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Anteprima One Piece: Burning Blood

Annunciato allo scorso Tokyo Game Show One Piece: Burning Blood è un netto distacco dai precedenti titoli della saga One Piece come la serie Pirate Warriors (sviluppata da Omega Force e Tecmo Koei) e quella Unlimited World. Dopo averci provato con dei risultati discreti lo scorso anno con J-Stars Victory+ Spike Chunsoft prende in mano il brand creato da Eiichiro Oda e ripropone la stessa formula offrendo uno scontro tra i personaggi che possiedono l’Ambizione (Haki) e gli utilizzatori del Frutto del Diavolo (specialmente i Rogia) e li unisce in One Piece:Burning Blood. Grazie a Bandai Namco Entertainment ci siamo ritrovati lo scorso giovedì in una soleggiata e calda Milano a provare con le nostre mani il nuovo titolo Spike Chunsoft e possiamo darvi le nostre prime opinioni sul gioco.

 

Scontro tra titani

Come detto nell’apertura di questo articolo l’idea dietro One Piece: Burning Blood è quella di uno scontro tra i possessori dell’Haki e gli utilizzatori dei Frutti del Diavolo, sopratutto i Rogia, in incontri 3 vs 3 come quelli che hanno caratterizzato J-Stars Victory+ lo scorso anno. Per chi non conoscesse bene il mondo di One Piece spieghiamo velocemente la funzione dell’Haki e perchè è così importante per combattere in Burning Blood. Gli utilizzatori del frutto del diavolo si possono suddividere in Paramisha, Zoo Zoo e Rogia: i primi donano a colui che lo mangia caratteristiche particolari (come il frutto Gom Gom di Rufy) oppure sono legati ad oggetti come ombre, forbici o bombe (come il frutto Kage Kage o Ombra Ombra di Gekko Moria), i secondi vedono i loro possessori trasformarsi in animali come il Leopardo o la Giraffa, creature mitiche come la Fenice oppure animali antichi come i Dinosauri, mentre gli ultimi possiedono poteri elementali come Fumo, Magma, Luce e possono sfruttarli in vari modi tra cui rendere il loro corpo del proprio elemento e quindi essere invincibili contro gli attacchi fisici. Qui entra in gioco l’Haki che, come spiegato nella serie, è l’unico modo per contrastare il potere dei frutti del diavolo specialmente con il Busou-shoku o Tonalità dell’armatura che rende il proprio corpo, o parte di esso, duro come se ci fosse, appunto, un’armatura. Spike Chunsoft ha scelto di proporre questo scontro perchè il team era attirato dall’idea dei frutti Rogia, ma per una più completa risposta potete leggere la nostra intervista a Koji Nakajima (Game Producer di BNE) e Hiroyuki Kaneko (Director di Spike Chunsoft).
Oltre agli scontri 3 vs 3 è stata presentata la modalità “Guerra Suprema” che racconterà la storia della guerra di Marineford dal punto di vista dei quattro principali protagonisti: Rufy, Barbabianca, Ace e Akainu. Durante l’evento ci è stato mostrato un filmato con una cutscene, nello stesso stile del gioco, con l’incipit di tutti gli avvenimenti che circondano il grande punto di svolta di One Piece: lo scontro tra Portogas D. Ace e Marshall D. Teach conosciuto meglio come Barbanera nell’Isola di Banero. Le cutscene sono ben fatte e si vede il lavoro certosino fatto da Spike Chunsoft  e risultano spettacolari sfruttando a pieno la forza l’engine grafico senza nessuna sbavatura, almeno nella build da noi vista, e ci fanno ben sperare nella trasposizione videoludica di una delle saghe più belle di One Piece.

 

 

Il colosseo è per persone forti

In One Piece: Burning Blood non ci sono solo filmati e teoria ma anche botte.
Nella demo messaci a disposizione potevamo scegliere tra circa una ventina di personaggi con scontri 3 vs 3 e la possibilità di utilizzare 3 dei 6 supporti annunciati negli scorsi giorni dagli sviluppatori. Le battaglie avvenivano in arene più piccole rispetto a quelle viste in J-Stars Victory+ dove i personaggi potevano muoversi liberamente, qua nasce il primo dubbio: la telecamera. Nelle impostazioni prima del match era possibile utilizzare lo schermo condiviso, questo divideva lo schermo in due per permettere ai giocatori di seguire da dietro le spalle del proprio personaggio il combattimento facilitando le combo e i movimenti mentre non utilizzando questa opzione il primo giocatore era quello a favore di telecamera. Durante gli scontri sarà possibile effettuare le mosse speciali del personaggio premendo contemporaneamente L1 e Triangolo, Cerchio o Quadrato, la parata è invece affidata al tasto Cerchio. Premendo R1 si attiverà per i Rogia l’intangibilità mentre per chi possiede l’haki l’apposita modalità, entrambe consumeranno tutta la barra blu al di sopra degli HP che si ricaricherà  stando fermi.

Si ringrazia AkibaGamers per averci ripreso durante le prove.

 

 

In basso invece è presente la barra Furia che si riempe colpendo e venendo colpiti dai nemici, una volta completa si potrà attivare la modalità Furia (tramite R3) che potenzierà il nostro personaggio permettendo di effettuare trasformazioni (come nel caso di Rufy o Drake) oppure un semplice powerup e premendo nuovamente R3 sarà invece possibile utilizzare la mossa finale che farà ingenti danni ai nemici. Sarà possibile cambiare il protagonista del combattimento premendo i tasti R2 ed L2, avendo accumulato varie tacche della barra Furia si eseguiranno dei cambi strategici durante le nostre combo o quelle avversarie potenziando le prime e fermando le seconde con particolari escamotage (ad esempio usando Bartolomeo verrà creata una barriera che impedirà all’avversario di colpirci). Gli sviluppatori inoltre hanno aggiunto un sistema di supporti che permette ai giocatori di usufruire di boost temporanei per sconfiggere gli avversari, alcuni si attivano premendo i tasti del d-pad mentre altri durante alcune condizioni speciali ottenibili in combattimento come ad esempio quando viene eliminato uno dei membri del team, questo potrà cambiare le carte in tavola e sicuramente è uno degli aspetti che analizzeremo nella nostra recensione.

 

It’s a fucking dinosaur!

La nostra prova è avvenuta su Playstation 4 grazie ad alcune postazioni di test che ci ha messo a disposizione Bandai Namco Entertainment, il titolo si comportava molto bene e nonostante alcuni dubbi che ci erano venuti vedendo la presentazione non abbiamo notato grandi problemi di cali di frame anche durante le fasi più “concitate” dello scontro tra mosse finali e trasformazioni in enormi dinosauri. Il gioco sarà disponibile dal prossimo 3 Giugno su Playstation 4, Xbox One e Playstation Vita e avrà audio giapponese e sottotitoli in Italiano oltre che in altre 6 lingue.

 

Commento
One Piece: Burning Blood ci ha notevolmente impressionato in questa prova fugando ogni dubbio sulla sua solidità, dubbi derivati da quel che è stato lo scorso anno J-Stars Victory+, sia nel gameplay che sul lato tecnico. Un altro dubbio, l'effettivo bilanciamento dei vari personaggi, è da valutare una volta nei negozi ma dovendo effettuare scontri 3 vs 3 ci sarà sicuramente l'opportunità di equilibrare i vari team nonostante alcuni personaggi non propriamente al top come Nami e Usopp. Resta da vedere inoltre come sarà composto il roster (e sopratutto da chi...) e l'appena nominata modalità online ma questo sarà tutto da valutare in sede di recensione.
Pro e Contro
Gameplay divertente
Graficamente spettacolare
Potenzialmente uno dei migliori roster...

x ...ma mancano ancora troppi personaggi importanti
x Telecamera da rivedere
x Bilanciamento da valutare più in là