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Recensione Aragami

Abbiamo già parlato diverse volte di come, tramite Kickstarter o altri portali pensati per il crowdfunding, un piccolo team possa riuscire a rendere realtà quella che era solo un’idea sulla carta. Cosa succede però quando la campagna di raccolta fondi fallisce? Nel caso di Lince Works e del loro Aragami (noto inizialmente come Twin Souls: The Path of Shadows) si riconosce l’errore e poi ci si rimbocca le maniche per cercare di arrivare comunque sul mercato. E, a sforzo esaurito, si rimane alla finestra per vedere la reazione di critica e pubblico: vediamo cosa ne pensiamo noi.

Versione testata: Playstation 4

Spiriti potenti, vi invochiamo

Nel pieno di un Giappone feudale dove infuria da diversi anni una guerra sanguinosa tra i soldati della luce Kaiho e le forze delle ombre Yamiko, una misteriosa ragazza imprigionata dall’esercito illuminato grazie a sei talismani, evoca dall’oltretomba uno spirito della vendetta per cercare di liberarsi. Lo scopo del giocatore, nei panni di Aragami (il nome di questi spettri vendicativi, ma utilizzato per estensione anche per indicare il protagonista dell’opera), sarà quello di assecondare il desiderio di vendetta della ragazza, cercando però al contempo di scoprire la verità che si cela dietro alle vicende narrate e ai ricordi che, ogni qualvolta si recupera un talismano, affiorano come visioni nell’animo dello spirito.

La storia di Aragami, ad onor del vero, non è particolarmente brillante negli scossoni ed i colpi di scena, specie alla fine, arrivano senza grosse sorprese; il tutto è comunque ben raccontato tramite alcune cutscene animate che si mescolano a disegni più statici (ma ugualmente d’impatto). Non si tratta certo di un punto di riferimento per la narrativa all’interno del medium, ma sicuramente il racconto in questo caso cerca di essere (pur non riuscendoci appieno) più del solito pretesto per mettere il giocatore davanti ai tredici capitoli che compongono il gioco, che si traducono in circa una decina di ore (soggette alle solite variabili quali abilità del giocatore, percentuale di completamento e obiettivi “ludici” che ci si pone quando si affronta ognuno dei livelli) giocabili in solitaria o in co-op online.

Demone o fantasma
Le meccaniche di gioco sono semplici, ma il risulato è indovinato

Dal punto di vista ludico Aragami è un action/stealth che si rifà, per ammissione degli sviluppatori, a capisaldi del genere come Tenchu e Metal Gear Solid ma si lascia contaminare anche da prodotti più recenti come Mark of the Ninja e Dishonored. Lo scopo, in linea di massima (fanno eccezione un paio di livelli, che di fatto rappresentano delle boss fight, dove le carte in tavola si mischiano maggiormente) è quello di arrivare dal punto di partenza al talismano presente nell’area e poi tornare indietro, cercando di non farsi scoprire e uccidere dai soldati Kaiho che nel mezzo avranno il compito di proteggere l’area. Le meccaniche messe piedi da Lince Works per raggiungere l’obiettivo sono semplici, ma decisamente azzeccate al contesto: Aragami è un guerriero dell’ombra e da quest’ultima trae i suoi poteri, e fintanto che si rimane avvolti dalle tenebre i simboli sul mantello dello spirito (che fungono da barra della stamina per le sue abilità dell’ombra) si ricaricano, seppur lentamente e ci si può teletrasportare di ombra in ombra consumando parte di questa forza. Al contrario nelle zone molto illuminate, quelle lambite dalla luce di un falò o di una lanterna, l’energia diminuisce ad un ritmo sostenuto e le abilità di Aragami vengono annullate quasi del tutto (e i nemici individuano immediatamente la creatura). Nella “terra di mezzo”, dove l’illuminazione c’è ma non fa sentire così tanto la sua influenza è possibile essere individuati, ma d’altra parte si possono utilizzare senza problemi, se non quelli derivati dal limite di stamina indicato sul mantello, abilità che permettono per esempio di evocare delle ombre temporanee da sfruttare per il teletrasporto (la prima delle abilità che il titolo intima al giocatore di sbloccare) o, più avanti, far sparire i cadaveri dei nemici in modo da non farli ritrovare dalle altre guardie di pattuglia e causare un’allerta. I soldati Kaiho, come detto, sostengono infatti le forze della luce, e sanno rendersi molto pericolosi già nelle prime fasi di gioco: quando si viene scoperti infatti le truppe possono richiamare l’attenzione dei loro compagni oppure sfoderare le loro spade di luce, capaci di colpire Aragami a distanza ed eliminarlo in un colpo solo. L’altra abilità principale è invece una sorta di scudo che, in caso si porti un attacco ma si venga identificati all’ultimo momento, permette alla guardia di deflettere un primo colpo per poi comunque soccombere al secondo; il vantaggio? Tendenzialmente in queste situazioni Aragami ed il soldato si eliminano a vicenda, visto che quest’ultimo riesce comunque a far partire un colpo dalla sua spada.

La progressione dell’Ombra
Il lavoro di Lince Works tiene duro nonostante la progressione del giocatore, anche se alcune situazioni si semplificano

Man mano che si gioca è possibile, raccogliendo le pergamene nascoste nei vari capitoli, accumulare dei PA che poi possono essere spesi per acquistare nuove abilità (da questo punto di vista è particolarmente utile quella che permette di far comparire a video delle indicazioni sulla posizione dei collezionabili). Si riesce quindi, come detto, ad imparare a far sparire i cadaveri dei nemici abbattuti, di marcare con un indicatore quelli inquadrati o di uccidere automaticamente i nemici quando si esegue uno Slancio d’Ombra (il teletrasporto) in modo da finire sulla loro testa. Ma non mancano nemmeno delle abilità più spiccatamente offensive o difensive, che invece consumano degli appositi indicatori (due per ogni tecnica, che possono però essere ricaricati in alcuni templi o con l’abilità di uccisione dell’ombra, che richiede però di rimanere alle spalle del nemico per qualche secondo prima di andare a segno rumorosamente) e che allargano ulteriormente il ventaglio di possibilità a disposizione: la possibilità di accecare un gruppo di nemici, un kunai d’ombra che uccide a distanza oppure una trappola da attivare dopo averla posizionata (a terra o, dopo un potenziamento, sulla schiena di un nemico) che risucchia tutto quello che c’è nelle vicinanze completano la dotazione d’attacco di Aragami, mentre le tre tecniche difensive permettono di tracciare i nemici nell’area (anche attraverso le pareti), evocare un fantoccio d’ombra come diversivo e rendersi invisibili. Tutte abilità che richiedono diverse pergamene per essere acquistare e, in aggiunta, presentano un “secondo step” (anche questo da sbloccare spendendo i punti esperienza), ma che aiutano a mantenere fresco il gameplay nel corso dell’esperienza. È vero che arrivati alla fine dell’esperienza, se si hanno a disposizione tutte le tecniche, le cose possono apparire più facili in alcune circostanze (è difficile perdere un “uno contro uno” quando una guardia ti scopre se puoi stordirla e poi utilizzare l’Uccisione d’Ombra per ricaricare la tecnica utilizzata), ma Lince Works fortunatamente oppone una certa resistenza al fenomeno, e man mano che i capitoli avanzano iniziano ad essere introdotti di livello in livello nemici più pericolosi. Così compaiono prima gli arcieri, dotati di un campo visivo fuori misura e capaci di individuare Aragami anche quando è invisibile, poi delle “trappole” di luce che, quando ci si avvicina troppo, esplodono causando rumore e (se si è troppo vicini) uccidendo il giocatore, ed infine dei soldati circondati da queste fiammelle luminose che, oltre a fungere da trappola, impediscono di utilizzare lo Slancio dell’Ombra a distanze troppo ravvicinate ed indeboliscono Aragami ogni qualvolta si avvicina (nelle fasi avanzate tra l’altro gli arcieri saranno capaci di lanciare queste fiamme assieme alle frecce). Ad ogni modo, come detto, alcune situazioni inevitabilmente vanno a semplificarsi una volta che si hanno a disposizione alcune tecniche, che combinate opportunamente possono sembrare anche troppo efficaci, ma la sfida tiene botta fino all’ultimo, specie se si decide di giocare (per ottenere gli appositi riconoscimenti in ogni capitolo) eliminando tutti i bersagli, non facendo mai suonare un’allerta o non eliminando nessun nemico.

 

aragami

Le tecniche dell’Aragami
Bello da vedere, ma senza dubbio da rifinire

Per Aragami, come per diversi altri titoli, è opportuno saper distinguere tra l’aspetto tecnico del prodotto e quello artistico. Sotto quest’ultimo c’è poco da dire: Lince Works ha confezionato un prodotto decisamente curato, che a tratti sembra richiamare vagamente alla memoria (non sappiamo dire se è una “citazione involontaria” oppure è una scelta precisa) Okami specie quando si ascoltano i dialoghi dei personaggi, pronunciati in una lingua fittizia che suona un po’ come quella del titolo Clover Studio. Il fianco tecnico però d’altra parte è decisamente scoperto: capita spesso che il sistema di puntamento con cui andare ad utilizzare alcune abilità si “inceppi”, non interpretando correttamente le intenzioni del giocatore in quelle zone di frontiera tra ombra e luce, introducendo per esempio qualche ritardo nell’esecuzione degli Slanci dell’Ombra. Capita anche di ingaggiare un nemico e vedere questo, dopo pochi istanti, sparire e ricomparire in una posizione diversa, causando più di qualche problema e magari facendo incappare chi gioca in un game over immeritato. Insomma, la sensazione è che il lavoro dietro Aragami sia ancora grezzo in alcune delle sue componenti, ed è un peccato visto l’impianto ludico semplice ma dannatamente divertente messo a disposizione da Lince Works. Da questo punto di vista ci auguriamo che il lavoro dietro le quinte del team ispanico non si fermi qui, ma che con le prossime (o ancora meglio, la prossima) patch il tutto venga rifinito smussandone questi difetti.

Verdetto
7.5 / 10
Il mezzo voto che manca arriva con le patch
Commento
Cosa pensiamo di Aragami quindi? Che ci sarebbe piaciuto trovarci davanti ad un prodotto più rifinito dal punto di vista tecnico, visto che il lavoro di Lince Works sul piano ludico risulta semplice ma dannatamente divertente da giocare e sul versante artistico la cura c'è, si vede e regala belle sensazioni. Con qualche glitch in meno (e magari qualche obiettivo secondario in più) le carte in regola per portare (e portarsi) a casa un titolo da consigliare senza se e senza ma ci sarebbero state tutte: così Aragami è "solo" un gioco stealth solido nonostante le mancanze di cui sopra che farà comunque, ne siamo moderatamente sicuri, la gioia degli appassionati del genere.
Pro e Contro
Artisticamente ispirato
Dannatamente divertente
La sfida rimane anche acquistate tutte le abilità...

x ... Ma qualche situazione si semplifica
x Glitch e qualche sbavatura di troppo