L’azienda statunitense Running With Scissor, un tempo sviluppatrice sotto licenza di video giochi per bambini su console, nel 1997 decise di fare il salto di qualità producendo il suo unico franchise: il famigerato Postal. Famoso per le controversie inerenti all’estrema violenza, Postal divenne in brevissimo tempo il bersaglio di stampa specializzata e media di costume. Bandito in Australia, Germania e Francia, il possesso o la vendita di Postal 2 prevede cospicue multe e addirittura dieci anni di reclusione in Nuova Zelanda. Tuttavia dopo un deludente Postal 3, anziché varare un nuovo progetto, Running With Scissor rilascia questo mese su Steam Postal 4 No Regerts. Si batte il ferro della violenza fine a se stessa quindi?

Un cartello sul quale scrivere, e un gatto come silenziatore basteranno a far racimolare a Postal 4 qualche soldo ?

Peter Jackson sei avvisato

Quando il sommo Pietro Iauccullo mi propose di fare la recensione di Postal 4, non avevo ancora compreso di che gioco si trattasse, pur avendone sentito parlare soprattutto al di fuori dell’ambiente ludico. Disponibile in early access da 14 ottobre, potete dal 21 accaparrarvelo per la cifra di 16,79 euro sonanti. L’ordinaria vita di follia di Postal Dude nel corso della serie, oltre al passaggio dall’isometrico al fps, ha visto incrementare l’asticella di violenza, umorismo nero, intransigenza sessuale, razziale e i sempre presenti colpi bassi alla middle cass americana ed i suoi stereotipi.

Sono lontani i tempi delle mansioni ridicole nei sexy shop di Catharsis e Paradise, ora vaghiamo nella rinomata città di Edensin sempre alla ricerca di un lavoretto, ma dopo essere stati scaricati in una stazione di servizio dalla nostra dolce ma inflessibile metà. A differenza degli altri capitoli, per la natura work in progress del titolo, avremo a disposizione soltanto il lunedì per inventarci un’attività infima che di certo non tarderà ad arrivare. Ma se nel frattempo possiamo usare un gatto come silenziatore e un cartello sul quale scarabocchiare cosa ci passa per la testa, che fretta c’è di rompersi la schiena?

Ciak! Si gira

Ciò che invece salta subito all’occhio sono le stesse lacune che affliggono la serie da sempre, ovvero l’IA degli NPC, ridotti a semplici poligoni sacrificali con pattern simili ad una mandria, e un totale nonsense dell’intera storia, che ridurrà la nostra unica scelta semplicemente ad un massacro collettivo virtuale e gratuito, con armi che spuntano un po da ogni dove (come negli States ad esempio). Inoltre molte strutture nella mappa sono ancora incomplete, con edifici degni di un set di Cinecittà.

Il Dude in profonda riflessione sul senso della vita dei gatti in quel di Edensin in Postal 4 No Regerts

Fare una disamina di un titolo in early access, tuttavia, non sarebbe corretto nei confronti del lavoro svolto dai ragazzi di Tucson, che perlomeno, bisogna riconoscerlo, stanno rendendo partecipi la community videoludica ad ogni release. Il titolo è molto acerbo, tecnicamente sembra un episodio precedente con texture in alta risoluzione, quindi parliamo di grafica datata. In più, se persino la mia fida 1070ti non riesce a gestire il tutto in modo fluido l’ottimizzazione è ancora molto da rivedere, ma tant’è.

La speranza mette radici persino in Postal

Il timore che Postal 4 No Regerts diventi l’ennesimo episodio spazzatura dato in pasto ai canali di cronaca sui generis è alto, anzi a volerci scommettere non si sbaglierebbe. Su queste pagine ci indigniamo spesso quando il nostro media preferito viene associato a pagine nere di cronaca, oppure quando non riesce a sviluppare messaggi culturali, o temi di una certa caratura sociale o intellettiva, come accade a volte con un certo tipo di cinematografia. Per il momento Postal 4 ha da offrire qualche buona idea, oltre alla sempre verde critica di fondo alla società, ma sopratutto è il canale diretto tra il team di sviluppo e i videogiocatori, un tempo impensabile prima di Steam, che fa ben sperare sull’ottimizzazione del titolo stesso. In ultimo bisogna aggiungere che ad oggi non è stata implementata la possibilità ai giocatori ne di salvare, ne di cambiare i controlli di gioco, e neanche di aggiungere i sottotitoli. Quindi se vorrete acquistarlo in early access considerate che: state dando una mano al team di sviluppo, ma che attualmente Postal 4 è relativamente giocabile, e a parte qualche stravagante arma, il “divertimento” è il solito offerto dalla serie.

Commento
Se l'evoluzione narrativa dei videogiochi andava da compiere un massacro di tartarughine, perlomeno in nome della principessa da salvare, ad ambizioni fantapolitiche pacifiste come Kojima ha fatto con Metal Gear Solid, in tutt'altra direzione si va con la saga di Postal, e si deduce che siamo tornati ad un era primitiva antecedente a tutto questo. Ma dove siamo arrivati? Senz'altro siamo dalle parti di un gioco che non si pone domande complesse, non ci sono neanche capri espiatori come i soliti cattivi designati, qui è tutto nelle nostre mani, e poco importa l'humor nero, le battutine sui fatti di cronaca d'oltreoceano, oppure la delibera sui contenuti offensivi, qui siamo proprio alle prese con noia frugale come motore di gioco. Postal al momento è semplicemente un passatempo dove si usa la violenza consapevolmente. Potrebbe essere anche un punto a favore se la si volesse esorcizzare usando la componente del "fine a se stesso" come monito di riflessione o in modo caricaturale, ma purtroppo ne sentiremo parlare in tutt'altri modi e in altri luoghi.
Pro e Contro
Il cartello da homeless
Canale diretto con il team
Unpolitically correct...

x ..forse scialbo? non so...
x Tecnicamente pieno di bug
x Violenza da bulli