Live #0: Di che colore sono i soldi su iCrewPlay?

Anteprima Splatoon

Nel corso dei suoi anni di onorata carriera l’accusa più spesso rivolta a Nintendo è stata senza dubbio quella di essere quasi patologicamente incapace di creare nuove Proprietà Intellettuali senza scomodare le solite “facce note”. Splatoon (sebbene l’idea iniziale fosse un’altra) potrebbe tranquillamente essere una risposta a questa affermazione e contemporaneamente permettere all’azienda di Kyoto di togliersi qualche altro sassolino dalla scarpa: si tratta infatti di un titolo inedito in cui non figura nessun personaggio storico Nintendo, che pare puntare decisamente forte sul multigiocatore online e, ciliegina sulla torta, è uno sparatutto. Per sapere se e quante di queste scommesse si riveleranno vincenti bisognerà aspettare l’uscita del titolo, ma nel frattempo vi proponiamo di seguito l’idea che ci siamo fatti di Splatoon in occasione della Milan Games Week 2014.

Tony Calamaro
Sparatutto in terza persona si, ma alla maniera di Nintendo

Come detto, dal punto di vista del gameplay Splatoon si presenta come uno sparatutto in terza persona, anche se si approccia al genere in modo decisamente anomalo. Il giocatore utilizza al solito la levetta sinistra per gli spostamenti e quella destra (assieme all’accelerometro di GamePad) per controllare e resettare la telecamera, ed ha a disposizione due armi a base di inchiostro (un fucile ed una granata). La sostanza può essere utilizzata sia per attaccare ed uccidere gli avversari (costringendoli a “respawnare” dopo qualche secondo nella loro base e accumulando al contempo punti) che per nascondersi quando si passa alla forma calamaro: in questo stadio infatti, pur non potendo attaccare, il personaggio controllato può spostarsi nascosto alla vista nuotando nell’inchiostro, che può essere sfruttato anche per attraversare grate o superare salite troppo ripide. Immergersi è poi l’unico modo per ricaricare la propria scorta di inchiostro per poter continuare a far fuoco o a lanciare granate (che oltre a svuotare gran parte del serbatoio del personaggio disabilitano per qualche secondo la ricarica di inchiostro, anche se ci si immerge subito). Particolare attenzione va prestata al colore delle varie aree, visto che entrare in contatto con l’inchiostro degli avversari causerà danni e rallenterà i movimenti dei “soldati”. La dotazione del giocatore è infine completata da una sorta di Bazooka, utilizzabile in via temporanea una volta accumulati abbastanza punti: i “missili” esplosi saranno dei veri e propri tornado colorati, capaci di sporcare grandi superfici e di danneggiare i nemici.

 

 

Ho voglia di fritto misto
La formula diverte tanto, ma ci vorranno più modalità ed un comparto online curato

La build messa a nostra disposizione da Nintendo permetteva di giocare 2 round in una modalità a squadre, ciascuna formata da quattro membri (per un totale quindi di otto giocatori simultaneamente nell’arena). L’obbiettivo era quello di “conquistare” la maggior parte della mappa inondandola con l’inchiostro del colore della propria squadra, mettendo quindi in secondo piano la necessità di eliminare gli avversari (utile comunque per accedere al bazooka e per fini più “tattici”, come ottenere un momentaneo vantaggio numerico per poi colorare le zone limitrofe alla base nemica). Il risultato finale, complice anche il gameplay semplice ma profondo ed in un certo senso “sofisticato” descritto sopra, è stato in due parole a dir poco divertente, regalandoci uno dei quarti d’ora (circa) più divertenti di tutta la manifestazione milanese. Questa modalità da sola però non può sostenere tutto il peso del pacchetto ludico, e per quanto sia probabilmente la candidata al ruolo di modalità di riferimento andrà giocoforza affiancata ad altri tipi di offerte, a squadre o tutti contro tutti. L’altro pericolo risiede invece in uno dei difetti congeniti dei titoli Nintendo: il trattare in modo troppo sommario la componente online dedicando poca attenzione a funzioni ormai diffuse su larga scala (ad esempio la chat vocale in-game) e non offrendo performance sempre stabili. La sfida più grossa di Splatoon si giocherà a nostro avviso su questo terreno, e l’allinearsi a quanto viene offerto da altri titoli del genere potrebbe sul serio fare la differenza tra il successo e l’insuccesso dell’esperienza.

 

Strega comanda colore
Tecnicamente siamo soddisfatti

Dal punto di vista tecnico Splatoon si è comportato assolutamente bene durante la nostra prova sul campo (di battaglia): non abbiamo incontrato problemi di fluidità o rallentamenti vari, ed i due round sono stati portati a termine senza patemi di sorta. Anche visivamente quello che si è visto ci è piaciuto molto, grazie ad una grafica coloratissima ed accesa.

 

Commento
In definitiva, il nostro primo incontro con Splatoon ci ha lasciato tantissime aspettative: il potenziale per creare un prodotto solido e divertente ci sono tutte, e le premesse ci fanno senza dubbio sperare bene. Le uniche incognite sono le modalità presenti (per aver successo in questo segmento dell'industria è necessario un pacchetto ludico abbastanza nutrito) e la storica allergia della casa di Kyoto a quello che riguarda l'infrastruttura online: alla chat vocale in-game possiamo rinunciare su Mario Kart e su Smash Bros, ma non in un titolo di questo tipo.
Pro e Contro
Dannatamente divertente
Originale e carismatico
Colorato e fluido

x Da verificare la varietà di modalità
x L'infrastruttura online sarà convincente?