Skul semplicità

Questa anteprima su Skul e il suo perdere la testa con la semplicità è frutto di una collaborazione con DLCompare, che ci ha gentilmente fornito il codice review.
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Alcuni videogiochi puntano a far breccia nei cuori degli appassionati tramite sensazioni genuine e tramite la loro semplicità, proprio come nel caso di Skul: The Hero Slayer.

Il fatto che la razza umana che attacca il castello del Re Demone non è una novità ed è già avvenuto innumerevoli volte. Ciò che rende questa volta diverso, però, è che gli Avventurieri hanno deciso di unire le forze con l’Esercito Imperiale e con l’Eroe di Caerleon per condurre un assalto definitivo nella speranza di spazzare via i Demoni una volta per tutte. Hanno attaccato la roccaforte dei Demoni con un vantaggio numerico schiacciante e sono riusciti a distruggerlo completamente. Tutti i Demoni nel castello sono stati fatti prigionieri, tranne un singolo scheletro chiamato “Skul”.

La semplicità di Skul sta anche nelle meccaniche

UN PICCOLO SCHELETRO...

Prima di tutto definiamolo: Skul si presenta con la semplcità di un platform rogue-lite a giocatore singolo con schermate da ripulire per poter procedere. Attacco, salto, movimento e abilità speciali; i controlli sono essenziali, funzionali e divertenti, soprattutto con un controller in mano.
Ma allora pensate che sia banale? E qua vi sbagliate! La meccanica cardine di questo titolo è usare la testa. No, nessun ragionamento, faccio riferimento al senso letterale di queste parole. Il protagonista ha la facoltà di scambiare il proprio teschio con altri trovati in giro e, così facendo, cambia estetica e acquisisce nuove capacità ed estetiche. Agili ninja, potenti guerrieri, creature mistiche e bestie ferali… Ce n’è per tutti i gusti! Magari il bilanciamento non è ancora ottimale, ma gli autori stanno dimostrando di avere a cuore la loro creazione, seguendola con cura.

...IN UN MONDO DIFFICILE...

I nemici sono ben caratterizzati e ognuno ha mosse uniche, che spingono il giocatore ad adattarsi di conseguenza. Ogni qualche schermata si devono affrontare boss pericolosi, ma dal pattern leggibile; confrontarsi con loro spinge a imparare i loro attacchi ed agire di conseguenza, in un trial&error per nulla frustrante. Il level design è anche buono e permette di dare sempre dinamismo agli scontri.

...CRESCE E MIGLIORA

Sparsi nei livelli si possono trovare alcuni potenziamenti attivi o passivi. Tra una partita e l’altra, invece, il protagonista torna in un hub centrale in cui una strega di corte (e altri personaggi liberati durante le precedenti run) aiutano il simpatico Skul a potenziarsi prima di tornare sul campo di battaglia; in cambio chiederanno dei cristalli oscuri accumulati fino a quel momento. All’interno delle partite stesse sono invece presenti altri NPC che fungono da mercanti da cui spendere l’oro trovato fino a quel momento.

Anche l’occhio (o la cavità oculare) vuole la sua parte

COMPARTO GRAFICO

Lo stile grafico in pixel art è semplice ma apprezzabile. Non fa certo gridare al miracolo, ma fa bene il suo lavoro e non presenta grandi sbavature. Le animazioni sono coerenti e i difetti grafici sono praticamente assenti, nonostante il gioco sia ancora in Early Access. Quello che ho apprezzato maggiormente sono il design e le diverse estetiche del protagonista in base al teschio utilizzato. Gli autori hanno saputo caratterizzare con semplicità e raffinatezza ognuna di esse, in modo da fare in modo che Skul non stanchi mai.

COMPARTO SONORO

Le musiche sono anche azzeccate, incalzanti e a tema, sebbene a volte siano un po’ ripetitive. Non sono brutte e nemmeno fatidiose, sanno accompagnare bene le sessioni di gioco, ma semplicemente non è una di quelle colonne sonore che vi faranno emozionare e rimarranno nei vostri cuori per sempre.

Considerazioni finali su Skul

Le impostazioni di gioco sono funzionali e soddisfacenti. La lingua italiana non è supportata ma i dialoghi sono abbastanza marginali in questo genere e non pesano affatto. Quelli presenti però risultano brillanti e piacevoli da leggere.

Nei prossimi mesi di sviluppo mi aspetto anche una maggiore varietà di livelli, nemici, mostri, potenziamenti e tanto altro ancora. Sono curioso di vedere in che direzione si evolverà questo titolo.

Visto che Skul: The Hero Slayer si trova ancora in Early Access, posso dirmi pienamente soddisfatto dei contenuti che presenta, anche grazie alla loro semplicità. Non sarà probabilmente un titolo che rivoluzionerà il genere, ma un lavoro sicuramente apprezzabile per tutti gli amanti di questo tipo di esperienze. Se avete voglia di staccare un po’ il cervello e godervi un buon gameplay appagante e dal giusto livello di difficoltà, questo titolo potrebbe fare proprio al caso vostro. Non sempre un’opera necessita di essere complicata per essere godibile.

Commento
Skul: The Hero Slayer è un platform rogue-lite che sia nel gameplay che nelle meccaniche punta sulla semplicità. Interpreta in maniera personale i canoni classici del genere, valorizzandoli e facendoli apprezzare al giocatore. La vera particolarità è la possibilità di cambiare il teschio del protagonista e con esso variare anche la sua estetica e tutte le sue abilità. Questo elemento dona profondità al gameplay e incentiva a provare soluzioni sempre nuove. Il comparto tecnico è di buon livello, ma non fa gridare al miracolo. Grafica e sonoro sono adeguati all'opera ma non rimarranno pobabilmente impressi per dettagli particolari. La storia è intrigante, un classico ribaltamento delle parti. Il castello dei cattivi di turno è stato occupato dai "buoni" e i primi devono riconquistarlo. Considerando che si tratta di un accesso anticipato le premesse per un buonissimo titolo ci sono tutte, in quanto già al momento risulta giocabile e godibile. Mi aspetto un maggior sviluppo e una magigore abbondanza in quanto a varietà ma per il resto questo progetto ha la mia fiducia.
Pro e Contro
Scambio di teschi
Gameplay divertente
Trama spensierata

x Bilanciamento da ottimizzare
x Ancora poca varietà
x Fondali semplici