Anteprima
di
il 21 febbraio 2018, 08:41

Troppa tv fa male.

Lo sa bene Larry, il protagonista dell’italianissimo Landflix Odissey, platform attualmente in fase di raccolta fondi su Kickstarter, che si ritrova suo malgrado a dover affrontare dall’interno alcuni dei più popolari universi televisivi.

Nell’attesa di un’uscita completa, il team di Fantastico Studio si è portato avanti con una demo che abbiamo provato per voi. Due livelli, niente di troppo eccessivo, ma che si sono rivelati decisamente più impegnativi del previsto.

 

 

Netflix and chill kill

Se non fosse già estremamente palese da subito, il team di Fantastico Studio ci ricorda nella propria pagina Kickstarter che quello che abbiamo per le mani è un prodotto a tema parodistico. In tutto e per tutto, compresa la sua premessa.

Mentre il nostro Larry stava facendo binge watching sulla propria piattaforma di streaming on-demand preferita (che per non infrangere alcun copyright chiameremo N. flix… anzi, no, così è troppo esplicito… Net F.), all’improvviso si ritrova trasportato all’interno della dimensione parallela in cui questi show sono reali, complici le sei batterie nucleari dello zio Doc (ispirato al Doc Brown di Ritorno al Futuro) rimediate casualmente al posto delle normali.

 

…qualcuno qui è un fan dei Simpson…

 

A complicare le cose ci si mette un piccolo robot, inviato dal malvagio CEO di Landflix a rubare proprio quelle batterie. Il piano è semplice: usarle per fuggire dalla dimensione alternativa e conquistare il nostro mondo con la sua armata di personaggi immaginari.

Dopo un breve scontro, e informato dallo zio Doc che quella è l’unica strada per tornare a casa, Larry si ritrova a dover recuperare cinque delle sei batterie in altrettanti show televisivi. Saremo quindi chiamati ad affrontare le cospirazioni governative e gli orrori cosmici di Peculiar Stuff (Stranger Things), l’inverno e le armate di morti in Elder Thrones (Game of Thrones), ninja e gangster in Blindevil (DareDevil), una feroce guerra tra il cartello messicano e la gang del fast food in Going Mad (Breaking Bad) e zombi e umani deviati in The Standing Zombie (The Walking Dead).

 

Semplice, no?

 

Hai un telecomando in tasca o sei contento di vedermi?

Se nella premessa c’è molto di simpatico ma ben poco di originale (a parte le trovate per non infrangere i copyright), a livello di meccaniche i due livelli provati nella demo rendono decisamente maggior giustizia al lavoro del team italiano. Il gioco si articola come un platform in stile Megaman, con tanto scelta degli stage, poteri intercambiabili e barra della vita (tre cuori, per cominciare). A ogni serie corrispondono vari “episodi”, con un boss finale da sconfiggere.

Inizialmente, però, la sfida è decisamente impari. Di base, infatti, Larry può contare solo sul proprio salto per colpire i nemici più piccoli. I nemici più grandi dovranno essere prima storditi con un rutto proiettile o un rutto granata, ma questo ci sarà possibile solo dopo aver fatto il pieno di birra dai boccali sparsi per i livelli. E’ presente inoltre un negozio in gioco, dove scambiare i progetti raccolti (tre in ogni puntata) con potenziamenti permanenti alla barra d’energia o altre piccole migliorie alle capacità di base, ma difficilmente riusciremo a metterci le mani prima di una bella fetta di gioco.

In nostro soccorso, fortunatamente,  giunge un alleato per ciascuna ambientazione, che ci donerà un potere specifico da utilizzare liberamente anche al di fuori della propria serie. Nei due livelli di prova che abbiamo giocato, legati a Stranger Things e Game of Thrones, gli equivalenti copyright-friendly di Dustin e di Jon Snow ci insegnano l’uso rispettivamente del telecomando (in grado di spostarci nell’Altro Lato, un mondo “alternativo” stile Sottosopra) e della spada magica, per attaccare e pietrificarci in difensiva.

Inoltre, benché i singoli potenziamenti siano legati espressamente alla serie in cui vengono acquisiti, molti livelli hanno percorsi alternativi, passaggi segreti o altro ancora da esplorare grazie all’uso di uno o più oggetti. Il che va a tutto vantaggio del giocatore, aumentando in maniera drastica la rigiocabilità delle “puntate precedenti”.

 

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Questa medaglia, però, ha anche una seconda faccia: nonostante la non linearità di Landflix Odissey (ogni serie può essere completata indipendentemente dalle altre), alcuni livelli fungono da tutorial non solo per le abilità specifiche della serie, ma anche in generale per il gioco, in particolar modo quelli di Peculiar Things. Il che significa che un giocatore che si lancia nell’avventura partendo da un qualsiasi altro punto, rischia di trovarsi ad avere davanti abilità, potenziamenti e un’interfaccia grafica che non comprende. Certo, non si tratta di un fattore così limitante, e le meccaniche di base sono abbastanza intuibili con un po’ di pratica, ma è un aspetto che fa sentire la mancanza di un vero livello introduttivo in stile Megaman.

Trattandosi comunque di una demo parziale su un titolo ancora in fase di sviluppo, su questo punto ci sentiamo di sospendere temporaneamente il giudizio. Inoltre, Landflix Odissey ha abbastanza varietà da offrire che volendo, a volte, potremmo anche soltanto tirare dritto da un checkpoint all’altro ignorando gli avversari.

Sulla facilità del farlo… beh, questa è un’altra storia…

 

In conclusione...
Nonostante gli ultimi anni siano popolati di platform indie con grafiche retrò e difficoltà elevate per il puro gusto di mettere in crisi i giocatori, Landflix Odissey riesce a camminare in quella sottile area tra la frustrazione e la sfida vera. Il titolo di Fantastico Studio è genuinamente difficile, e non per carenze di design, anzi… Le situazioni che ci si pongono davanti non sono facili da affrontare, e non è raro trovarsi accerchiati da nemici e in una posizione scomoda per combatterli. Ma le nostre morti o successi dipendono esclusivamente dal giocatore: i comandi sono molto fluidi (a parte una piccola eccezione nei tempi di pietrificazione della spada, quasi sicuramente un bug), e l’esperienza è veramente quella di un titolo classico decisamente ben fatto. Unica nota che potrebbe stonare, forse, è proprio la sua natura parodistica, magari più un deterrente per chi, di primo impatto, non apprezza questo genere di umorismo, ma dopo aver provato la demo (scaricabile tramite la pagina Kickstarter del progetto), vi consigliamo caldamente di andare oltre questo aspetto. Tra la grafica accattivante, le caratterizzazioni degli avversari (certo, molti nemici sono ripetuti, ma la varietà è comunque decisamente superiore al normale, sia nell’aspetto visivo che nei pattern di attacco) e la diversificazione di atmosfere e stili di gioco proposti, Landflix Odissey si presenta come un titolo che ha molte frecce al proprio arco e nessuna fretta di rivelarle tutte in un colpo solo.
Ottima varietà di ambientazioni
Controlli fluidi
Difficile ma quasi mai frustrante
x Mancanza di un "vero" livello tutorial

due parole sull'autore
Giocatore con la G maiuscola dal 1987 e traduttore per passione e professione, è l'esperto ludico "classico" della redazione, che spazia dai videogame ai giochi da tavolo, spesso fondendo assieme le due cose. Fan Nintendo di vecchia data e nostalgico dell'era SNES vs Megadrive, nasconde sotto sotto un animo da PCista, specie considerando quelli che assembla per hobby.
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