congiunto (sebbene non simultaneo) dei Plasmidi e delle armi convenzionali; i primi sono dei “poteri” che consentono, ad esempio, di lanciare scariche elettriche o fiamme, generate dalla mano sinistra di Jack, a sua volta collegata al grilletto sinistro del nostro pad. Per quanto riguarda le armi, ne troveremo tantissime, a partire dalla semplice ma affidabile chiave inglese fino ad arrivare a pistole, fucili e mitra. Le armi saranno mantenute da Jack nella mano destra e per sparare dovremo schiacciare il corrispondente grilletto del pad. Ogni arma avrà tre tipi di munizioni diversi: ad esempio la mitragliatrice avrà i proiettili normali, quelli anti-uomo e perforanti.

Sarà quindi necessario alternare le armi (e i relativi tipi di munizioni) ai Plasmidi: alcune combo, come quella “scarica-chiave inglese”, si riveleranno letali contro alcuni nemici, ed inefficaci contro altri. Ovviamente, come per le armi avremo il limite delle munizioni, per i Plasmidi avremo il limite dell’EVE, rappresentato dalla barra blu posizionata sullo schermo al di sotto di quella rossa della vita. Quando la barra sarà esaurita, non potremo più usare i Plasmidi finché non ci inietteremo nel braccio una nuova dose di EVE, rendendoci vulnerabili per qualche secondo agli attacchi nemici.

Ma cos’ho (ri)combinato!?

Oltre ai Plasmidi, da ricombinanti sfrutteremo anche i Tonici. Questi sono dei “potenziamenti” in pieno stile GDR che, acquistati con dell’Adam ed equipaggiati presso appositi distributori sparsi tra i livelli, forniscono dei bonus ad un’arma, ad un Plasmide oppure a Jack, ad esempio riducendo il rumore dei suoi passi, od abbassando la difficoltà quando “aggireremo” una telecamera. I Tonici disponibili saranno di livelli differenti, ed equipaggiando più livelli dello stesso Tonico godremo di un effetto combinato.

Per questo motivo qualche unità di Adam in più farebbe davvero comodo anche a noi, e questo ci induce ad affrontare i Big Daddy al fine di catturare le Sorelline: potremo poi decidere se ucciderle, ottenendo molto più Adam, o salvarle, per averne di meno in cambio di una buona scorta di munizioni, medikit e soldi. La decisione non sarà semplice, e l’evolversi delle vicende sarà influenzato proprio da queste scelte.

Nel gioco saremo praticamente immortali: qualora i nemici dovessero riuscir ad avere la meglio su di noi, rinasceremmo presso le “Camere della Vita”, cioè una sorta di “capsule criogeniche” dislocate in giro per i livelli. La nota dolente di questo sistema, fortemente voluto dagli sviluppatori, è il fatto che i nemici una volta feriti conserveranno la loro vita anche nel caso in cui dovessimo morire, semplificando di parecchio i passaggi più ardui. Ripartendo quindi dalla Camera della Vita più vicina, basterà tornare da quei nemici per assestargli il colpo di grazia, nonostante la possibilità di salvare il gioco ovunque ed in ogni momento; ripercorrendo il tragitto però potremmo incappare in nuovi avversari, anche dove avremo già fatto tabula rasa di ricombinanti.

Ho l’impressione di annegare!

La decisione presa dagli sviluppatori di sfruttare l’Unreal Engine 3 si è rivelata decisamente positiva. Le ambientazioni sono semplicemente fantastiche, e danno al giocatore l’impressione di camminare davvero in gallerie sottomarine o in salotti d’epoca. Graficamente invece, il gioco si dimostra nel complesso molto solido: il framerate è abbastanza stabile sui 30 fps, con qualche picco sporadico in caso di situazioni molto concitate. I nemici sono molto differenziati, e le texture solo in alcuni casi scadenti e “appiccicate”. La presenza di un leggero aliasing deve fare i conti però con degli effetti di luce eccezionali e l’acqua, l’elemento principe del gioco, è in alcuni casi talmente realistica da sembrar vera, tra spruzzi, gocce e allagamenti vari.

L’IA dei nemici si dimostra molto buona, con i ricombinanti che tenteranno di aggirarci o di organizzare degli assalti combinati, se in numero superiore a noi.

La musica è presente solo in alcuni ambienti e in determinate situazioni, ma i brani si “intonano” perfettamente con gli avvenimenti, probabilmente in maniera mai vista prima d’ora. Gli effetti sonori sono da lode, e non incontreremo mai stanze silenziose, ma il sottofondo di scricchiolii, sgoccioli e grida di nemici in lontananza ci farà sempre (un’inquietante) compagnia. Ancor più meritevole il doppiaggio inglese, un po’ meno quello localizzato, ma i dialoghi di determinati personaggi, inclusi quelli dello stesso Ryan, lasciano il segno.

Nonostante la totale assenza di una modalità multigiocatore, sia online che offline, la longevità del titolo è molto alta, garantita anche dai collezionabili e dai finali differenti; in generale, godendosi tutte le registrazioni radio disseminate lungo il percorso, il gioco ci terrà incollati alla TV per più di una quindicina di ore.

Verdetto
9 / 10
In fondo al maaaaar!
Commento
Le meccaniche originali e la trama rendono questo titolo imperdibile per ogni giocatore, sebbene caratterizzato da qualche difetto. La narrazione, alcuni effetti grafici (personalmente non ho mai visto un'acqua così realistica), la musica e le ambientazioni vi lasceranno letteralmente a bocca aperta in molte situazioni. La longevità è alta, anche se una modalità multigiocatore ben implementata sarebbe stata gradita. Un acquisto fortemente consigliato a chi vuole godersi un'ottima avventura “inusuale”.
Pro e Contro
Ambientazioni squisite
Tecnicamente superiore alla media
Longevità altissima

x Assenza del multiplayer
x Il sistema di respawn